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Boeri su Di Maio: "Ha perso contatto con crosta terrestre". Meno occupati? "Ministero lavoro sapeva"

giovedì 19 luglio 2018 - 21:18:37

Il presidente dell'Inps: "Stima 8mila posti persi ottimistica". 

Roma, 19 lug 2018 -  (rainews) - "Io personalmente non sono affatto contrario allo spirito del provvedimento" ma "questo non mi esime dal fare i conti con la realtà che, spesso, ci impone delle scelte". Lo dice il presidente dell'Inps Tito Boeri in audizione alla Camera davanti alle commissioni Finanze e Lavoro sul decreto dignità dopo le polemiche dell'ultima settimana, sottolineando che "affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico, come ha fatto "il ministro Di Maio", significa "perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta". Un "esercizio molto pericoloso perché, "prima o poi bisognerà spiegare ai cittadini quali sono i vincoli di cui è costellato il mondo reale". 

Mai giurato fedeltà, chiedo rispetto Inps - "L'esecutivo che mi ha nominato non mi ha mai chiesto di giurare fedeltà al suo programma, né io avrei mai accettato di farlo. Chiedo lo stesso rispetto istituzionale a questo esecutivo, non tanto per me stesso, quanto per la carica che ricopro" dice Boeri. L'Inps, ha aggiunto, "ha 120 anni di storia alle spalle". 

L'Inps - ha proseguito Boeri - "è un'istituzione che ha contribuito a tenere insieme il paese in anni molto difficili. Obbligare il suo Presidente a schierarsi politicamente (cosa oggi richiesta paradossalmente proprio da chi mi ha spesso rinfacciato di politicizzare l'istituto) significa rendere l'istituzione che ho il grande onore di presiedere una istituzione che promuove il conflitto anziché la coesione sociale e svilire le grandi competenze che ha al suo interno. Non sono perciò in nessun modo disposto ad accettare che questo avvenga". 


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Giudice Spataro: Bonafede si pronunci su Salvini

lunedì 16 luglio 2018 - 18:36:40

Attuale ministro definì nel 2016 magistratura 'schifezza'

Torino, 16 lug. 2018 -  - Il magistrato Armando Spataro nella veste di procuratore capo a Torino ha formalmente chiesto al ministro della giustizia Alfredo Bonafede di pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione a procedere, inoltrata nel 2016, contro Matteo Salvini per vilipendio all'ordine giudiziario.

L'attuale Ministro dell'Interno il 14 febbraio del 2016 durante un comizio a Collegno parlò di "magistratura schifezza" e il procuratore aveva aperto un fascicolo. Per il reato di vilipendio all'ordine giudiziario è necessaria l'autorizzazione a procedere da parte del Guardasigilli e il precedente ministro, Andrea Orlando (Pd), nonostante tre sollecitazioni, non ha mai risposto. La pronuncia del ministro della giustizia è indispensabile per stabilire quale deve essere la sorte del procedimento. (Ansa)
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Scandalo fondi Lega, la Cassazione: "Bossi indichi dove sono i soldi"

sabato 07 luglio 2018 - 18:23:33

Le motivazioni dei giudici, che hanno respinto il ricorso del fondatore del Carroccio. "Legittimo sequestrare i beni".  All'ex leader già sequestrato un quinto della pensione da europarlamentare

Roma, 06 lug 2018 - (Repubblica.it) - Nella vicenda della truffa per i 49 milioni di euro, la Corte di Cassazione dà torto anche a Umberto Bossi. La Suprema Corte, nelle motivazioni della sentenza con cui ha confermato la legittimità del sequestro disposto dai magistrati di Genova nei confronti del fondatore della Lega, afferma che i giudici sono autorizzati ad aggredire i beni dell'imputato per entrare in possesso della somma incriminata, non avendola trovata nelle casse del partito oggi guidato da Matteo Salvini.
 
Cosa vuol dire, però, nella pratica?

