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Elezioni presidenziali Venezuela, vince Maduro.

lunedì 21 maggio 2018 - 19:59:55

Caracas, 21 mag. 2018 - (Rainews) - Il presidente venezuelano Nicolas Maduro è stato rieletto con oltre 5 milioni di voti, su poco più di 8 milioni di voti (pari al 46% degli iscritti) espressi durante le elezioni di ieri. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cne), Tibisay Lucena, in un breve messaggio radiotelevisivo dopo lo spoglio di oltre il 96% delle schede. Il tasso di affluenza ufficiale annunciato dal Cne rappresenta un crollo considerabile rispetto alle ultime presidenziali del 2013, quando stato del 79,69%, e alle ultime politiche di dicembre del 2015 (74,17%). L'astensione ha raggiunto livelli altissimi: 20 milioni gli elettori che erano chiamati alle urne, l'astensione ha raggiunto il 52%. Anche per Maduro i risultati annunciati da Lucena non risultano entusiasmanti, perché ha perso 1,7 milioni di voti dalla sua prima elezione nel 2013 (da 7,5 a 5,8 milioni) quando si impose su Henrique Caprile per poco più di 200 mila voti (1,49%). "Stiamo ottenendo il 68% dei voti, con 47 punti di distanza dal candidato che mente", ha esultato oggi Nicolas Maduro, nel suo primo discorso dopo l'annuncio della sua rielezione a presidente del Venezuela. Riferendosi all'oppositore Henri Falcon, arrivato secondo e che ha dichiarato di non riconoscere la legittimità del voto, Maduro ha detto che "il bugiardo respinge i risultati prima che siano stati dati: la prima volta nella storia", sottolineando che "non c'è più onore; non c'è molto che ci si possa aspettare da questa opposizione". 


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Il Venezuela tra poche ore al voto, Maduro verso la rielezione

domenica 20 maggio 2018 - 09:35:30

Le previsioni della vigilia puntano a una riconferma del presidente uscente

Caracas, 20 mag. 2018 - Apriranno alle 6 di questa mattina ora locale (mezzogiorno in Italia) i seggi elettorali in Venezuela per le elezioni anticipate nelle quali Nicolas Maduro punta ad essere rieletto presidente di uno dei Paesi più problematici del Sudamerica. Sono chiamati alle urne circa 20,5 milioni di elettori: l'opposizione ha boicottato il voto, ma le previsioni della vigilia puntano a una riconferma del 55enne Maduro - al potere dal 2013 - che rimarrebbe così in sella fino al 2024. L'erede politico di Hugo Chavez ha presieduto in questi anni su una vera a propria implosione dell'economia del Paese, che si trova oggi a lottare contro un tasso d'inflazione annuo di circa il 14.000% e dove il salario minimo è meno di 1,7 euro.Negli ultimi quattro anni, inoltre, il Pil è crollato del 31,9%, mentre la produzione di petrolio - origine di oltre il 90% degli introiti nazionali - è ai minimi trentennali. In questo quadro, oltre un milione di venezuelani sono scappati dal Paese negli ultimi due anni, creando un flusso su tutta l'America Latina che preoccupa vari governi e l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Omi). E Maduro affronta le elezioni quasi senza rivali: il candidato dell'opposizione è Henri Falcon, un ex governatore chavista che ha rotto con il Tavolo dell'Unità Democratica (Mud), la coalizione antichavista che ha conquistato una maggioranza parlamentare di due terzi dei seggi nelle politiche del 2015. (Ansa)

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Iran, Rohani: "Se Usa lasciano l'accordo sul nucleare, se ne pentiranno"

domenica 06 maggio 2018 - 11:48:44

Il presidente iraniano: "Pronti a reagire a qualsiasi decisione"
 
Teheran, 06 mag. 2018 - Gli Usa affronteranno uno "storico pentimento" se se ritireranno dall'accordo sul nucleare firmato nel 2015 tra Teheran e l'Occidente. Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, riferisce al Jazeera. In un discorso alla nazione, trasmesso in tv, Rohani ha detto che l'Iran ha in programma piani per far fronte a qualsiasi decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha affermato di volersi ritirare dall'accordo sul nucleare.
 
