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Catalogna, il messaggio di Puigdemont: "Peggior attacco dai tempi di Franco"

domenica 22 ottobre 2017 - 09:56:08

Il presidente catalano ha denunciato un tentativo da parte di Madrid di liquidare l'autogoverno della Catalogna e ha invitato i cittadini a difendere le loro istituzioni 

manifestaz.sec-catalogna.jpgBarcellona, 21 ott. 2017 - (Rainews) Il presidente catalano Carles Puigdemont ha accusato il premier spagnolo Mariano Rajoy di avere portato contro le istituzioni catalane "il peggiore attacco" da quando il dittatore Francisco Franco le abolì dopo la guerra civile del 1936-39. "Malgrado la volontà (espressa nel referendum) dei catalani, il governo si è illegittimamente proclamato titolare del potere politico in Catalogna", ha aggiunto.

Puigdemont ha chiesto che il Parlament di Barcellona si riunisca la settimana prossima per esaminare "le misure da prendere" in risposta all'attivazione dell'articolo 155 da parte del governo spagnolo. "Non accetteremo l'umiliazione da parte di Madrid" ha aggiunto Puigdemont. "Quello alla Catalogna è un attacco alla democrazia". Il presidente catalano ha invitato i cittadini a "difendere" le loro istituzioni.

Il presidente della Generalitat della Catalogna, Carles Puigdemont, ha rivolto il suo messagggio ai cittadini alle 21 in diretta tv, al termine di una giornata che ha visto dapprima la mossa del premier Rajoy che ha deciso l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione e poi la risposta della piazza catalana: nel pomeriggio migliaia di persone sono scese in piazza a Barcellona. Anche lo stesso governatore catalano Puigdemont aveva manifestato in mezzo ai concittadini. Il suo partito in precedenza aveva affermato che le misure annunciate dal governo di Madrid sono "un colpo di stato contro il popolo della Catalogna". Queste erano state le parole del deputato del Pdecat, Josep Lluis Cleries. Per il numero due di Podemos, Pablo Echenique, il partito è "sotto shock" davanti alla "sospensione della democrazia non solo in Catalogna ma anche in Spagna". 


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LA SCOMPARSA DELLO STORICO REGGINO PROF. ROSARIO VILLARI

mercoledì 18 ottobre 2017 - 23:26:26

18 ott. 2017 - di Gianfranco Tauro - Si è spento ieri all'età di 92 anni a Cetona, il Prof. Rosario Villari. Laureato in Lettere e Docente universitario. Scrittore, giornalista pubblicista, è stato redattore di "Cronache meridionali". Originario di Bagnara ( ridente arrondissement della Città Metropolitana di Reggio ) Villari ha rappresentato e rappresenta una icona nel panorama storiografico della Cultura italiana ed europea. Autore di saggi ed opere di significativa rilevanza storico-politica, col suo pensiero ha contribuito ad approfondire le tematiche sulla "questione meridionale" e non solo... Si è distinto anche e soprattutto per i suoi manuali di storia, sui quali hanno studiato intere generazioni di studenti. Membro dell'Accademia dei Lincei, è stato visiting professor al St Antony's College dell'Università di Oxford e all'Institute for Advanced Study di Princeton. Politicamente impegnato - militante antifascista - fin da giovane ha organizzato ed ha partecipato alla formazione del movimento contadino ed operaio nella lotta per la riforma agraria e per lo sviluppo del Meridione e il riscatto delle classi meno abbienti. E' stato membro del comitato centrale del PCI, componente dell'ala riformista del partito. Come onorevole parlamentare, è stato eletto deputato a Montecitorio nella VII legislatura. I suoi studi recenti, tramutati in brillanti opere scritte e incentrati sul cambiamento del mondo contemporaneo, con approfondimenti ed analisi sugli sviluppi verso una visione politica progressista in ottica europea... Tali manuali, nel recente passato, sono stati oggetto di derisione e di aspre critiche della destra becera sul fronte berlusconiano: un fronte, che al di là delle apparenze, checchè se ne dica, per fortuna è minoranza nel Paese... Nel contesto di quella pseudo-cultura fascistoide e reazionaria, purtroppo e per quanto, ancora presente in varie parti dell'Italia...

