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Falcomatà: “Difendiamo gli interessi dei reggini. Dissesto, battaglia da combattere”

sabato 23 marzo 2019 - 08:25:47

giuseppe-falcomata.jpgReggio, 22 mar 2019 - (strill.it) - Giornata fitta di impegni per il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà. Nel pomeriggio di oggi il primo cittadino ha incontrato nella sala biblioteca di Palazzo Corrado Alvaro, sede della Città Metropolitana, i rappresentanti degli ordini professionali cittadini e degli Enti del Terzo Settore.

Nel corso dell’incontro il Sindaco ha avuto modo di illustrare il percorso messo in campo dall’Amministrazione comunale reggina, nella stretta interlocuzione avviata con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e con il Ministero dello Sviluppo Economico, per evitare la dichiarazione di dissesto dei conti dell’Ente comunale dopo le novità intervenute a seguito della sentenza della Corte Costituzionale.

Nello specifico il sindaco ha avuto modo di rappresentare i dettagli dello stato di consistenza attuale delle finanze comunali, descrivendo inoltre gli scenari venuti fuori dall’ultimo incontro programmato, tenutosi nella giornata di ieri, con il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Laura Castelli, che ha dato seguito, attraverso una serie di soluzioni tecniche, agli impegni assunti con il primo Cittadino nel corso dell’ultimo incontro avuto nell’ambito della riunione della Conferenza Stato Città.


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L’INTERVISTA “INTEMPESTIVA” ALL’ELISEO, DI FAZIO A MACRON? CONSUETO SERVILISMO ALL’ITALIANA

domenica 03 marzo 2019 - 23:51:00

macron_fazio.jpg03 mar 2019 - di Gianfranco Tauro - Chi l’avrebbe mai detto: Fabio Fazio nelle vesti di “inviato speciale”… Nientepopodimenoche, Incaricato - per conto della Repubblica italiana - “non si sa bene da chi” ?... Il conduttore televisivo di “che tempo che fa”, il quale si reca a Parigi per intervistare Macron all’Eliseo, “ufficialmente” per rinsaldare l’amicizia e le relazioni diplomatiche tra Italia e Francia dopo la recente crisi diplomatica... somiglia più alla metafora di una novella dei vangeli biblici, in cui “il buon pastore (Fazio) in una notte tempestosa lasciò la sua casa per andare a cercare una delle sue pecore (Macron) che si era smarrita; la trovò e la riportò in salvo all'ovile”...

Peccato che la realtà dei fatti dimostri nella fattispecie, le parti invertite, ovvero il ruolo dell’Italia, quella ultra-servile, rappresentata da Mattarella e dal “governo fantoccio” Conte, nei panni della pecora, e Macron (“inaspettatamente”) nei panni del buon pastore. Per quanto riguarda i contenuti dell’intervista? Che dire: Alquanto banale e noiosa, se non addirittura “artificiosa e pleonastica”…

E circa la domanda scontata sulla questione della TAV? Dissento come già in precedenza manifestato pubblicamente e spero non vada in porto, malgrado tutto... essendo un’opera oltre che dispendiosa, assolutamente non prioritaria rispetto ai grandi problemi socio-economici dell’Italia e…, conseguentemente dell’Europa. 

Dulcis in fundo, l’aver evitato (previo accordi ovviamente tra l’intervistato e l’intervistatore) domande specifiche sulla disastrosa, arrogante e fallimentare politica estera francese (vedi in primis caso Venezuela), si commenta da sé ed è un segnale politico significativo e... piuttosto eloquente.

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Muore il nipotino di 7 anni, Lula esce dal carcere per le esequie