"C'é un solo Stato, un piccolo Paese e un regime che sostengono che l'accordo sul nucleare con l'Iran è stato un errore e sono gli Usa, l'Arabia Saudita e Israele", ha detto Rohani durante un discorso a Sabzevar, nella provincia di Khorasan Razavi, trasmesso dalla tv di Stato. Le dichiarazioni del presidente americano durante i suoi 15mesi di mandato nei quali sostiene che l'accordo è il peggiore mai firmato non sono logiche, ha proseguito Rohani. "L'Iran nonterrà colloqui con nessuno sui suoi meccanismi di difesa e non sono affari di nessuno conoscere le nostre decisioni su come ci difenderemo", ha aggiunto. L'annuncio di Trump sull'accordo è atteso per il 12 maggio.
 
(Rainews) 
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Morto durante il servizio, ma "scaricato" dalle Istituzioni: l'odissea della famiglia del colonnello Cosimo Fazio

sabato 05 maggio 2018 - 10:15:10

Reggio, 04 mag. 2018 - (il dispaccio) - "In merito alla vicenda che vede coinvolta la figura di mio padre e il diniego da parte del Ministero degli interni, per ben due volte, al riconoscimento dello status di vittima del dovere, dopo essermi rivolto prima al T.A.R., questi mi rimandava per competenza d'innanzi al giudice del lavoro, presso il quale ieri si è svolta la prima udienza. Dopo quasi 5 anni speravo di poter mettere la parola fine a questa dolorosa vicenda, ma evidentemente mi sbagliavo.
 
Benché sia arrivata la solidarietà da centinaia e centinaia di persone, scrivo queste righe in assoluta solitudine, utile a smaltire (o almeno ci provo) la delusione e il dolore che la giornata appena trascorsa mi ha riservato". Lo afferma in una nota Antonino Carlo Fazio, figlio del colonnello Cosimo Fazio, morto alcuni anni fa a Reggio, mentre coordinava – da comandante della Polizia Municipale – le operazioni di soccorso ai migranti sbarcati in città."Da un lato mi lascia sorpreso il rinvio di un anno e mezzo (19 novembre 2019) della prossima udienza, determinato da un surplus di lavoro che affolla le aule dei tribunali reggini e mi fa pensare a quanto sordo sia il Consiglio Superiore della Magistratura nel non aver mai cercato di ovviare a questo annoso problema che porta la giustizia, in questo caso reggina, a tempistiche fuori dalla norma, dettato da un organico di magistrati inferiore a quello necessario, ma probabilmente il CSM non lo sa o, cosa ancora più grave, ne è a conoscenza ma non lo ritiene tanto importante da impegnarsi per una rapida risoluzione, ovvero quella di aumentare il numero dei magistrati....ma questa è un'altra storia" afferma ancora Antonino Fazio.
 



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Iran, intesa nucleare non negoziabile

lunedì 30 aprile 2018 - 08:58:33

Rohani a Macron: pronte risposte a decisione Usa

29 apr. 2018 - Il presidente iraniano Hassan Rohani ha detto a Emmanuel Macron che l'accordo internazionale sul nucleare del 2015 "non è negoziabile in alcun modo". Lo riferisce il francese Nouvel Observateur. Oggi Parigi, Berlino e Londra hanno difeso l'attuale accordo, aprendo però alla possibilità di allargarlo alla questione dei missili iraniani. Il presidente Rohani ha poi avvertito che, "anche se gli Usa il 12 maggio annunceranno la loro permanenza nell'accordo, ma continueranno a procedere nello stesso modo degli ultimi due anni, per noi questo non sarà accettabile". E già Teheran "ha preso in considerazione una serie di risposte a qualsiasi decisione gli Usa prenderanno". (Ansa)
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Lacrime e commozione, la Viola saluta l’A2. Il Pala Calafiore omaggia una squadra di eroi

