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Venezuela, l'esercito blocca l'ingresso degli aiuti umanitari

mercoledì 06 febbraio 2019 - 22:51:59

Il parlamento venezuelano, controllato dall'opposizione, aveva approvato la strategia per l'ingresso nel Paese degli aiuti umanitari offerti dai governi stranieri 

folla_caracas_pro-maduro.jpgCaracas, 06 feb. 2019 - L'Assemblea nazionale (Parlamento) venezuelana, controllata dall'opposizione, ha approvato la strategia per l'ingresso nel Paese degli aiuti umanitari offerti dai governi stranieri, ma i militari hanno bloccato il ponte al confine con la Colombia per il passaggio di alimenti e medicinali, secondo quanto denunciato da un deputato oppositore. L'operazione logistica prevede, come "prime azioni", l'ingresso di due convogli di camion, uno dalla città di Cu'cuta in Colombia e l'altro da Paracaima, in Brasile. 

Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, nega l'ingresso degli aiuti, temendo l'inizio di un intervento militare americano nel Paese e il fatto che i militari abbiano bloccato i convogli sono un segnale che l'esercito è ancora dalla sua parte. Quella degli aiuti umanitari è la nuova sfida dell'autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaido', riconosciuto da una quarantina di Paesi, tra cui 21 dell'Ue, ma non dall'Italia. (Rainews)
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Giuseppe Falcomatà si ribella al decreto sicurezza che discrimina l’immigrazione

giovedì 03 gennaio 2019 - 15:59:40

Un decreto sicurezza “disumano e criminogeno e che puzza di razziale”.

g_falcomat.jpgReggio, 03 gen. 2018 - L’articolo del decreto fortemente contestato è il 13esimo della legge 132/18. Esso stabilisce che il permesso di soggiorno rilasciato al richiedente asilo costituisce sì un documento di riconoscimento, ma non basterà più per iscriversi all’anagrafe e quindi avere la residenza. In questo modo i richiedenti asilo non potranno ricevere una carta di identità e di conseguenza accedere al servizio sanitario o cercarsi un lavoro.

“Come sindaci avevamo rilevato queste problematiche fin da ottobre e non c’è stata alcuna concertazione e condivisione. Nella nostra città mai applicheremo norme che vanno contro i principi costituzionali e di accoglienza. Ci dicono di sgomberare gli irregolari e non ci dicono dove collocarli – ha dichiarato Falcomatà. Un aspetto che mi inquieta molto è anche la possibilità di vendere beni sequestrati alla mafia senza alcuna selezione. In questo modo il mafioso rischia, attraverso un prestanome, di rientrare in possesso del bene confiscato”.




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Xi: ora nuovo miracolo economico cinese

mercoledì 19 dicembre 2018 - 05:28:52

"Impressioneremo il mondo, nessuno può dirci cosa fare"

Pechino, 18 dic. 2018 - (Ansa) - Il presidente cinese Xi Jinping promette "un nuovo miracolo, persino più grande, che impressionerà il mondo". Commemorando i 40 anni d'apertura e riforme alla base del "miracolo" utile a sollevare dalla povertà 740 milioni di persone e portare Pechino al ruolo di seconda economia mondiale, Xi ha ricordato che "con una civilizzazione di oltre 5.000 anni "nessuno può dire alla Cina quello che deve o non deve fare". Avanti con apertura e riforme, no a "egemonia" e a "crescita a spesa di altre nazioni o rinuncia al nostro passo". La leadership del Pcc è l'unica guida capace di portare la Repubblica popolare verso altri traguardi e al "nuovo miracolo" perché, ha aggiunto con orgoglio, un Paese grande come la Cina "deve avere grandi aspirazioni". Con quest'impostazione, saranno riformate le aree "che possono essere riformate" e non lo saranno "quelle che non possono riformate", respingendo quindi qualsiasi pressione esterna. Nella moltitudine di numeri citati, il Pil cinese è cresciuto in media del 9,5% nei 40 anni contro un tasso globale del 2,9%, salendo in percentuale rispetto allo spaccato mondiale dall'1,8% del 1978 a oltre il 15% attuale. 