Per concludere vorrei citare i titoli, di alcune opere tra le tante, importanti del Prof. Villari: - "Il Sud nella storia d'Italia" , "La rivolta antispagnola a Napoli. Le origini (1585-1647)", "Mezzogiorno e democrazia", "Mezzogiorno e contadini nell'età moderna", "Conservatori e democratici nell'Italia liberale", "Storia Medievale", "Storia Moderna", "Storia Contemporanea", "Storia dell'Europa Contemporanea", "Ribelli e riformatori dal XVI al XVIII secolo", "Elogio della dissimulazione", "Mille anni di storia, Dalla città medievale all'unità dell'Europa"...

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E' morto lo storico italiano Rosario Villari

mercoledì 18 ottobre 2017 - 20:42:09

Scrisse il manuale per le scuole superiori, il "Sommario di Storia" sul quale hanno studiato migliaia di studenti italiani

Cetona, 18 ott. 2017 - (Rainews) - E' morto ieri sera nella sua casa di Cetona, all'età di 92 anni, in seguito alle conseguenze di una polmonite, lo storico Rosario Villari, ex parlamentare Pci, membro dell'Accademia dei Lincei. Lo conferma il fratello Lucio, anch'egli storico. Era nato a Bagnara Calabra il 12 luglio del 1925. Tra le sue opere, Per il re o per la patria. La fedeltà nel Seicento, Mille anni di storia. Dalla città medievale all'unita' dell'Europa, Elogio della dissimulazione. La lotta politica nel Seicento, editi da Laterza. Domani a Cetona si terrà una cerimonia omaggio organizzata dal Comune. Docente di storia Moderna a Roma, Messina e Firenze, Rosario Villari ha iniziato gli studi universitari nel capoluogo toscano e li ha conclusi a Messina, dove è stato allievo di Galvano Della Volpe. Lo storico ha scritto sulle pagine de Il Politecnico, Il Ponte, Movimento operaio, Quaderni di cultura e storia sociale. Ha focalizzato la sua attenzione di storico in particolare sul meridione d'Italia. Dal 1956 al 1960 e' stato redattore di Cronache meridionali, sostentendo i temi meridionalistici e pubblicando testi "ante litteram", dall'abate Galiani (secolo XVIII) o dei i liberali napoletani del 1848. I suoi primi saggi sono dedicati alla storia del Regno di Napoli nel Settecento e anche raccolti in "Mezzogiorno e contadini nell'eta' moderna". 


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Mattis: Trump mantenga accordo con Iran

mercoledì 04 ottobre 2017 - 00:00:56

Washington, 03 0tt. 2017 - Il generale Mattis prende le distanze da Trump per la sua decisione di annullare l'accordo con l'Iran sul nucleare. In un'audizione al Senato Usa, il capo del Pentagono, rispondendo a una domanda, ha detto di ritenere che sia nell'interesse nazionale restare nell'accordo sul nucleare. "Se possiamo confermare che l'Iran rispetta l'accordo, allora dobbiamo mantenerlo". "La nostra Intelligence e l'Aiea ritengono che Teheran abbia rispettato l'accordo". "In assenza di indicazioni contrarie, il presidente dovrebbe mantenerlo". (Rainews)
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Serie A, Juventus-Torino 4-0: festa derby con Dybala, Pjanic e Alex Sandro

domenica 24 settembre 2017 - 06:32:27

Doppietta dell'argentino, che è già a 10 gol. La squadra di Mihajlovic in inferiorità numerica dal 24' per l'espulsione di Baselli
 