Che resta sotto sequestro un quarto di una proprietà immobiliare in possesso dell'ex leader della Lega (non l'abitazione in cui vive), oltre il quinto della pensione da parlamentare europeo. Questo perché, nei precedenti corsi e controricorsi fra l'avvocato del Senatur, Domenico Mariani, e i pm genovesi a caccia dei 49 milioni, Bossi è riuscito a dimostrare come tutti i soldi che volevano aggredire i magistrati vengono esclusivamente dalla indennità e della diaria parlamentari, oltre alla pensione da parlamentare europeo che si può sequestrare, appunto, soltanto per un quinto (anche su questo preciso punto, però, pende l'ennesimo ricorso in Cassazione).
 



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Copyright online, il Parlamento europeo boccia la direttiva

giovedì 05 luglio 2018 - 20:15:06

Strasburgo, 05 lug. 2018 - Il Parlamento europeo riunito il seduta plenaria ha bocciato nella sua forma attuale la nuova discussa direttiva Ue per la tutela del Copyright sulle piattaforme online. Sui 627 eurodeputati presenti nell'emiciclo, 318 hanno votato contro, 278 a favore e 31 si sono astenuti. Con il voto l'aula ha stabilito di riaprire il dibattito sulla direttiva nella sessione plenaria di settembre. La direttiva prevedeva di sottoporre i giganti di internet (Youtube, Facebook, Dailymotion, Sound Cloud etc.) al pagamento dei diritti d'autore per i contenuti (video, musicali e giornalistici) diffusi sulle loro piattaforme, come fanno già le società digitali di distribuzione come Spotify e Deezer. Il testo, fortemente osteggiato da Google e dagli altri giganti dell'economia digitale, era stato approvato dalla commissione europarlamentare Affari giuridici, che è quella titolare del dossier, dopo un anno e mezzo di controversie e il pronunciamento contraddittorio di quattro altre commissioni europarlamentari: quelle competenti per Industria, Ricerca, Energia e Cultura, favorevoli, e quelle su Mercato interno, Consumatori e Libertà civili, contrarie. In Italia, M5S e Lega hanno espresso netta contrarietà al testo. (Rainews)
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Cassazione: sequestrare i conti della Lega ovunque siano

martedì 03 luglio 2018 - 21:15:44

Roma, 03 lug 2018 - (Rainews) - "Ovunque venga rinvenuta" qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord - su conti bancari, libretti, depositi - deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro, che sarebbero il provento della truffa allo Stato per la quale è stato condannato in primo grado l'ex leader leghista Umberto Bossi. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni che accolgono il ricorso del pm di Genova contro Matteo Salvini contrario ai sequestri a 'tappeto'. Il Riesame ora deve seguire le indicazioni degli “ermellini'. Finora bloccati 1,5 milioni di euro. Ad avviso dei supremi giudici, la Guardia di Finanza può procedere al blocco dei conti della Lega in forza del decreto di sequestro, emesso lo scorso 4 settembre dal pm di Genova, senza necessità di un nuovo provvedimento per eventuali somme trovate su conti in momenti successivi al decreto. Invece, secondo Giovanni Ponti, legale della Lega, le uniche somme sequestrabili sono quelle trovate sui conti "al momento dell'esecuzione del sequestro" con "conseguente inammissibilità delle richieste del pm di procedere anche al sequestro delle somme 'depositande'". Secondo la difesa della Lega, il pm potrebbe chiedere la confisca "anche delle somme future" solo durante il processo di appello. Ma la Cassazione ha obiettato che i soldi sui conti potrebbero non essere stati trovati al momento del decreto "per una impossibilità transitoria o reversibile", e il pm non deve dare conto di tutte le attività di indagine svolte "altrimenti la funzione cautelare del sequestro potrebbe essere facilmente elusa durante il tempo occorrente per il loro compimento". 