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Bce, Draghi agli studenti: "L'Euro è fondamentale per la stabilità"

sabato 15 dicembre 2018 - 19:55:03

Il presidente della Bce, Mario Draghi è intervenuto alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa in occasione del conferimento di un PhD honoris causa 
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Pisa, 15 dic. 2018 -  (Rainews) - "Mi sento più orgoglioso di essere italiano". Così Mario Draghi, presidente della Bce, all'inizio del suo discorso in occasione del conferimento di un PhD honoris causa da parte del Sant'Anna di Pisa. Draghi si riferiva all'intervento ("parole molto belle") di un rappresentante degli studenti, sulle sfide e le difficoltà e il senso di smarrimento nella crisi. "Quello che posso dire è di avere coraggio, perché senza il coraggio non si va da nessuna parte". L'incoraggiamento agli studenti è arrivato in risposta alle parole del rettore dell'Ateneo, Pierdomenico Perata, che nel corso della sua prolusione ha ricordato i tagli subiti dall'istruzione universitaria del paese nell'ultimo decennio: "Lavoriamo affinché la situazione dell'Università italiana cambi. I tagli che ha citato il rettore devono cambiare", ha aggiunto il presidente della Bce, che poi - riferendosi "alle parole molto belle" pronunciate da un rappresentante degli studenti - ha concluso: "Sono orgoglioso di essere italiano". "La moneta unica ha consentito a diversi paesi di recuperare sovranità monetaria", e "le decisioni oggi sono condivise da tutti i paesi partecipanti, mentre prime le decisioni in materia monetaria venivano prese in Germania", ha detto il presidente della Bce. "Non è ovvio che un paese tragga vantaggi in termini di sovranità monetaria dal non essere parte dell'euro", ha sottolineato Draghi. "Alcuni paesi persero sia i benefici della flessibilità dei cambi che la sovranità della loro politica monetaria", e "i costi sociali furono altissimi", in un "processo che si concluse con le crisi valutarie del '92-'93", ha spiegato Mario Draghi. 


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Clima, allarme Onu: "Se non sarà invertita la rotta, siamo diretti verso un mondo di cataclismi"

giovedì 29 novembre 2018 - 23:09:23

Katowice, 29 nov. 2018 - Rainews - Nella prima foto si vede la centrale a carbone di Belchatow, in Polonia, uno degli impianti più grandi d'Europa. Qualche giorno fa gli attivisti di Greenpeace si sono arrampicati su una delle ciminiere, alta 180 metri, per chiedere azioni immediate come l'abbandono definitivo del carbone e decise politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Quella di Belchatow, denuncia l'associazione ambientalista, è una delle strutture più impattanti sul clima, responsabile dell'emissione di 38 milioni di tonnellate di CO2 l'anno, oltre che di quasi tre tonnellate di mercurio. 

Proprio in Polonia, a Katowice, si terrà tra qualche giorno, dal 3 al 14 dicembre, la Cop24, la Conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite. Le trattative si baseranno sui dati dell'ultimo report dell'IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), uscito lo scorso ottobre: abbiamo solo 12 anni per agire con decisione per combattere i cambiamenti climatici e restare entro 1,5 gradi Celsius di aumento della temperatura media globale. 


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Morto a 77 anni Bernardo Bertolucci, maestro del cinema italiano

lunedì 26 novembre 2018 - 20:48:23

Il suo "L'ultimo imperatore" trionfò nel 1988 con 9 Oscar, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura 
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Roma, 26 nov. 2018 - (Rainews) - È morto stamattina nella sua casa di Roma il regista Bernardo Bertolucci. Bertolucci aveva 77 anni ed era malato da tempo. Il regista si è spento circondato dall'affetto dei familiari. Regista, sceneggiatore e produttore, è stato tra i cineasti italiani più rappresentativi e conosciuti a livello internazionale e autore di capolavori come "Ultimo tango a Parigi", "Il tè nel deserto", "Novecento", "L'ultimo imperatore". Proprio questo film trionfò agli Oscar nel 1988, ottenendo 9 statuette, tra cui quelle per miglior film, miglior regista e migliore sceneggiatura non originale. Nel 2007 gli fu conferito il Leone d'oro alla carriera alla 64a Mostra di Venezia e nel 2011 la Palma d'oro onoraria al 64° Festival di Cannes. L'ultimo film da lui diretto è Io e te del 2012, tratto dal romanzo di Nicolò Ammaniti. 

Parma era tutto per Bernardo Bertolucci, primogenito del poeta Attilio, cresciuto al cinema da Pier Paolo Pasolini (ne fu aiuto regista tra il '60 e il '61) e alla poesia da suo padre che lo incoraggiò a pubblicare la prima raccolta 'In cerca del mistero' con cui vinse nel '62 il Premio Viareggio. Nello stesso anno Bernardo debuttava come regista con La commare secca da un racconto di Pasolini, conquistandosi due anni più tardi, con Prima della rivoluzione, la fama incontrastata di miglior autore di una nuova generazione di cineasti in cui l'ispirazione creativa va di pari passo con l'impegno civile. 


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Duello Cina- Stati Uniti a summit Apec, Xi: no a protezionismo. Pence: Pechino cambi strada

sabato 17 novembre 2018 - 10:18:24

Scambio di frecciate tra Cina e Stati Uniti, a margine del vertice dei Paesi dell'Apec, l'associazione che raggruppa le economie che si affacciano sull'oceano Pacifico. 

apec-nuova_guinea.jpgPapua Nuova Guinea, 17 nov. 2018 - (Rainews ) - A Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, le due grandi economie mondiali si sono scambiate accuse sul commercio e sull'iniziativa di sviluppo infrastrutturale tra Asia, Europa e Africa lanciata da Pechino nel 2013, la Belt and Road. 