domenica 22 aprile 2018 - 23:58:35

viola_basket_palacalafiore.jpgReggio Calabria, 22 apr. 2018 - Tutta la squadra che sale in curva a fine gara, le lacrime di capitan Fabi, l’abbraccio di Calvani a Baldassarre, scene indelebili che non si cancelleranno mai dalla mente. Tra gli applausi scroscianti del pubblico del PalaCalafiore e non poteva essere altrimenti, si chiude lo straordinario campionato del team di coach Marco Calvani che sconfigge Napoli (92-76) in una partita dal risultato irrilevante. La Viola chiude la stagione 2017/2018 con 2 punti in classifica e non 36, dopo aver conquistato 18 vittorie e subito solo 12 sconfitte, è pesata come un macigno la pesante penalizzazione di 34 punti dovuta alla vicenda fideiussione che ha di fatto tarpato le ali ad una squadra pronta per disputare i playoff e ad una città che stava già iniziando a sognare. Otto mesi di lavoro che però non si cancellano, nonostante tutto. Ecco perché la tifoseria presente ha voluto rendere onore ad un gruppo che, dopo il grandissimo lavoro svolto con enormi sacrifici, avrebbe sicuramente meritato molto di più. La Viola più bella degli ultimi dieci anni conclude così la stagione con un’amara retrocessione in serie B, si attende adesso con trepidazione l’esito del terzo grado di giudizio dell’Alta Corte di Giustizia del Coni che arriverà nel mese di maggio, per capire quale futuro attende la società nero arancio, ricordano sempre che, “Qui non si muore mai”. (strill.it)
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Iran: pronti a far ripartire attività nucleari se Usa si ritirano da accordo

domenica 22 aprile 2018 - 22:25:21

Intervista alla Cbs del ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Nel caso di violazione dell'intesa raggiunta sul nucleare con gli Stati Uniti, l'Iran si sentirà libero di riprendere il proprio programma nucleare 

Teheran, 22 apr. 2018 - (Rainews) - L'Iran è pronto a riprendere il proprio programma nucleare qualora gli Stati Uniti dovessero decidere di ritirarsi dall'accordo firmato nel 2015 imponendo delle nuove sanzioni. In questo caso Teheran si sentirà libero e svincolato da qualsiasi intesa con un possibile il ritorno all'arricchimento dell'uranio.

E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, in un'intervista rilasciata alla Cbs. "Noi abbiamo preparato una serie di opzioni" nel caso Washington decidesse di ritirarsi dall'accordo, ha continuato Zarif, dichiarando che l'Iran ha pronte alcune varinati e tra queste c'è anche quella di "riprendere a una maggiore velocità le noste attività nucleari". Tutte opzioni "previste nell'ambito dell'accordo, pronte per essere implementate, e prenderemo la decisione necessaria quando lo riterremo opportuno", ha aggiunto il titolare degli Esteri, che si trova negli Stati Uniti per partecipare a una riunione dell'Onu sul sostegno alla pace. Teheran poi minaccia "conseguenze non molto piacevoli" per gli Stati Uniti se ci sarà l'uscita dall'intesa da parte di Trump: "Hanno l'opzione di uccidere l'accordo ma dovranno fronteggiare le conseguenze. 


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Draghi: l'Europa cresce in modo robusto, ma serve ancora pazienza