Cassazione: sequestro conti ha presupposti di legge - Il decreto di sequestro dei conti della Lega, emesso lo scorso quattro settembre dal pm di Genova a seguito della condanna di Umberto Bossi e altri imputati per truffa ai danni dello Stato per circa 49 milioni di euro, è dunque un provvedimento che "è stato emesso in osservanza dei presupposti di legge e che non è stato oggetto di impugnazione da parte della Lega Nord". Lo sottolinea la Cassazione nel verdetto che apre al blocco 'a tappeto' dei conti della Lega anche per somme rinvenute dopo l'emissione del decreto e cioè nel prosieguo delle indagini a caccia del 'tesoro' incamerato illecitamente dal Carroccio - secondo l'accusa - tra il 2008 e il 2010, e senza bisogno di un nuovo decreto. 


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Strage via d'Amelio. Giudici: tra più gravi depistaggi storia Italia, sotto accusa investigatori

domenica 01 luglio 2018 - 22:30:47

"Uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana" con protagonisti uomini dello istituzioni: così la Corte di assise di Caltanissetta sulla strage di via d'Amelio. Intanto, chiesto processo per tre poliziotti

Caltanissetta, 01 lug 2018 - (Rainews) - Che sarebbe stata una sentenza importante lo si era compreso dalla complessità del dispositivo che, il 20 aprile del 2017, condannò all'ergastolo per strage Salvino Madonia e Vittorio Tutino e a 10 anni per calunnia Francesco Andriotta e Calogero Pulci, finti collaboratori di giustizia usati per mettere su una ricostruzione a tavolino delle fasi esecutive della strage costata l'ergastolo a sette innocenti. Per Vincenzo Scarantino, il più discusso dei falsi pentiti, protagonista di rocambolesche ritrattazioni nel corso di vent'anni di processi, i giudici dichiararono la prescrizione concedendogli l'attenuante prevista per chi viene indotto a commettere il reato da altri. 

Ed è a questi "altri" che la corte si riferisce nelle motivazioni della sentenza. A quegli investigatori mossi da "un proposito criminoso", a chi "esercitò in modo distorto i poteri". La corte d'assise di Caltanissetta, dunque, usa parole durissime verso chi condusse le indagini: il riferimento è al gruppo che indagava sulle stragi del '92 guidato da Arnaldo la Barbera, funzionario di polizia poi morto. Sarebbero stati loro a indirizzare l'inchiesta e a costringere Scarantino a raccontare una falsa versione della fase esecutiva dell'attentato. Sarebbero stati loro a compiere "una serie di forzature, tradottesi anche in indebite suggestioni e nell'agevolazione di una impropria circolarità tra i diversi contributi dichiarativi, tutti radicalmente difformi dalla realtà se non per la esposizione di un nucleo comune di informazioni del quale è rimasta occulta la vera fonte". 

Ma quali erano le finalità di uno dei più clamoroso depistaggi della storia giudiziaria del Paese? si chiedono i giudici. La corte tenta di avanzare delle ipotesi: come la copertura della presenza di fonti rimaste occulte, "che viene evidenziata - scrivono i magistrati - dalla trasmissione ai finti collaboratori di giustizia di informazioni estranee al loro patrimonio conoscitivo ed in seguito rivelatesi oggettivamente rispondenti alla realtà", e, sospetto ancor più inquietante, "l'occultamento della responsabilità di altri soggetti per la strage, nel quadro di una convergenza di interessi tra Cosa Nostra e altri centri di potere che percepivano come un pericolo l'opera del magistrato". 

I magistrati dedicano, poi, parte della motivazione all'agenda rossa del giudice Paolo Borsellino, il diario che il magistrato custodiva nella borsa, sparito dal luogo dell'attentato. La Barbera, secondo la corte, ebbe un "ruolo fondamentale nella costruzione delle false collaborazioni con la giustizia ed è stato altresì intensamente coinvolto nella sparizione dell'agenda rossa, come è evidenziato dalla sua reazione, connotata da una inaudita aggressività, nei confronti di Lucia Borsellino, impegnata in una coraggiosa opera di ricerca della verità sulla morte del padre". 