Il presidente cinese, Xi Jinping, nel suo intervento, ha attaccato il protezionismo di Donald Trump, "miope e destinato a fallire", e ha avvertito sui rischi di una guerra commerciale con gli Stati Uniti. "La storia dimostra che il confronto, sia nella forma di una guerra fredda, calda o di una guerra commerciale, non produce vincitori", ha affermato Xi in un riferimento insolitamente esplicito ai dazi di Washington, che già oggi vede centinaia di miliardi di dollari di merci scambiate tra Cina e Usa sottoposte a tariffe. 

Poco dopo ha contrattaccato il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, che già nei giorni scorsi aveva lanciato moniti alla Cina per l'atteggiamento assertivo con i partner regionali in occasione dei vertici che si sono tenuti a Singapore. "Abbiamo intrapreso un'azione decisa per affrontare il nostro squilibrio con la Cina", ha detto il numero due della Casa Bianca, citando direttamente Pechino per la prima volta in un discorso pubblico dall'inizio della sua missione asiatica, cominciata lunedì scorso in Giappone. "Abbiamo imposto tariffe su 250 miliardi di dollari di merci cinesi, e potremmo più che raddoppiare quella cifra. Non cambieremo linea finchè la Cina non cambierà i suoi metodi", ha proseguito Pence, con una linea apparentemente più dura di quella mostrata dal presidente Usa, Donald Trump, nelle scorse ore. 


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Ue, accordo Germania-Francia sulla proposta di un budget comune per i paesi dell'Eurozona

sabato 17 novembre 2018 - 06:47:57

La proposta mira a ridurre le differenze tra le economie nazionali. I fondi andrebbero a esclusivo beneficio degli Stati che rispettano le regole della 'governance' economica comprese quelle di bilancio 
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macron-merkel.jpgRainews 16 nov. 2018 - Germania e Francia hanno raggiunto l'accordo sulla proposta di un budget comune per i paesi dell'eurozona. Lo afferma l'agenzia Dpa, che ha visionato un documento dei ministri delle Finanze dei due paesi, Olaf Scholz e Bruno Le Maire. 

La proposta mira a ridurre le differenze tra le economie nazionali dei 19 paesi dell'eurozona. La creazione di un budget comune a partire dal 2021 è stata prospettata a giugno dal presidente francese Emmanuel Macron e appoggiata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. 


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Sfregiò con l'acido Gessica Notaro, Tavares condannato in appello a 15 anni

giovedì 15 novembre 2018 - 21:33:00

La ex fidanzata: sentenza giusta, se l'è cercata 

notaro_tavares_processo_sfregiata_acido.jpgBologna, 15 nov. 2018 - Rainews La Corte di appello di Bologna ha condannato a 15 anni, 5 mesi e 20 giorni Edson Tavares, imputato per aver aggredito con l'acido e perseguitato l'ex fidanzata, la showgirl riminese Gessica Notaro. I giudici della prima sezione penale hanno letto la sentenza dopo quasi due ore di camera di consiglio. 

Il sostituto procuratore generale di Bologna, Gianluca Chiapponi, aveva chiesto 15 anni per il 30enne originario di Capo Verde. L'avvocato di parte civile Alberto Alessi, difensore della ex finalista di Miss Italia, aveva invece chiesto 18 anni, risultato della somma delle due condanne di primo grado senza il riconoscimento della continuazione. 


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Mattarella agli studenti: la libertà di stampa ha un grande valore

lunedì 12 novembre 2018 - 22:02:46

Roma, 12 nov. 2018 - (Rainews) - Le polemiche per le parole del ministro Luigi Di Maio e dell'ex parlamentare del Movimento 5 stelle Alessandro Di Battista sui giornalisti ("infami sciacalli", "pennivendoli", "puttane"), pronunciate subito dopo l'assoluzione di Virginia Raggi nell'inchiesta sulle nomine in Campidoglio, sono ancora al centro dell'attenzione della politica. 

Le parole di Mattarella - Per prima cosa il presidente della Repubblica al mattino legge i giornali. Quelli che non condivide sono per lui uno strumento utile per riflettere: "Al mattino come prima cosa leggo i giornali: le notizie e i commenti, quelli che condivido e quelli che non condivido, e forse questi secondi per me sono ancora più importanti. Perché è importante conoscere il parere degli altri, le loro valutazioni. Quelli che condivido sono interessanti, naturalmente, e mi stanno a cuore ma quelli che non condivido sono per me uno strumento su cui riflettere. E per questo ha un grande valore la libertà di stampa, perché - anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate - consente e aiuta a riflettere". In questo modo il capo dello Stato ha ribadito l'importanza della libertà di stampa rispondendo alle domande di alcuni alunni di scolaresche delle scuole secondarie di primo grado ricevute al Quirinale. 