sabato 02 marzo 2019 - 09:18:45

San Paolo, 02 mar 2019 - È morto venerdì per meningite un nipotino di 7 anni dell'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e, per partecipare alle sue esequie, lo storico leader sindacalista è stato autorizzato a lasciare il carcere. È la prima volta che l'ex presidente esce dalla prigione di Curitiba, capitale dello Stato di Paranà, dove sconta due condanne per corruzione. Il magistrato non ha fornito dettagli su come verrà trasferito Lula, adducendo "motivi di sicurezza"; ma è probabile che l'ex capo di Stato venga portato a San Paolo con un aereo messo a disposizione dalle autorità di Paranà. Le esequie e la cremazione del bimbo sono previste a mezzogiorno ora locale (nella serata italiana) nel cimitero Jardim da Colina, a Sao Bernardo do Campo, la città dove l'ex presidente ha la sua residenza. Nello stesso cimitero riposa Marisa Leticia Rocco, la moglie dell'ex capo di Stato morta nel febbraio del 2017. A gennaio Lula aveva chiesto il permesso di uscire di prigione per partecipare al funerale del fratello, morto di cancro, e l'autorizzazione gli era stata negata. (rainews)
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Denuncia i boss, lo Stato lo punisce: suicida l'imprenditore antiracket

venerdì 01 marzo 2019 - 09:33:23

Gela, Greco era stato accusato dagli estorsori di avere rapporti con la mafia: assolto in tribunale. Ma dal prefetto arriva l'interdittiva e lui perde gli appalti. "Oppormi al pizzo mi è costato caro"

Gela, 01 mar 2019 - (Repubblica.it) - "Denunciare i boss del pizzo mi è costato caro", ripeteva alla moglie negli ultimi tempi. Rocco Greco, l'imprenditore simbolo della lotta al racket nella frontiera di Gela, si è sparato un colpo di pistola alla tempia. "Era finito dentro una storia paradossale", sussurra il figlio Francesco. "I mafiosi che aveva fatto condannare lo avevano denunciato. Ma, poi, ovviamente, era arrivata l'assoluzione. Il giudice aveva ribadito che Rocco Greco era stato vittima della mafia, non socio in affari dei boss". Ma non è bastata una sentenza di assoluzione.

Nell'ottobre scorso, il ministero dell'Interno ha negato alla ditta dell'imprenditore gelese, la "Cosiam srl", l'iscrizione nella white list per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in centro Italia. "Nel corso degli anni ha avuto atteggiamenti di supina condiscendenza nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata gelese". Questo ha scritto la "Struttura di missione antimafia sisma". "Ma come si fa a dimenticare che aveva denunciato?", ripete l'avvocato Alfredo Galasso, storico legale di tante parti civili a Palermo. "Proprio con la denuncia aveva scelto di non essere più supino a quel sistema che vigeva a Gela".




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Il sindaco di Polistena: “La tutela della salute è un diritto uguale da nord a sud”

venerdì 01 marzo 2019 - 09:02:07

Polistena (RC), 28 feb. 2019 - “Molte delle cose che sono state dette nel servizio andato in onda nel corso della trasmissione delle Iene corrisponde a verità. La sanità è malata, infiltrata, abbandonata.” Il messaggio del Sindaco di Polistena Michele Tripodi, sul suo profilo Facebook, è una nuova esortazione a lottare per far funzionare gli ospedali territoriali e per difendere la sanità pubblica che in Calabria deve essere depurata dalle lobby e dalla ndrangheta.
 
 
“Queste cose è da anni che le andiamo dicendo. Abbiamo fatto manifestazioni chiamando a raccolta la gente comune, abbiamo chiesto lo sblocco dei fondi che erano stati stanziati per i nostri ospedali, abbiamo chiesto il potenziamento degli organici con nuove assunzioni nei reparti mancanti, avevamo chiesto pure che si facesse una legge speciale per normalizzare la situazione. Ci corre l’obbligo però – continua il sindaco –  di ringraziare tutti gli operatori sanitari che in queste condizioni di precarietà si adoperano ogni giorno, con onestà, per portare avanti i servizi e garantire un minimo di diritto alla popolazione. La ‘ndrangheta  – ha chiosato Tripodi – deve rimanere fuori dalla sanità, gli ospedali in Calabria devono essere ripristinati nelle loro condizioni di normalità, non devono essere chiusi. Continuiamo a lottare per riprenderci un nostro diritto.” (strill.it)
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Venezuela, l'esercito blocca l'ingresso degli aiuti umanitari

mercoledì 06 febbraio 2019 - 22:51:59

Il parlamento venezuelano, controllato dall'opposizione, aveva approvato la strategia per l'ingresso nel Paese degli aiuti umanitari offerti dai governi stranieri 

folla_caracas_pro-maduro.jpgCaracas, 06 feb. 2019 - L'Assemblea nazionale (Parlamento) venezuelana, controllata dall'opposizione, ha approvato la strategia per l'ingresso nel Paese degli aiuti umanitari offerti dai governi stranieri, ma i militari hanno bloccato il ponte al confine con la Colombia per il passaggio di alimenti e medicinali, secondo quanto denunciato da un deputato oppositore. L'operazione logistica prevede, come "prime azioni", l'ingresso di due convogli di camion, uno dalla città di Cu'cuta in Colombia e l'altro da Paracaima, in Brasile. 

Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, nega l'ingresso degli aiuti, temendo l'inizio di un intervento militare americano nel Paese e il fatto che i militari abbiano bloccato i convogli sono un segnale che l'esercito è ancora dalla sua parte. Quella degli aiuti umanitari è la nuova sfida dell'autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaido', riconosciuto da una quarantina di Paesi, tra cui 21 dell'Ue, ma non dall'Italia. (Rainews)
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Giuseppe Falcomatà si ribella al decreto sicurezza che discrimina l’immigrazione

giovedì 03 gennaio 2019 - 15:59:40

Un decreto sicurezza “disumano e criminogeno e che puzza di razziale”.

g_falcomat.jpgReggio, 03 gen. 2018 - L’articolo del decreto fortemente contestato è il 13esimo della legge 132/18. Esso stabilisce che il permesso di soggiorno rilasciato al richiedente asilo costituisce sì un documento di riconoscimento, ma non basterà più per iscriversi all’anagrafe e quindi avere la residenza. In questo modo i richiedenti asilo non potranno ricevere una carta di identità e di conseguenza accedere al servizio sanitario o cercarsi un lavoro.

“Come sindaci avevamo rilevato queste problematiche fin da ottobre e non c’è stata alcuna concertazione e condivisione. Nella nostra città mai applicheremo norme che vanno contro i principi costituzionali e di accoglienza. Ci dicono di sgomberare gli irregolari e non ci dicono dove collocarli – ha dichiarato Falcomatà. Un aspetto che mi inquieta molto è anche la possibilità di vendere beni sequestrati alla mafia senza alcuna selezione. In questo modo il mafioso rischia, attraverso un prestanome, di rientrare in possesso del bene confiscato”.




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Xi: ora nuovo miracolo economico cinese

mercoledì 19 dicembre 2018 - 05:28:52

"Impressioneremo il mondo, nessuno può dirci cosa fare"

Pechino, 18 dic. 2018 - (Ansa) - Il presidente cinese Xi Jinping promette "un nuovo miracolo, persino più grande, che impressionerà il mondo". Commemorando i 40 anni d'apertura e riforme alla base del "miracolo" utile a sollevare dalla povertà 740 milioni di persone e portare Pechino al ruolo di seconda economia mondiale, Xi ha ricordato che "con una civilizzazione di oltre 5.000 anni "nessuno può dire alla Cina quello che deve o non deve fare". Avanti con apertura e riforme, no a "egemonia" e a "crescita a spesa di altre nazioni o rinuncia al nostro passo". La leadership del Pcc è l'unica guida capace di portare la Repubblica popolare verso altri traguardi e al "nuovo miracolo" perché, ha aggiunto con orgoglio, un Paese grande come la Cina "deve avere grandi aspirazioni". Con quest'impostazione, saranno riformate le aree "che possono essere riformate" e non lo saranno "quelle che non possono riformate", respingendo quindi qualsiasi pressione esterna. Nella moltitudine di numeri citati, il Pil cinese è cresciuto in media del 9,5% nei 40 anni contro un tasso globale del 2,9%, salendo in percentuale rispetto allo spaccato mondiale dall'1,8% del 1978 a oltre il 15% attuale. 