sabato 21 aprile 2018 - 08:05:53

Bruxelles, 20 apr. 2018 - “L’economia di Eurolandia è cresciuta in modo robusto. Questa solida performance si è tradotta in notevoli miglioramenti del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione nell’area euro è sceso ai minimi dal 2008. Il numero di occupati è invece cresciuto di quasi 8 milioni di unità dalla metà del 2013”. Lo afferma il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi nel discorso depositato presso l’International Monetary and Financial Committee, organismo del Fondo Monetario Internazionale. “Preservare scambi commerciali aperti e liberi è cruciale per la crescita globale, i cui rischi – prosegue Draghi - restano sostanzialmente equilibrati. Quelli al ribasso continuano ad essere legati soprattutto a fattori globali, incluso un aumento del protezionismo, che potrebbe già avere avuto un impatto negativo sugli indicatori della fiducia globale”. Rimangono, secondo il presidente della Bce, le preoccupazioni per un tasso di inflazione ancora troppo basso. “Un ampio grado di stimoli monetari resta necessario per sostenere l’inflazione – ha spiegato Draghi –Servono pazienza, persistenza e prudenza in merito alla politica monetaria. Il piano di acquisti di titoli di stato andrà avanti all’attuale velocità di 30 miliardi di euro fino alla fine di settembre e oltre se necessario. In ogni caso andrà avanti fino a che la Bce non vedrà un sostenuto aggiustamento dell’inflazione in linea con i suoi obiettivi”. Quanto alle condizioni del sistema bancario nell’area Euro, queste continuano a migliorare ma “nonostante gli sviluppi positivi alcune sfide strutturali continuano a pesare sulle prospettive di redditività delle banche. Gli Npl restano alti in alcuni paesi”. (rainews)
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Messina,Filt Cgil Fit Cisl e Uiltrasporti annunciano sciopero lavoratori portuali

venerdì 20 aprile 2018 - 23:16:07

Messina, 20 apr. 2018 - Esplode la protesta degli operatori  portuali  di Milazzo. Presidio dei lavoratori contro i rischi occupazionali . Ieri incontro tra la l’Autorità Portuale di Messina  e le segreterie di Filt Cgil Fit Cisl e Uiltrasporti Sciopero programmato dal 3 al 5 maggio prossimi dei 500 lavoratori portuali di tutta l’isola”.
 
“Il gruppo armatoriale Caronte & Tourist dallo scorso 17 Aprile ha iniziato ad effettuare in autoproduzione le operazioni portuali di rizzaggio e derizzaggio  presso il porto di Milazzo, disdettando di fatto ogni accordo con l’attuale fornitore del servizio, ovvero l’impresa portuale G. Garibaldi S.R.L. causando inevitabili rischi  occupazionali nel settore delle attività portuali della città mamertina.
 
“Una iniziativa non condivisa e una pratica non prevista dalla normativa vigente secondo le segreterie  di Fit Cisl, Uiltrasporti e Filt Cgil , che nel pomeriggio di ieri hanno incontrato il commissario dell’autorità portuale di Messina Comandante De Simone per porre all’attenzione dell’ente  la problematica. “Ci sembra di capire che non ci sia alcuna delibera, da parte dell’Autorità portuale riguardo l’espletamento in autoproduzione da parte delle compagnie armatoriali delle attività portuali,  pratiche che riteniamo illegittime sotto ogni aspetto.” Se così fosse – dichiarano  i segretari provinciali di Filt Cgil – Fit Cisl e Uiltrasporti, Enzo Isgro , Letterio D’Amico e Angelo Cardaciotto – si tratterebbe dell’ennesimo tentativo da parte di Caronte & Tourist di forzare un già delicato quadro normativo e sociale, cercando di ottenere impropriamente maggior profitto mettendo a rischio oggi una decina di posti di lavoro nel porto di Milazzo, problematica che per analogia potrebbe aprirsi in svariate realtà siciliane  . Per questo, di concerto con le segreterie regionali – continuano D’Amico, Cardaciotto e Isgrò – chiediamo agli enti preposti di intervenire fermamente, limitando ogni tentativo di destabilizzare l’equilibrio attuale, bloccando quindi ogni autorizzazione all’autoproduzione rilasciata. La situazione che si è venuta a creare non ci lascia altra scelta – concludono i sindacalisti  – di supportare il fermo di 72 ore previsto dal 3 al 5 maggio prossimi, dei 500 lavoratori portuali dell’isola”. (strill.it)

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L'attacco alla base iraniana di Tayfun, in Siria. Israele ammette: "Siamo stati noi a colpirla"

lunedì 16 aprile 2018 - 14:27:41

A riferirlo il giornalista del New York Times Thomas Friedman, che cita un funzionario israeliano. "Era prima volta che attaccavamo obiettivi iraniani, comprese strutture militari e soldati", dice al giornalista
 