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Russia 2018. Il Belgio vince il Girone G, Januzaj stende l'Inghilterra 1-0

venerdì 29 giugno 2018 - 12:24:56

Gol partita al 51'. Per i rossi ora un turno relativamente morbido (Giappone), ma si ritrovano sul lato di Brasile, Francia, Argentina e Portogallo. Southgate ha subito la Colombia, ma un eventuale quarto con la vincente di Svezia-Svizzera. Nell'altra partita, Panama-Tunisia 1-2

Kaliningrad, 28 giu 2018 - (Rainews) - La spunta il Belgio, che si prende l'ottavo più facile (Giappone) ma il lato del tabellone peggiore (Portogallo, Francia, Argentina, Brasile). L'Inghilterra cede 1-0 e 'sciupa' il miglior quoziente fair play (pari punti, differenza reti e gol segnati, oltre al confronto diretto in caso di pareggio). Forse Southgate non sarà così triste: ottavo con la Colombia, eventuale quarto con la vincente di Svezia-Svizzera, in semifinale probabile Spagna. Decisa la vetta del Girone G (le due qualificate già erano note) e chiuso il tabellone, resta la nota a margine del successo della Tunisia, 2-1 su Panama.

A Kaliningrad otto cambi per l'Inghilterra rispetto alla formazione base, per il Belgio sono addirittura nove. Al di là del normale turnover, non sembra ci siano idee chiare su quale parte del tabellone convenga scegliere. Ne vien fuori una partita comunque gradevole. Il Belgio ha l'occasione più nitida dopo una decina di minuti, con Batshuayi che semina il panico in area e Pickford che raccoglie e perde il pallone, sbroglia Cahill. Ma i rossi incassano pure due ammonizioni (Tielemans e Dendoncker) che peggiorano ulteriormente il coefficiente fair play già favorevole agli inglesi a inizio gara. Ma la ripresa comincia col gran gol (sinistro a giro dal vertice dell'area) di Januzaj che manda in vetta al gruppo i belgi. 


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Ilaria Alpi, no archiviazione: disposte nuove indagini

martedì 26 giugno 2018 - 23:28:06

Ilaria Alpi, no archiviazione: disposte nuove indagini 

ilarialpi.jpgRoma, 26 giu 2018 - Il gip di Roma ha disposto nuove indagini in relazione all'omicidio della giornalista Ilaria Alpi e del cameraman Miran Hrovatin, uccisi il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. Il giudice, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Roma, ha concesso altri 180 giorni per la prosecuzione degli accertamenti. 

Fnsi, Odg e Usigrai: soddisfatti per la decisione del Gip "Chi in questi mesi ha continuato a chiedere di non archiviare le indagini relative all'assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin non può che accogliere con soddisfazione la decisione del gip Andrea Fanelli di richiedere ulteriori accertamenti. In questo momento il primo pensiero va a Luciana Alpi, che sino alla fine si è sempre battuta per impedire che la vicenda di Ilaria e Miran cadesse nell'oblio". Lo dichiarano, in una nota, Federazione nazionale della stampa italiana, Ordine nazionale dei giornalisti e Usigrai. "Ringraziamo quanti anche in questi giorni, a cominciare dal congresso dell'Usigrai, non hanno mai spento i riflettori e hanno continuato a illuminare una tragedia - si legge nella nota - che rischiava di essere insabbiata. E grazie ai legali della famiglia per la loro tenacia. Nei prossimi giorni promuoveremo un incontro con tutte le associazioni che hanno aderito alla campagna #NoiNonArchiviamo, Cdr del Tg3, Ordine dei giornalisti del Lazio, Associazione Stampa Romana, Articolo21, Rete NoBavaglio, Libera, Libera Informazione, Legambiente, Associazione Amici di Roberto Morrione, Amnesty International Italia, per continuare a chiedere fino alla fine: 'Verità e giustizia per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin'. La Fnsi - conclude la nota - valuterà nelle prossime ore, d'intesa con i propri legali, la possibilità di costituirsi parte civile". (Rainews)
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Jorge Lorenzo trionfa nel Gp di Catalogna