derbyjuvetorino.jpgTorino, 23 set. 2017 - (Corriere dello Sport) - Non sono bastati la chiamata alle armi di Mihajlovic («E' la sfida tra popolo e padroni»), una classifica da grande e un Belotti da copertina. Il Torino stavolta ci credeva, ma la Juventus non concede sconti a nessuno, figurarsi ai "cugini". Il 4-0 finale è figlio della netta superiorità tecnica della squadra di Allegri e degli ingenui errori degli uomini di Mihajlovic, che segnano il derby già nel primo tempo: al 45' il 2-0 firmato da Dybala e Pjanic e l'espulsione di Baselli sono già una sentenza. Il colpo di testa di Alex Sandro e il decimo centro dell'argentino nella ripresa accendono poi la festa dell'Allianz. Sesta vittoria consecutiva e primato in classifica: la risposta al Napoli fa rumore.
 
LA NONA DI DYBALA - I due tecnici se la sono giocata a specchio: la formula magica è sempre il 4-2-3-1, ma Allegri usa in avvio la mossa a sorpresa: Higuain in panchina (mercoledì c'è una partita fondamentale per la Champions League contro l'Olympiacos) e Mandzukic centravanti dal 1'. Sulla trequarti Cuadrado, Dybala e Douglas Costa (alla prima da titolare). Mihajlovic risponde invece con il suo quartetto ideale: Iago Falque, Ljajic e Niang dietro Belotti. Quello che il tecnico serbo ha preparato per mettere in difficoltà la Juve, si infrange però ben presto contro la superiorità di Dybala e compagni. Al 6' il primo squillo: Mandzukic allarga per l'argentino, appoggio per Cuadrado che si inserisce centralmente e sfiora il gol tirando alto. Passano 10' e arriva il gol: Baselli e Rincon perdono palla in mediana, Dybala conquista il pallone e con un sinistro dal limite batte Sirigu.


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Rohani, 'non tollereremo minacce'

mercoledì 20 settembre 2017 - 21:55:37

rohani-onu.jpgNew York, 20 set. 2017 - "Quella della moderazione e' la strada scelta e intrapresa dall'Iran. Noi non minacciamo nessuno, ma allo stesso tempo non tolleriamo e non tollereremo alcuna minaccia nei nostri confronti": lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani parlando all'Assemblea generale dell'Onu.

"L'Iran non sarà il primo a violare l'accordo sul nucleare, ma risponderemo in maniera decisa e risoluta a qualsiasi violazione", ha aggiunto sottolineando che se gli Usa dovessero uscire dall'intesa "distruggerebbero soltanto la loro credibilità". (Ansa)
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L’UNHCR potenzia gli sforzi per promuovere alternative alla detenzione e soluzioni per i rifugiati vulnerabili in Libia

mercoledì 13 settembre 2017 - 19:56:34

Roma, 12 set.2017 - (UNHCR.IT) -La Libia continua a presentare una delle situazioni di flussi misti più complesse al mondo, con rifugiati e migranti che percorrono insieme rotte molto pericolose, attraverso il deserto e il mare, sopravvivendo ad abusi tra cui violenze sessuali, torture, detenzioni in condizioni inumane e rapimenti a scopo di estorsione. Tutto ciò avviene prima ancora che riescano ad imbarcarsi per attraversare il Mar Mediterraneo per raggiungere l’Italia lungo una delle rotte più mortali, dove una persona su 39 rischia di perdere la vita. La Libia si trova inoltre al centro di un conflitto che ha costretto centinaia di migliaia di cittadini libici ad abbandonare le proprie case.
 
Se i flussi migratori misti irregolari possono rappresentare una sfida per gli Stati, la detenzione non è la soluzione. In qualità di Agenzia per la protezione dei rifugiati, l’UNHCR si oppone alla detenzione di rifugiati e si è espressa molto nettamente su questa prassi, anche ad alti livelli, e sulle terribili condizioni dei rifugiati e dei migranti nei centri di detenzione libici. Durante una recente visita a Tripoli, per esempio, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha incontrato rifugiati e migranti nei centri di detenzione e ha dichiarato di essere “scioccato dalle condizioni proibitive in cui vengono trattenuti i rifugiati e i migranti”, aggiungendo che nessun rifugiato o richiedente asilo dovrebbe essere detenuto.