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Bce, Draghi agli studenti: "L'Euro è fondamentale per la stabilità"

sabato 15 dicembre 2018 - 19:55:03

Il presidente della Bce, Mario Draghi è intervenuto alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa in occasione del conferimento di un PhD honoris causa 
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Pisa, 15 dic. 2018 -  (Rainews) - "Mi sento più orgoglioso di essere italiano". Così Mario Draghi, presidente della Bce, all'inizio del suo discorso in occasione del conferimento di un PhD honoris causa da parte del Sant'Anna di Pisa. Draghi si riferiva all'intervento ("parole molto belle") di un rappresentante degli studenti, sulle sfide e le difficoltà e il senso di smarrimento nella crisi. "Quello che posso dire è di avere coraggio, perché senza il coraggio non si va da nessuna parte". L'incoraggiamento agli studenti è arrivato in risposta alle parole del rettore dell'Ateneo, Pierdomenico Perata, che nel corso della sua prolusione ha ricordato i tagli subiti dall'istruzione universitaria del paese nell'ultimo decennio: "Lavoriamo affinché la situazione dell'Università italiana cambi. I tagli che ha citato il rettore devono cambiare", ha aggiunto il presidente della Bce, che poi - riferendosi "alle parole molto belle" pronunciate da un rappresentante degli studenti - ha concluso: "Sono orgoglioso di essere italiano". "La moneta unica ha consentito a diversi paesi di recuperare sovranità monetaria", e "le decisioni oggi sono condivise da tutti i paesi partecipanti, mentre prime le decisioni in materia monetaria venivano prese in Germania", ha detto il presidente della Bce. "Non è ovvio che un paese tragga vantaggi in termini di sovranità monetaria dal non essere parte dell'euro", ha sottolineato Draghi. "Alcuni paesi persero sia i benefici della flessibilità dei cambi che la sovranità della loro politica monetaria", e "i costi sociali furono altissimi", in un "processo che si concluse con le crisi valutarie del '92-'93", ha spiegato Mario Draghi. 


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Clima, allarme Onu: "Se non sarà invertita la rotta, siamo diretti verso un mondo di cataclismi"

giovedì 29 novembre 2018 - 23:09:23

Katowice, 29 nov. 2018 - Rainews - Nella prima foto si vede la centrale a carbone di Belchatow, in Polonia, uno degli impianti più grandi d'Europa. Qualche giorno fa gli attivisti di Greenpeace si sono arrampicati su una delle ciminiere, alta 180 metri, per chiedere azioni immediate come l'abbandono definitivo del carbone e decise politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Quella di Belchatow, denuncia l'associazione ambientalista, è una delle strutture più impattanti sul clima, responsabile dell'emissione di 38 milioni di tonnellate di CO2 l'anno, oltre che di quasi tre tonnellate di mercurio. 

Proprio in Polonia, a Katowice, si terrà tra qualche giorno, dal 3 al 14 dicembre, la Cop24, la Conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite. Le trattative si baseranno sui dati dell'ultimo report dell'IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), uscito lo scorso ottobre: abbiamo solo 12 anni per agire con decisione per combattere i cambiamenti climatici e restare entro 1,5 gradi Celsius di aumento della temperatura media globale. 


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Morto a 77 anni Bernardo Bertolucci, maestro del cinema italiano

lunedì 26 novembre 2018 - 20:48:23

Il suo "L'ultimo imperatore" trionfò nel 1988 con 9 Oscar, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura 
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Roma, 26 nov. 2018 - (Rainews) - È morto stamattina nella sua casa di Roma il regista Bernardo Bertolucci. Bertolucci aveva 77 anni ed era malato da tempo. Il regista si è spento circondato dall'affetto dei familiari. Regista, sceneggiatore e produttore, è stato tra i cineasti italiani più rappresentativi e conosciuti a livello internazionale e autore di capolavori come "Ultimo tango a Parigi", "Il tè nel deserto", "Novecento", "L'ultimo imperatore". Proprio questo film trionfò agli Oscar nel 1988, ottenendo 9 statuette, tra cui quelle per miglior film, miglior regista e migliore sceneggiatura non originale. Nel 2007 gli fu conferito il Leone d'oro alla carriera alla 64a Mostra di Venezia e nel 2011 la Palma d'oro onoraria al 64° Festival di Cannes. L'ultimo film da lui diretto è Io e te del 2012, tratto dal romanzo di Nicolò Ammaniti. 

Parma era tutto per Bernardo Bertolucci, primogenito del poeta Attilio, cresciuto al cinema da Pier Paolo Pasolini (ne fu aiuto regista tra il '60 e il '61) e alla poesia da suo padre che lo incoraggiò a pubblicare la prima raccolta 'In cerca del mistero' con cui vinse nel '62 il Premio Viareggio. Nello stesso anno Bernardo debuttava come regista con La commare secca da un racconto di Pasolini, conquistandosi due anni più tardi, con Prima della rivoluzione, la fama incontrastata di miglior autore di una nuova generazione di cineasti in cui l'ispirazione creativa va di pari passo con l'impegno civile. 