New York, 16 apr. 2018 - Un funzionario militare israeliano ha confermato oggi al quotidiano statunitense The New York Times che Israele ha compiuto il raid aereo della scorsa settimana su una base militare siriana. Secondo quanto riferito da questa fonte al giornalista del New York Times, Thomas Friedman, "era la prima volta che attaccavamo obiettivi iraniani, comprese strutture militari e soldati". Il funzionario ha anche osservato che il raid sulla base aerea T-4 vicino a Palmyra, nel centro della Siria, e' avvenuto dopo che l'Iran ha lanciato a febbraio un drone carico di esplosivi nello spazio aereo israeliano. Secondo quanto riferito, l'attacco ha preso di mira l'intero programma di droni iraniano presente nella base. I media iraniani hanno riferito di almeno 7 vittime tra i soldati del paese asiatico, su un totale di 14 morti provocati dal raid. L'incidente del drone e' stato "la prima volta che abbiamo visto l'Iran fare qualcosa contro Israele e non per delega", ha detto il funzionario, secondo cui quell'attacco "ha aperto una nuova era" di scontri tra Israele e Iran. (Rainews)
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Caso Skripal, Lavrov: "Sostanza usata non è il Novichok, ma un gas sviluppato anche negli Usa"

sabato 14 aprile 2018 - 17:58:15

Il ministro degli Esteri russo cita esperti svizzeri. E accusa l'Opac di aver manomesso i risultati delle indagini
 
lavrov.jpgMosca, 14 apr. 2018 - La sostanza utilizzata a Salisbury per colpire il 4 marzo scorso l'ex spia russa Sergei Skripal e la figlia Yulia non era il Novichok, ma il gas proveniente dal chinoclidinile benzilato, definito comunemente come Bz, sviluppato da diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei lavrov, citando esperti svizzeri.
 
"L'Opac ha manomesso i risultati delle indagini" Lavrov punta il dito anche contro l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), che fa parte dell'Onu, e la accusa di aver "manomesso i risultati delle indagini" sull'avvelenamento dell'ex spia russa.
 
(Rainews)
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Lagarde: "Protezionismo danneggerà i più poveri. Il mondo ha debiti mai visti"

mercoledì 11 aprile 2018 - 09:54:36

Il direttore generale del Fondo Monetario, pur senza nominare gli Usa, attacca la politica commerciale di Trump: "Il sistema di scambi - dice - ha trasformato la storia". L'indebitamento pubblico e privato a 164 mila miliardi di dollari

Hong Kong, 11 apr. 2018
- (la Repubblica) - "I governi devono evitare il protezionismo in ogni sua forma. La storia ci insegna che le restrizioni all'import fanno male a tutti, soprattutto ai consumatori più poveri". Da Hong Kong, il direttore generale del Fmi Christine Lagarde sottolinea che "il sistema di scambi commerciali internazionali ha trasformato il mondo. Ha contribuito a dimezzare la percentuale della popolazione mondiale che vive in condizioni di estrema povertà" mentre le barriere protezionistiche impediscono al commercio di "svolgere il suo ruolo fondamentale per rafforzare la produttività".

"Ma questo sistema di regole e responsabilità condivisa corre ora il pericolo di essere distrutto. Questo sarebbe imperdonabile, un fallimento collettivo". Nello stesso tempo, Lagarde denuncia "le troppe pratiche sleali, che devono essere eliminate perché possono lasciare tracce sugli equilibri commerciali tra Paesi". In concreto, bisogna proteggere ad esempio proprietà intellettuale e ridurre le distorsioni che favoriscono le imprese di statali. Lagarde lancia anche l'allarme debito: quello pubblico e privato ha raggiunto a livello globale la quota record di 164.000 miliardi di dollari. Il debito pubblico nelle economie avanzate è, dunque, a livelli non visti dalla Seconda Guerra Mondiale. 