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Intimidazione sindaco Taurianova, Scionti: “Non ha intaccato la mia volontà”

giovedì 07 settembre 2017 - 10:53:06

Taurianova (RC), 06 set. 2017 - “Esprimo profonda gratitudine per gli innumerevoli messaggi di solidarietà e di affetto che ho ricevuto a seguito del grave atto che ha colpito non solo la mia persona e la mia famiglia ma l’intera comunità di Taurianova”. Così Fabio Scionti in una nota all’indomani dell’atto intimidatorio che ha visto tutta la sua famiglia coinvolta in un fatto spiacevole.
“Un ringraziamento sentito – scrive Scionti – voglio inoltre rivolgere alla Prefettura, alla Procura e alle Forze dell’Ordine che stanno indagando sull’accaduto con grande professionalità e che hanno manifestato il loro sostegno e la loro vicinanza nei miei confronti. Quest’atto, perpetrato con vigliaccheria, ha sicuramente turbato la mia tranquillità ma non ha intaccato la mia volontà di lavorare per la comunità che un anno e mezzo fa mi ha scelto alla guida della città.

Le attestazioni di solidarietà che ho ricevuto dai miei concittadini sono per me un messaggio di speranza, sono il segno tangibile che il cambiamento che questa città merita è possibile, ed è possibile attraverso un’azione quotidiana e collettiva incentrata sul rispetto delle regole. Amministrare un comune in maniera trasparente, lavorare per la propria comunità e per il bene comune, non è un’attività straordinaria, è un dovere che bisogna esercitare con senso di responsabilità. Il mio augurio è che la comunità taurianovese, in virtù dell’azione portata avanti dall’Amministrazione comunale che rappresento, colga una importante occasione di rinascita civile, sociale e culturale. (strill.it)
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Jerry Lewis è morto a Las Vegas, aveva 91 anni

domenica 20 agosto 2017 - 21:29:18

jerry_lewis.jpgLas Vegas, 20 ago 2017 - (Rainews) - È morto all'età di 91 anni a Las Vegas l'attore comico americano Jerry Lewis. La notizia è stata confermata dall'agente. Considerato uno dei comici più celebri dello spettacolo, era nato il 16 marzo del 1926 a Newark nel New Jersey. Il suo vero nome era Joseph Levitch figlio di Daniel Levitch, un attore di vaudeville, e Rachel "Rae" Levitch (nata Brodsky), ambedue immigrati russi di origine ebraica.

La nota della famiglia - "Il leggendario intrattenitore Jerry Lewis è morto in pace oggi per cause naturali a 91 anni a casa sua, con la sua famiglia al fianco", recita un comunicato della famiglia citato da John Katsilometes del Las Vegas Review-Journal.

La coppia Lewis-Dean Martin - Fin da ragazzo fu attore e imitatore. È divenuto nel tempo un'autentica leggenda della slapstick comedy, un genere comico che sfrutta il linguaggio del corpo e le gag, del quale sono stati maestri mostri sacri come Stanlio e Ollio, Buster Keaton e Charlie Chaplin. Il periodo di maggiore fama, di quello che divenne uno degli attori più pagati del cinema americano, risale al decennio in cui ha lavorato in coppia con Dean Martin. Il 'picchiatello' ha costruito le sue fortune fin dalla metà degli anni Quaranta grazie al sodalizio decennale con Dino Crocetti, il cantante di origine italiana meglio noto come Dean Martin. Con Martin Jerry Lewis ebbe un enorme successo in teatro, al cinema e in televisione. Il primo film fu "La mia amica Irma", a cui seguirono altre pellicole di successo. La coppia incise diverse canzoni e lavorò insieme a film come "Morti di paura" o "Il nipote picchiatello" oltre che a centinaia di rappresentazioni a teatro o alla radio, diventando perfino protagonista di una serie a fumetti. Nel 1956, a dieci anni esatti dall'inizio della loro unione artistica, Lewis e Martin annunciarono la loro separazione. 