domenica 17 giugno 2018 - 15:54:15

Jorge Lorenzo concede il bis e dopo il successo al Mugello fa suo anche il Gp di Catalogna, settimo appuntamento stagionale della stagione della MotoGp. Lo spagnolo della Ducati partito dalla pole trionfa davanti al pubblico di Montmelò davanti a Marc Marquez e a Valentino Rossi portando a casa la 46esima vittoria in MotoGp, la 67esima in carriera. Cade Andrea Dovizioso. 

j_lorenzo_ducati.jpgCatalogna, 17 giu 2018 - (Rainews) - Nel Gp di Catalogna seconda vittoria di seguito per Jorge Lorenzo (Ducati) su Marc Marquez (Honda) e Valentino Rossi (Yamaha). Partenza bruciante di Marquez che soffia subito la pole a Lorenzo, bene anche Iannone che però osa troppo e viene ripreso da Dovizioso e Rossi. Lorenzo approfitta di un lungo di Marquez, si riprende il primato e tenta la fuga come è sua consuetudine, ma nessuno vuole mollare. Lorenzo e Dovizioso hanno optato per una doppia gomma soft, mentre Marquez rischia con le hard. Si formano due coppie: Lorenzo e Marquez, poi Dovizioso e Rossi che cerca di tenere duro. Seguono Iannone, Pedrosa, Petrucci, Vinales e Zarco. 

Al nono giro Dovizioso, che stava faticando, esagera, scivola e probabilmente dice addio ai sogni mondiali. Rossi sale al terzo posto seguito da Pedrosa. A metà gara l’unica battaglia in pista è quella tra Pedrosa e Crutchlow per la quarta posizione. Al giro 16 Rossi strappa il miglior tempo, ma Lorenzo è lontano anche se Marquez prova a reagire e si riprende un decimo sul battistrada. Nella fase finale Rossi gira sugli stessi tempi di Lorenzo e Marquez che reagisce e si porta a 1″5 da Lorenzo. Le gomme hard lo favoriscono, ma poi deve arrendersi e va a 2″6 dal maiorchino avviato verso la seconda vittoria consecutiva. 


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Senegalese ucciso a colpi di arma da fuoco a Milano. Moglie: razzisti, volevamo andarcene

domenica 17 giugno 2018 - 11:32:51

L'uomo aveva 54 anni ed era sposato con una figlia. Secondo i Carabinieri i colpi sono stati esplosi a distanza ravvicinata, gli investigatori non escludono nessuna ipotesi. La moglie parla di razzismo 

Milano, 17 giu 2018 - Sei colpi alla testa e altri quattro al petto. Così è stato ucciso Assane Diallo, senegalese di 54 anni, sposato e con una figlia di 11, trovato morto nella tarda serata di ieri in via delle Querce a Corsico, nel Milanese. Secondo i Carabinieri i colpi, calibro 9 per 21, andati tutti a segno, sono stati esplosi a distanza ravvicinata e gli investigatori non escludono nessuna ipotesi riguardo a quella che ha tutte le caratteristiche di un'esecuzione. L'uomo lavorava nel settore della sicurezza, talvolta anche in locali e aveva dei piccoli precedenti penali risalenti però a più di 20 anni fa per utilizzo di denaro falso. A dare l'allarme, intorno alle 23, sono stati alcuni cittadini che hanno sentito il rumore dei colpi d'arma da fuoco. Nella zona non sarebbero presenti telecamere di videosorveglianza. La moglie dell'uomo, Olivia, secondo quanto riferisce un quotidiano, ha parlato di movente razziale. Pare infatti che Diallo avesse avuto una discussione poco prima di essere ucciso in un bar in cui era molto conosciuto. Un uomo lo avrebbe insultato per il colore della pelle e ne sarebbe scaturito un acceso litigio, protrattosi anche fuori dal locale. "Gli avevo detto di venire a casa, non mi ha ascoltato", ha raccontato la donna, "ieri ha litigato con un uomo che l'ha seguito fino a casa. Lo aveva offeso e insultato per il suo colore della pelle. Volevamo andare via da questo paese razzista ora me lo hanno ammazzato", ha aggiunto la donna. (Rainews)
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La Cina risponde a Trump: dal 6 luglio 50 miliardi di dollari di dazi su prodotti Usa