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Siria, Macron: la Francia deciderà nei prossimi giorni, non colpirà gli alleati del regime

martedì 10 aprile 2018 - 23:05:56

Parigi, 10 apr. 2018 - La Francia annuncerà "nei prossimi giorni" la sua risposta per il presunto attacco chimico in Siria e, se deciderà di colpire, prenderà di mira le "capacità chimiche" del regime e in nessun caso i suoi "alleati" russi e iraniani. Lo ha annunciato il presidente francese, Emmanuel Macron. "Nei prossimi giorni annunceremo le nostre decisioni", ha spiegato in una conferenza stampa congiunta con il principe ereditario saudita bin Salman, "in nessun caso le decisioni che prenderemmo avrebbero alcuna vocazione a toccare gli alleati del regime o ad attaccare chiunque ma ad attaccare le capacità chimiche detenute dal regime". La Francia "non vuole alcuna escalation", ha assicurato. "Se la nostra alleanza con i nostri partner lo richiede, risponderemo presente". Così il principe saudita Mohammed bin Salman, in visita ufficiale a Parigi, in conferenza stampa col presidente francese Emmanuel Macron, sulla possibilità che il suo Paese possa unirsi a eventuali attacchi in Siria. (Rainews)
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lun 21 mag 2018 19:59:55 CEST
Elezioni presidenziali Venezuela, vince Maduro.
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Il principale rivale di Nicolas Maduro ha respinto la vittoria del presidente venezuelano, chiedendo nuove elezioni entro l'anno. "Non riconosciamo questo processo elettorale come valido, vero", ha affermato Henri Falcon. "Per noi non ci sono state elezioni, dobbiamo farne di nuove", ha aggiunto. La coalizione delle forze dell'opposizione hanno deciso di non sostenere Falcon e hanno chiesto ai loro sostenitori di boicottare il voto. "Ha trionfato la pace, ha trionfato la Costituzione". Queste le prime parole di Nicolas Maduro appena è stata ufficializzata la sua rielezione. "E' stata - ha detto ai suoi sostenitori - una elezione legittima, legale, appropriata. Convoco i candidati dell'opposizione a una giornata di dialogo per individuare le vie per una riconciliazione nazionale. 

Riuniamoci e cerchiamo quali possano essere. Questa è una iniziativa democratica. Noi chavisti siamo democratici e in 19 anni in Venezuela si è votato 25 volte e abbiamo perso due volte. Se uno perde deve ammetterlo. Noi perdemmo. E un minuto dopo andava riconosciuto il risultato. Aspiro a che questo sia fatto ora dagli altri candidati". Poi, non ha nascosto la soddisfazione per un "record storico" e ha ringraziato la folla dei suoi elettori: "Grazie - ha detto - per aver respinto tutte le aggressioni e le bugie, grazie per avermi sostenuto nelle mie battaglie e avermi rieletto presidente fino al 2025". 

In una precedente dichiarazione rilasciata al seggio di Caracas dove si era recato a votare mettendosi in fila come un qualunque cittadino, Maduro aveva evocato esplicitamente l'idea di un governo di riconciliazione nazionale. "Credo nella pace nel dialogo nel rispetto della Costituzione. Dobbiamo rispettare tutti - ha aggiunto nel comizio tenuto dopo la rielezione - anche chi non la pensa come noi. Il cammino del dialogo parte da questo". Rivolgendo poi il suo pensiero ai lavoratori e lavoratrici del grande e bellissimo paese dell'America Latina, Maduro ha reso omaggio "alle donne patriote del Venezuela", ed ha assicurato di voler essere "un presidente di tutti e per tutti". Quindi ha difeso l'iniziativa dei "Carnet della patria" definendola una "attività costruttiva". Infine annunciando che le elezioni dei Governatores si terranno nel 2020, ha ringraziato le altre forze politiche, sottolineando che "il blocco bolivariano centrista è unito come un'unica forza politica". "Con umiltà - ha poi concluso - dico che siamo la garanzia della stabilità del nostro paese. Destabilizzare il Venezuela è un crimine e un peccato". 
(Rainews)
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sab 05 mag 2018 10:15:10 CEST
Morto durante il servizio, ma "scaricato" dalle Istituzioni: l'odissea della famiglia del colonnello Cosimo Fazio
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Il figlio del colonnello non nasconde la propria amarezza nei confronti delle Istituzioni: "La cosa che maggiormente mi ferisce è il modo con cui il Ministero degli Interni abbia cercato di difendere la propria posizione in merito al diniego del riconoscimento dello status di vittima del dovere per mio padre.
 