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Tensione Usa-Iran, Rohani minaccia di riavviare il programma nucleare: "Trump non è un buon partner"

martedì 15 agosto 2017 - 11:28:39

L'accordo era stato firmato nel 2015

rohani-accordonucleare.jpgTeheran, 15 ago 2017 - (Rainews) - Il presidente iraniano Rohani ha minacciato di riprendere il programma nucleare "in giorni o anche ore" se gli Stati Uniti continueranno "con le sanzioni e con la coercizione". Sarebbe la fine dell'accordo storico siglato nel 2015 anche se poi Rohani ha sottolineato la volontà di proseguire nel rispetto del patto.

Perchè Rohani minaccia di tornare a sviluppare il programma nucleare - Secondo Teheran il presidente Trump ha mostrato di "non essere un buon partner" quando ha minacciato di stracciare l'accordo sul nucleare siglato nel 2015 sotto la presidenza Obama: "Nei mesi scorsi il mondo è stato testimone del fatto che gli Usa - ha detto Rohani in Parlamento - in aggiunta ad un costante e ripetitivo tradimento delle loro promesse sull'accordo nucleare, hanno ignorato alcuni altri accordi globali".

L'Iran può davvero riprendere il programma? E' un avvertimento, quello lanciato da Rohani a Trump. Ma l'operatività dietro le parole è preoccupante: "L'esperienza fallita delle sanzioni e della coercizione ha portato la precedente amministrazione al tavolo negoziale - ha detto riferendosi ad Obama - se vogliono tornare a quella esperienza, in poco tempo, non mesi o settimane ma entro giorni o ore, torneremo alla precedente situazione". 


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Sierra Leone: a Freetown centinaia di morti e feriti per frane e inondazioni

lunedì 14 agosto 2017 - 19:28:38

I media parlano di abitanti alla ricerca dei loro cari scomparsi che scavano nel fango lasciato dietro dalle piogge incessanti, mentre l'obitorio è pieno zeppo di corpi

Sierra Leone, 14 ago 2017 -
E' salito a 312 morti il bilancio, ancora del tutto provvisorio, delle vittime della violentissima alluvione che ha travolto la capitale della Sierra Leone, Freetown. Lo scrivono vari media, fra cui il britannico Telegraph. I media parlano di abitanti alla ricerca dei loro cari scomparsi che scavano nel fango lasciato dietro dalle piogge incessanti, mentre l'obitorio è pieno zeppo di corpi. Oltre alle strade trasformate in quello che testimoni descrivono come "furiosi fiumi di fango in piena", vi sono gli smottamenti e le frane nei quartieri collinari di Regent sotto l'azione incessante della pioggia, che hanno sepolto decine di abitazioni. Almeno 2.000 persone risultano al momento sfollate. I media parlano di sopravissuti che si aggirano nel fango alla disperata ricerca di cari spariti nel nulla. Secondo il vicepresidente della Sierra Leone, Victor Bockarie Foh, "è del tutto verosimile che sotto al fango giacciano centinaia di persone". La Bbc, attraverso il suo corrispondente, cita il caso di una donna che non trova più 11 membri della sue famiglia. L'obitorio centrale di Freetown fa sapere che i corpi sono "troppi" per le capacità della struttura. (Rainews)
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Terremoto, l'accusa del Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi: "Sulle tasse ci hanno preso in giro"

lunedì 14 agosto 2017 - 19:19:11

"Io avevo detto che la zona urbana franca doveva essere appannaggio soltanto dei 55 comuni che hanno una zona rossa, che era un criterio. Invece l'hanno allargata a tutti, perche' poi la civilta' dei clientes parte dall'Antica Roma. Le promesse erano altre", afferma Pirozzi