sabato 16 giugno 2018 - 22:22:06

E' esattamente lo stesso impatto delle misure varate da Trump verso il made in Cina 

Pechino, 15 giu 2018 - (Rainews) - Si inasprisce la guerra commerciale lanciata dal presidente degli Stati Uniti contro Pechino. La Cina imporrà una tariffa aggiuntiva del 25% su beni Usa per un valore di circa 50 miliardi di dollari. Esattamente lo stesso impatto delle misure varate da Trump verso il made in Cina.

A farlo sapere è una nota del Ministero delle finanze di Pechino, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Le tariffe per circa 34 miliardi su beni Usa importati scatteranno il 6 luglio e includono prodotti agricoli, automobili e pesce. Per altri beni come medicine, materiale sanitario e prodotti energetici la data in cui verranno introdotte le tariffe sarà comunicata in seguito. 

I dazi Usa sul Made in China - Lo scorso aprile l'amministrazione americana aveva diffuso una lista di 1.300 prodotti cinesi sui quali applicare dazi commerciali: ora la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sigilla quella promessa, nonostante il ribasso sui prodotti. Saranno 800 quelli a cui saranno applicati dazi per 50 miliardi di dollari. 


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Ue, Macron vuole ripristinare per il francese lo status di lingua prevalente

sabato 16 giugno 2018 - 22:11:55

Parigi, 15 giu 2018 - Il presidente francese vuole ripristinare lo status della lingua francese come lingua prevalente dell’Ue, che aveva fino al 1973, prima dell’adesione della Gran Bretagna al mercato comune. La mossa è stata intrapresa in vista della Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione. La posizione di Macron è sostenuta da Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, lussemburghese. Ora l’inglese è lingua ufficiale per il 12,8% della popolazione dell’Ue, ma dopo la Brexit lo sarà solo per due paesi, Irlanda e Malta, dove risiede complessivamente l’1,2% della popolazione dell’Unione. Nello stesso tempo la lingua inglese rimane la più studiata nelle scuole europee e l’81% di tutta la documentazione dell’Ue è redatto in inglese. (Rainews)
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E' morta Luciana Alpi, la madre della giornalista Ilaria uccisa nel 1994

mercoledì 13 giugno 2018 - 19:27:01

Con fierezza, dal momento dell'assassinio di sua figlia Ilaria e dell'operatore Miran Hrovatin, si è battuta per conoscere la verità dei fatti

Roma, 12 giu 2018 - E' morta a Roma Luciana Alpi, la mamma di Ilaria, la giornalista del Tg3 uccisa il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, in Somalia, insieme al collega Miran Hrovatin. Lo si apprende da fonti legali. Aveva 85 anni e da alcuni giorni era ricoverata in ospedale. Alcuni giorni fa aveva vissuto l'ennesima delusione dopo che il pm titolare dell'inchiesta per l'omicidio di sua figlia e di Miran, durante l'udienza con il gip, aveva chiesto l'archiviazione dell'indagine contro ignoti in quanto le intercettazioni di conversazioni tra cittadini somali del 2012, trasmesse dalla Procura di Firenze, erano irrilevanti per l'inchiesta. Lei di nuovo aveva chiesto che le indagini non fossero archiviate. Il ricordo del vicedirettore di Rai1 e del presidente della Fnsi. È morta Luciana Alpi. Non hai mai smesso di lottare per la verità e la giustizia per Ilaria. Era una combattente piena di dolore ma anche di forza e di dignità. Le volevo bene e l'italia le deve ora ancora di più l'individuazione degli assassini di sua figlia e dei loro mandanti. (Rainews)
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gio 19 lug 2018 21:18:37 CEST
Boeri su Di Maio: "Ha perso contatto con crosta terrestre". Meno occupati? "Ministero lavoro sapeva"
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Già ministero Lavoro prevedeva calo posti - La richiesta di relazione tecnica per il decreto dignità è arrivata "il 2 luglio" e l'ufficio legislativo del ministero del Lavoro ha richiesto di "stimare la platea dei lavoratori coinvolti al fine di quantificare il minor gettito contributivo derivante dalla contrazione del lavoro a tempo determinato". Il presidente dell'Inps riporta il testo della richiesta sottolineando che "come si evince il ministero aveva già messo in conto una riduzione dell'occupazione a tempo determinato per effetto del decreto". 