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Duello Cina- Stati Uniti a summit Apec, Xi: no a protezionismo. Pence: Pechino cambi strada

sabato 17 novembre 2018 - 10:18:24

Scambio di frecciate tra Cina e Stati Uniti, a margine del vertice dei Paesi dell'Apec, l'associazione che raggruppa le economie che si affacciano sull'oceano Pacifico. 

apec-nuova_guinea.jpgPapua Nuova Guinea, 17 nov. 2018 - (Rainews ) - A Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, le due grandi economie mondiali si sono scambiate accuse sul commercio e sull'iniziativa di sviluppo infrastrutturale tra Asia, Europa e Africa lanciata da Pechino nel 2013, la Belt and Road. 

Il presidente cinese, Xi Jinping, nel suo intervento, ha attaccato il protezionismo di Donald Trump, "miope e destinato a fallire", e ha avvertito sui rischi di una guerra commerciale con gli Stati Uniti. "La storia dimostra che il confronto, sia nella forma di una guerra fredda, calda o di una guerra commerciale, non produce vincitori", ha affermato Xi in un riferimento insolitamente esplicito ai dazi di Washington, che già oggi vede centinaia di miliardi di dollari di merci scambiate tra Cina e Usa sottoposte a tariffe. 

Poco dopo ha contrattaccato il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, che già nei giorni scorsi aveva lanciato moniti alla Cina per l'atteggiamento assertivo con i partner regionali in occasione dei vertici che si sono tenuti a Singapore. "Abbiamo intrapreso un'azione decisa per affrontare il nostro squilibrio con la Cina", ha detto il numero due della Casa Bianca, citando direttamente Pechino per la prima volta in un discorso pubblico dall'inizio della sua missione asiatica, cominciata lunedì scorso in Giappone. "Abbiamo imposto tariffe su 250 miliardi di dollari di merci cinesi, e potremmo più che raddoppiare quella cifra. Non cambieremo linea finchè la Cina non cambierà i suoi metodi", ha proseguito Pence, con una linea apparentemente più dura di quella mostrata dal presidente Usa, Donald Trump, nelle scorse ore. 


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Ue, accordo Germania-Francia sulla proposta di un budget comune per i paesi dell'Eurozona

sabato 17 novembre 2018 - 06:47:57

La proposta mira a ridurre le differenze tra le economie nazionali. I fondi andrebbero a esclusivo beneficio degli Stati che rispettano le regole della 'governance' economica comprese quelle di bilancio 
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macron-merkel.jpgRainews 16 nov. 2018 - Germania e Francia hanno raggiunto l'accordo sulla proposta di un budget comune per i paesi dell'eurozona. Lo afferma l'agenzia Dpa, che ha visionato un documento dei ministri delle Finanze dei due paesi, Olaf Scholz e Bruno Le Maire. 

La proposta mira a ridurre le differenze tra le economie nazionali dei 19 paesi dell'eurozona. La creazione di un budget comune a partire dal 2021 è stata prospettata a giugno dal presidente francese Emmanuel Macron e appoggiata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. 


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sab 23 mar 2019 08:25:47 CET
Falcomatà: “Difendiamo gli interessi dei reggini. Dissesto, battaglia da combattere”
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“La Città attraversa una fase complessa che produce una serie di interrogativi non solo tra i cittadini – ha spiegato il sindaco a margine dell’incontro – ma anche tra gli addetti ai lavori e tra tutti quei soggetti che per ruolo o per funzione risultano rappresentativi dei comparti sui quali andrebbero a ricadere gli effetti di un’eventuale nefasta ipotesi di dissesto finanziario dell’Ente. Se infatti il default finanziario non avrebbe effetti diretti sui cittadini, per via del fatto che le imposte comunali sono già al massimo delle aliquote per via del piano di rientro per il ripiano dei debiti prodotti durante le precedenti gestioni contabili, è il tessuto produttivo che avrebbe le peggiori conseguenze da un’eventuale dichiarazione di dissesto”.