Amatrice, 14 ago 2017 - "Sull'esenzione da tasse e contributi ci hanno preso in giro. Ho studiato il bando pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico: non c'e' quello che era stato stabilito. Ci avevano promesso l'esenzione dai contributi e dalle tasse per le imprese per due anni. E invece c'e' solo un credito d'imposta. E questo non va bene". A dirlo e' il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, a un anno dal sisma del 24 agosto 2016 (Rainews)



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Abusi edilizi, Delrio: "Impugneremo i condoni, Il vero deterrente sono le demolizioni"

sabato 12 agosto 2017 - 16:04:11

In una intervista a Repubblica, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti annuncia che le sanatorie locali saranno fermate. "Aiutiamo chi di questa battaglia ne fa un programma politico, mettendoci la faccia e rischiando in prima persona" afferma poi con un chiaro riferimento ad Angelo Cambiano, il sindaco di Licata diventato il simbolo della lotta all'abusivismo in Sicilia, sfiduciato pochi giorni fa

Roma, 12 agosto 2017 - "Quando sento parlare di Italia dei condoni mi sembra di tornare indietro di vent'anni. Abbiamo impugnato la legge della Campania sugli 'abusi di necessità', siamo pronti a fare lo stesso con altre norme regionali". E' quanto dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio in un'intervista a Repubblica, annunciando che le sanatorie locali saranno fermate. "Non sono tollerabili difformità di vedute tra Stato ed enti locali, soprattutto su temi come quello dell'abusivismo edilizio - prosegue Delrio - il vero deterrente sono le demolizioni: se chi commette un abuso perde il possesso del bene e lo vede distruggere, ci penserà cento volte prima di commetterne un altro. È anche una questione di cultura della legalità, sulla quale evidentemente non si è mai investito abbastanza". "Sarebbe il caso di concentrarsi sulle priorità: la seconda casa al mare, l'ecomostro costruito da un mafioso, lo scempio a due passi dalla costa. Cominciamo da quelli, - spiega Delrio - proviamo ad accelerare l'iter per abbattere abusi conclamati di questo genere. E, soprattutto, aiutiamo chi di questa battaglia ne fa un programma politico, mettendoci la faccia e rischiando in prima persona" afferma Delrio. Evidente il riferimento al sindaco di Licata in Sicilia, Angelo Cambiano, che non stenta a definire "eroe", che proprio quale paladino della lotta all'abusivismo edilizio è stato sfiduciato dal suo Consiglio comunale. (rainews)
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dom 22 ott 2017 09:56:08 CEST
Catalogna, il messaggio di Puigdemont: "Peggior attacco dai tempi di Franco"
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Presidente parlamento catalano Forcadell: "Non lo permetteremo" - In una dichiarazione solenne a nome del parlamento catalano la presidente Carme Forcadell ha detto che il premier spagnolo Mariano Rajoy oggi "ha annunciato un colpo di stato di fatto", un "golpe autoritario in uno stato membro dell'unione europea". "Rajoy - ha aggiunto - pretende che il parlamento catalano smetta di essere democratico". "Attaccando le istituzioni attacca la cittadinanza", che "vede lesi i suoi diritti": "non lo permetteremo".
 
Rajoy dopo il Consiglio dei ministri - "Questo è un processo unilaterale e contrario alla legge e che ha cercato lo scontro". Queste erano state le parole del premier spagnolo, Mariano Rajoy, al termine del Consiglio dei ministri straordinario sulla Catalogna, parlando del referendum secessionista. "La cosa più antidemocratica e impressionante è ciò che è successo il 6 e 7 settembre nel Parlamento catalano, un evento senza precedenti: sono stati negati i diritti dell'opposizione e nel giro di un quarto d'ora è stato approvato un progetto di legge". Nel giro di 15 minuti è stata liquidata la Costituzione e lo statuto dell'autonomia catalana". "Voler imporre ai governanti che si violi deliberatamente la legge non è una richiesta di dialogo, ma un'imposizione". Ha affermato il premier spagnolo.
 