Stime già il 6, bastava sfogliare testo La prima relazione tecnica inviata dall'Inps al ministero del Lavoro "in data 6 luglio 2018 alle ore 12.23", ha "una lunghezza di sei pagine e contiene tabelle che offrono un'immediata rappresentazione delle stime, contiene già i numeri sugli effetti occupazionali negativi del provvedimento, come confermato dal Ministro Di Maio ieri (mercoledì, ndr) in audizione". Boeri sottolinea che "bisogna almeno sfogliarla (la relazione tecnica, ndr) per carpirne i contenuti...". 

Stima 8mila posti persi ottimistica "Le stime dell'Inps possono apparire addirittura ottimistiche se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato" ha detto il presidente dell'Inps a proposito delle stime di 8mila posti persi l'anno per effetto del decreto. 

Stime 1 settimana prima testo a Colle "L'Inps ha condotto le stime su dati quasi interamente forniti dal Ministero del Lavoro e ha avuto due giorni a disposizione per effettuare le stime, una volta ricevuti i dati dal Ministero. Inoltre, la Relazione Tecnica con la stima dell'impatto occupazionale negativo" del decreto dignità "è pervenuta al Ministero una settimana prima della trasmissione del provvedimento alla Presidenza della Repubblica". 

Mi minaccia chi dovrebbe tutelare mia sicurezza "Se nelle sedi istituzionali opportune mi venisse chiesto di lasciare il mio incarico anticipatamente perché ritenuto inadeguato a ricoprirlo, ne trarrei immediatamente le conseguenze. Ciò che non posso neanche prendere in considerazione sono le richieste di dimissioni online e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale".
(rainews)
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lun 16 lug 2018 18:36:40 CEST
Giudice Spataro: Bonafede si pronunci su Salvini
 
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sab 07 lug 2018 18:23:33 CEST
Scandalo fondi Lega, la Cassazione: "Bossi indichi dove sono i soldi"
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A Bossi, non viene chiesto di versare tutti e 49 milioni, ma 40. La Corte, però, chiede a Bossi di indicare dove sono finiti i soldi del suo partito. E infatti i giudici romani spiegano come sarebbe, infine, onere dell'imputato indicare al pm dove indirizzare le ricerche per rinvenire i fondi allo stato non rinvenuti in disponibilità della Lega Nord ma, secondo il  ricorrente, esistenti. Sul punto, "le affermazioni del ricorrente appaiono, peraltro, allo stato, del tutto prive della benché minima specificità".
 
Umberto Bossi era stato condannato in primo grado a 2 anni e mezzo per il reato di truffa allo Stato relativo a rimborsi elettorali. Nel caso in cui "l'apprensione diretta delle somme di denaro in disponibilità della Lega Nord non risulti fruttuosa fino a concorrenza dell'indicato importo - spiega ancora la Cassazione - come è accaduto nel caso di specie, è legittimo e anzi doveroso aggredire anche per equivalente i beni personali dell'imputato (fino a concorrenza del medesimo importo, e non oltre, naturalmente) sul presupposto della sua intervenuta condanna, pur allo stato non esecutiva, in ordine ai reati" contestati.