“Lo abbiamo affermato con forza in tutte le sedi – ha aggiunto il sindaco – il dissesto va evitato soprattutto per una questione di giustizia sociale. Non possiamo consentire che una comunità che ha già dovuto subire qualche anno fa l’onta di uno scioglimento per mafia sia messa oggi, a causa degli effetti della pregressa fallimentare gestione delle finanze comunali, di fronte ad una nuova mortificazione, che peraltro avrebbe effetti pesanti sull’economia cittadina. Naturalmente ci riferiamo a tutti quei professionisti e alle imprese che hanno avuto rapporti economici con il Comune per progetti finanziati esclusivamente con somme di bilancio. È per loro che la città intera, stringendosi attorno all’Amministrazione, ha il compito di continuare questo percorso, portando fino in fondo questa battaglia. Noi continueremo a lavorare per difendere gli interessi dei reggini”.

In mattinata il sindaco ha incontrato i giudici della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti di Catanzaro. Un incontro cordiale, richiesto dall’Amministrazione comunale reggina, finalizzato ad approfondire, dal punto di vista tecnico-giuridico, gli eventuali effetti della sentenza della Corte Costituzionale.

(strill.it)
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ven 01 mar 2019 09:33:23 CET
Denuncia i boss, lo Stato lo punisce: suicida l'imprenditore antiracket
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Nel 2007, Rocco Greco non solo aveva denunciato i boss della Stidda e di Cosa nostra che si dividevano il pizzo. Aveva anche convinto altri sette imprenditori a fare la sua stessa scelta. "Era la primavera di Gela - dice oggi il figlio - mio padre ne andava orgoglioso. Ma non era stato affatto semplice. All'epoca, però, si respirava un'aria nuova in questa parte di Sicilia, anche grazie all'allora sindaco Rosario Crocetta". Le denunce di quegli imprenditori fecero scattare undici arresti nel blitz ribattezzato "Munda mundi". E dopo gli arresti, le condanne per 134 anni. Una sentenza che anche la Cassazione ha confermato. Ma nelle vene dei processi sono rimaste le accuse degli imputati, che hanno sempre cercato di gettare ombre su chi li aveva portati in carcere. "Ma quale pizzo, gli imprenditori pagavano il nostro sostegno. E spartivamo gli utili".

Una tesi smentita in tutti i gradi di giudizio. Gli imprenditori erano vittime. Ma vittime - osserva il Viminale - che si erano relazionate con i boss, che avevano accettato il prezzo del pizzo. "C'è il rischio di infiltrazioni mafiose nell'azienda". Parole pesanti. Ma il figlio di Rocco Greco ribadisce l'importanza di quella denuncia fatta dal padre: "Non dobbiamo dimenticare cos'era Gela all'epoca. Più di cento morti in un anno. E veniva ucciso anche chi non pagava il pizzo".

Dopo l'ultima interdittiva antimafia, un mese fa, sono arrivate le revoche di tutte le commesse pubbliche e private per la ditta di Greco, che si occupa di lavori edili. "Sono stati licenziati 50 operai", dice Francesco Greco. Intanto, l'imprenditore provava a ribadire le sue ragioni con una serie di ricorsi. Ma il Tar di Palermo non ha concesso la sospensiva dell'interdittiva (anche il Tar Lazio aveva dato disco verde al Viminale). "Il giorno dopo, il 26, siamo andati dall'avvocato per un ulteriore ricorso", racconta ancora il figlio. "La sera, papà era euforico. Mi sembrò strano. Diceva: che bella serata stiamo trascorrendo. Non capivo".

Mercoledì mattina, Rocco Greco si è svegliato alle 5,30. Ha detto alla moglie che andava in azienda per guardare alcune carte. Tre ore dopo, sono arrivati Francesco e gli altri dipendenti. "Mio padre non era in ufficio. Mi sono insospettito. Anche perché aveva lasciato la fede e l'orologio a casa. Abbiamo iniziato a cercarlo. Era dentro un container, poco distante, in una pozza di sangue". Rocco Greco non ha lasciato neanche un biglietto. Dice il figlio: "Qualche giorno fa, aveva ripetuto a mia madre: "Ormai, il problema sono io. Se vado via, i miei figli sono a posto".

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