"Obiettivo legalità, convivenza, economia, elezioni" - Quindi ha precisato che il governo ha dovuto applicare l'articolo 155 della Costituzione: "Lo abbiamo attivato per ottenere quattro obiettivi: ritornare alla legalità; recuperare la normalità e la convivenza comune, elementi che si sono deteriorati; continuare con il recupero economico, indire le elezioni in una situazione di normalità".
 
"Destituzione Puigdemont e Govern"  - Nel quadro dell'art. 155, il governo spagnolo ha deciso di proporre al Senato la destituzione del presidente catalano Carles Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di tutti i membri del Govern, ha spiegato il premier.
 
"Non sospesa autonomia e autogoverno Catalogna" - Con queste iniziative "non si sospende l'autonomia né l'autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge".
 
"Mille aziende sono andate via" - "Gli ultimi dati dell'economia in Catalogna sono preoccupanti. Le sedi sociali delle aziende hanno traslocato, più di mille aziende, le aziende più grandi che danno lavoro, hanno lasciato. C'è stato un disincentivo degli investimenti e un crollo del turismo", ha aggiunto il premier spagnolo.
 
Puigdemont in Senato Puigdemont - potrà comparire in Senato tra martedì e giovedì 26 ottobre per esporre le sue accuse contro le misure decise dal governo di Madrid in applicazione dell'articolo 155 della Costituzione. È quanto emerge dal calendario approvato dalla Mesa del Senado spagnolo. È confermato inoltre che si terrà venerdì 27 ottobre alle 10 la plenaria in cui il Senato sarà chiamato a ratificare a maggioranza assoluta le misure approvate oggi dal Consiglio dei ministri.
 
Madrid prenderà controllo Mossos e Radio-Tv - Madrid prevede di prendere il controllo fra l'altro dei Mossos d'Esquadra, la polizia regionale catalana, della Radio-Tv pubblica (Tv3 e Radio Catalunya), grazie all'art. 155. Lo precisa il documento con le misure previste dall'esecutivo spagnolo inviato al Senato. Il governo spagnolo, attraverso i delegati che nominerà in Catalogna, potrà destituire e sostituire i dirigenti di polizia e radio-tv catalane. Per il governo spagnolo il president catalano Carles Puigdemont si è reso responsabile di una "disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole" degli obblighi previsti dalla legge e dalla Costituzione e ha "gravemente attentato" all'interesse generale dello Stato. Lo affermano le motivazioni della richiesta di attivazione dell'articolo 155 esaminate durante la riunione straordinaria del governo conclusa a Madrid.
 
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mer 18 ott 2017 20:42:09 CEST
E' morto lo storico italiano Rosario Villari
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Nel 1961 ha curato un'antologia della questione meridionale dal titolo "Il Sud nella storia d'Italia". Altre pubblicazioni a seguire sono: "La rivolta antispagnola a Napoli. Le origini (1585-1647)" e, alla fine degli anni settanta, "Mezzogiorno e democrazia", ripresa e ampliamento di un precedente lavoro. Pubblico' la "Storia dell'Europa contemporanea" e il manuale per le scuole superiori, il "Sommario di Storia" sul quale hanno studiato migliaia di studenti italiani. E' stato visiting professor al St Antony's College dell'Universita' di Oxford e all'Institute for Advanced Study di Princeton. Dal 1990, per i cinque anni successivi, e' stato presidente della giuria del Premio letterario Viareggio.