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mar 03 lug 2018 21:15:44 CEST
Cassazione: sequestrare i conti della Lega ovunque siano
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In sostanza, gli 'ermellini' segnalano come la Lega, dopo la condanna di Bossi, non abbia contestato la legittimità del sequestro delle somme incamerate illecitamente dall'ex leader, ma solo in seguito il partito ora guidato da Matteo Salvini ha cercato di 'frenare' sul sequestro delle somme che in futuro potrebbero affluire sui conti. Per questa vicenda Bossi, rieletto al Senato, è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione in primo grado, l'ex tesoriere della lega Francesco Belsito a quattro anni e dieci mesi, a un anno e nove mesi Stefano Aldovisi, a due anni e otto mesi ciascuno Diego Sanavio e Antonio Turci. 

Questi ultimi tre sono stati condannati in quanto revisori dei conti della Lega. Nel processo, la condanna più elevata è stata quella a cinque anni di reclusione per riciclaggio inflitta a Paolo Scala e Stefano Bonet, imprenditori sospettati di aver trasferito parte del 'bottino', verso Cipro e la Tanzania. 

"La richiesta avanzata in corso di esecuzione dal Pm di estendere l'originario provvedimento cautelare, che era finalizzato alla confisca diretta della somma di 48 milioni 696.617 euro, anche alle somme affluite in un momento successivo alla data di esecuzione del decreto di sequestro del quattro settembre 2017 sui conti e depositi riferibili alla Lega Nord, non comporta novazione" ossia non richiede un nuovo atto di sequestro. Questo perché, prosegue il verdetto 29923, "l'oggetto della misura cautelare è sempre quella del decreto originario, che tra l'altro non è stato oggetto di contestazione, e cioè l'esistenza di disponibilità monetarie della percipiente Lega Nord che si sono accresciute del profitto del reato, legittimando così la confisca diretta del relativo importo, ovunque e presso chiunque custodito e quindi anche di quello pervenuto sui conti e/o depositi in data successiva all'esecuzione del provvedimento genetico". 

Salvini: mai visti soldi, processo politico - "Quei 49 milioni di euro non ci sono, posso fare una colletta, ma è un processo politico che riguarda fatti di 10 anni fa su soldi che io non ho mai visto". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini al programma 'In onda' su La7, commentando le motivazioni della Cassazione sui fondi della Lega. Lega: diamo fastidio, non ci fermeranno "Siamo stupiti di apprendere dalle agenzie, prima ancora che dalla cassazione, le motivazioni della sentenza per cui dovrebbe proseguire il sequestro relativo a 48 milioni di euro di rimborsi elettorali". 

"Forse l'efficacia dell'azione di governo della Lega dà fastidio a qualcuno, ma non ci fermeranno certo così". Così Giulio Centemero, deputato della Lega e amministratore del partito. "Consci della totale trasparenza e onestà con cui abbiamo gestito il movimento, con bilanci da anni certificati da società esterne, e non avendo conti segreti all'estero ma solo poche lire in cassa visti i sequestri già effettuati, sarà nostra premura portare in monetine da 10 centesimi al tribunale di Genova tutto quello che abbiamo raccolto come offerte da pensionati, studenti e operai durante il raduno di Pontida". Fonti della Lega: pronte decine di querele Da ambienti Lega filtra che sono in fase di perfezionamento e stesura decine di querele nei confronti di chi, osservano fonti leghiste, "parla a proposito di soldi rubati dalla Lega". 

La polemica tra Orfini (Pd) e Di Maio - "La Cassazione spiega che alla Lega vanno sequestrati 49 milioni di euro 'ovunque siano'. Caro Luigi Di Maio, è un problema per il M5s o non fa niente? Una volta urlavi onestà, ora sei alleato con chi ha truffato gli italiani". A scriverlo su Twitter è Matteo Orfini, presidente del Pd. 

(Rainews)


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