Secondo questi il 15 agosto 2013 non è da considerarsi una giornata "particolare" per Reggio (mai prima di allora la citta dello stretto aveva vissuto un'emergenza simile....); non è da considerarsi una situazione di "emergenza" il fatto che stessero sbarcando, per la prima volta e quindi con tutte le novità organizzative del caso, dei migranti venuti da paesi in guerra; non è da considerarsi un rischio superiore alle normali attività d'istituto il fatto di essere impegnati in qualcosa che non era mai avvenuto nella nostra città. In soldoni, per il Ministero degli Interni, il fatto che agenti della Polizia Municipale vengano impiegati in delicate attività di soccorso e accoglienza, rientra nella "normale attività di servizio"; altresì sottolinea che gli appartenenti alle Forze dell'Ordine fanno di per sé un lavoro esposto a rischio, vale a dire: "indossi una divisa, pertanto lo sai che puoi morire, quindi fatti tuoi se durante il lavoro perdi la vita!"
 
Ma c'è un passaggio che più di ogni altro mi addolora e non poco, perché credo che in un contenzioso legale ci stia il volersi fronteggiate con ogni mezzo, ma la menzogna no! La menzogna non l'accetto!!! Perché trovo indecente che il Ministero degli Interni attribuisca il malore di mio padre non come conseguenza di una giornata infernale sotto tutti i punti di vista, ma perché (secondo loro) mio padre fosse afflitto da una pregressa patologia cardiaca e quindi fosse predisposto alla possibilità di un malore simile. Trovo questa menzogna di una cattiveria assoluta! Mio padre non era affatto cardiopatico, non ha mai sofferto di cuore e le patologie a lui riconosciute come causa di servizio non hanno nulla a che vedere con il cuore o il sistema cardiocircolatorio.
 
Ritengo questa menzogna un modo indecente per cercare di giustificare il loro diniego al riconoscimento di vittima del dovere e pertanto mi consulterò con i miei legali al fine di valutare la possibilità di una querela nei confronti del Ministero stesso per diffamazione e per aver dichiarato il falso, perché non posso accettare che si cerchi oltremodo di ledere la figura di mio padre, addirittura facendolo passare per malato, anche perché vorrei capire con quali prove si permettono di asserire ciò.Pertanto porterò a conoscenza di ciò anche il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, affinché sappiano che per il Ministero degli Interni, la Benemerita non solo ha trattenuto in servizio un cardiopatico, ma ha permesso a questi il nulla osta per poter ottenere anche la qualifica di Comandante della Polizia Municipale della città dello stretto, cioè un surplus di lavoro e fatica per una persona che avrebbe dovuto essere riformata".
 
"Speravo che questa giornata potesse mettere fine a questo dolore che mi porto dentro da 5 anni, che potessi finalmente dire: "giustizia e' fatta!!!"....invece mi ritrovo a dover continuare la mia lotta, a doverla combattere su più fronti, conscio che sarà dura, molto dura, ma la fiducia nella giustizia e la vicinanza di tutti coloro i quali oggi hanno espresso il loro disappunto e la loro solidarietà mi da la forza di andare avanti, per mio padre e per tutti quelli che come me sono alla ricerca della vera giustizia!" conclude Antonino Carlo Fazio.
 
(il dispaccio)
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lun 30 apr 2018 08:58:33 CEST
Iran, intesa nucleare non negoziabile
 
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