Nel 1996 e' stato nominato presidente della giunta centrale per gli Studi Storici. Politicamente, la sua vicenda personale si intreccia con l'antifascismo e con la partecipazione all'organizzazione dei movimenti contadini per la riforma agraria in Calabria. Ha fatto parte del comitato centrale del PCI a favore di una linea democratica e riformista e una politica di autonomia rispetto al pensiero sovietico. L'impegno politico si e' concretizzato nell'elezione a deputato nella VII Legislatura (1976 - 1979).
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mer 04 ott 2017 00:00:56 CEST
Mattis: Trump mantenga accordo con Iran
 
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mer 13 set 2017 19:56:34 CEST
L’UNHCR potenzia gli sforzi per promuovere alternative alla detenzione e soluzioni per i rifugiati vulnerabili in Libia
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Al tempo stesso, l’UNHCR sta negoziando con le autorità libiche affinché venga aperto un centro di accoglienza che assicuri libertà di movimento ai rifugiati e ai richiedenti asilo, dando priorità ai più vulnerabili. In questo centro, l’UNHCR potrebbe fornire servizi di registrazione, alloggio, cibo, servizi sociali, consulenza e sostegno ai sopravvissuti a violenze sessuali e di genere, e soluzioni in Stati terzi per i più vulnerabili.
 
L’UNHCR sta lavorando per assistere e proteggere oltre 535.000 persone in Libia, tra le quali oltre 226.000 libici sfollati interni a seguito del conflitto, 267.000 libici che sono tornati alle loro case ma rimangono in condizioni di vulnerabilità e 42.834 rifugiati e richiedenti asilo registrati.
 
Nell’esprimere preoccupazione nei confronti delle condizioni riscontrate nei centri di detenzione, l’UNHCR ritiene importante mantenere un dialogo con le autorità competenti in Libia per assicurare l’accesso e l’assistenza salva-vita e per rafforzare le procedure di controllo, identificazione e registrazione, così come le misure volte a prevenire i rischi di violenza sessuale e di genere.
 
“Effettuiamo visite regolari nei centri di detenzione ufficiali per fornire assistenza salva-vita,” spiega Roberto Mignone, Rappresentante dell¬’UNHCR per la Libia. “La nostra presenza in questi centri non significa che appoggiamo tali strutture, né tantomeno ciò che vi accade. È nostro dovere, comunque, fornire aiuto ai rifugiati e ai richiedenti asilo e promuovere la loro protezione, anche quando si trovano in detenzione. Quest’anno l’UNHCR e i suoi partner hanno effettuato 658 visite nei centri di detenzione. Grazie ai nostri sforzi congiunti, sono stati rilasciati circa 1.000 rifugiati e richiedenti asilo”.
 
In Libia, l’UNHCR è impegnato nel migliorare la situazione di centinaia di migliaia di civili colpiti dal conflitto. Lavora inoltre per offrire protezione internazionale, assistenza umanitaria e soluzioni per le persone a rischio che vivono nel paese o che sono in transito verso l’Europa. Lavora in stretto coordinamento con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e altri partner. Le restrizioni che si affrontano in Libia sono molteplici, tra le quali l’accesso limitato su tutto il territorio a causa dell’attuale situazione di insicurezza. Ciononostante l’UNHCR sta facendo il massimo per estendere la sua presenza e il suo intervento in Libia attraverso il suo staff nazionale, i partner, e la regolare presenza a rotazione dello staff internazionale che attualmente opera da Tunisi.
 
Considerati gli urgenti bisogni umanitari e le terribili condizioni nei centri di detenzione, è essenziale che l’UNHCR continui a essere impegnato nel fornire assistenza salva-vita, protezione e soluzioni, insieme alla promozione di alternative alla detenzione, che rappresentano la principale priorità.“L’assistenza fornita dall’UNHCR nei centri di detenzione contribuisce ad alleviare la sofferenza delle persone detenute,” afferma Mignone. “Forniamo kit igienici, coperte, calzature e vestiti. Inoltre, attraverso il nostro partner IMC (International Medical Corps), siamo riusciti a offrire a chi ne aveva bisogno assistenza sanitaria primaria, spesso l’unica assistenza medica di cui i detenuti possano usufruire”.
 
(UNHCR.IT)
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