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Pm: condannare Raggi a 10 mesi. "Mentì su nomine per evitare dimissioni"

venerdì 09 novembre 2018 - 21:57:17

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha chiesto alla corte l'acquisizione del codice etico M5S vigente nel 2016, che prevedeva in caso di indagine penale a carico di un 'portavoce' la sua ineleggibilità o, se già eletto, le dimissioni 

Roma, 09 nov. 2018 - (Rainews) -"Dieci mesi di reclusione". E' la condanna richiesta dal procuratore aggiunto di Roma, Palo Ielo, per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, accusata del reato di falso nella nomina di Renato Marra a capo della Direzione capitolina Turismo. Rivolgendosi al presidente monocratico Roberto Ranazzi, l'esponente della Procura ha anche sollecitato la "concessione delle circostanze attenuanti generiche". 

"Ci sono molti elementi per una condanna. Non c'è mai stato un processo per falso con una messa di prove così evidenti", ha detto Ielo motivando la richiesta di condanna."E' un processo con molti pesi, ma dobbiamo avere il limite della legge e la responsabilità di applicarla in modo uguale per tutti", ha aggiunto Ielo. 

Secondo la Procura di Roma, Raggi "mentì alla responsabile dell'Anticorruzione del Campidoglio nel dicembre del 2016" perché se avesse detto che la nomina di Renato Marra era stata gestita dal fratello Raffaele, sarebbe incorsa in un'inchiesta e "in base al codice etico allora vigente negli M5S, avrebbe dovuto dimettersi". Così in aula il procuratore aggiunto Paolo Ielo che ha chiesto alla corte l'acquisizione del codice etico M5S vigente nel 2016. 


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Eutanasia, la Cassazione: "Non ci sono attenuanti per chi uccide un malato per pietà"

mercoledì 07 novembre 2018 - 21:38:08

Roma, 07 nov. 2018 - (Rainews) - In attesa che il Parlamento, sollecitato dalla Consulta, faccia una legge sull'eutanasia entro il prossimo settembre, la Cassazione rimane del parere - espresso altre volte - che non meriti le attenuanti di aver agito con "particolare valore morale" chi uccide una "persona che si trovi in condizioni di grave ed irreversibile sofferenza fisica". 

Così la Suprema Corte ha confermato la condanna per omicidio volontario senza 'sconto etico' a un marito che aveva sparato alla moglie ricoverata allo stadio finale per Alzheimer. Non puo' essere ritenuta "di particolare valore morale" la condotta di "omicidio di persona che si trovi in condizioni di grave ed irreversibile sofferenza fisica", perche' "nell'attuale coscienza sociale il sentimento di compassione o di pieta' e' incompatibile con la condotta di soppressione della vita umana verso la quale si prova il sentimento medesimo". 


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Migranti, UNHCR: oltre 2.000 morti nel Mediterraneo da inizio 2018

martedì 06 novembre 2018 - 18:17:00

A settembre, una persona ogni otto che ha effettuato la traversata ha perso la vita, soprattutto a causa della ridotta capacità di soccorso 

Roma, 06 nov. 2018 - (Rainews) - Con le 17 persone trovate morte al largo delle coste spagnole, supera i 2.000 il numero dei morti quest'anno nel Mediterraneo. A renderlo noto è l'UNHCR. 

Ad oggi circa 100.000 richiedenti asilo e migranti hanno raggiunto le coste europee nel 2018, con un ritorno ai livelli precedenti al 2014. Gli oltre 2.000 morti per annegamento indicano che il tasso dei decessi si è bruscamente innalzato. 

A settembre, una persona ogni otto che ha effettuato la traversata ha perso la vita, soprattutto a causa della ridotta capacità di soccorso. 

L'UNHCR esprime "seria preoccupazioneper le restrizioni legali e logistiche imposte ad alcune ONG, inclusa l'Aquarius, desiderose di condurre operazioni di ricerca e soccorso". Queste restrizioni "hanno avuto come effetto cumulativo l'assenza totale nel Mediterraneo centrale di imbarcazioni di ONG preposte alla ricerca e soccorso".


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gio 03 gen 2019 15:59:40 CET
Giuseppe Falcomatà si ribella al decreto sicurezza che discrimina l’immigrazione
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Anche il sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando, ha inviato una nota al capo dell’Ufficio anagrafe della sua città ordinando di «sospendere qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica». Con Falcomatà e Orlando si sono schierati il sindaco di Napoli De Magistris (che ha rivendicato una primogenitura del boicottaggio delle nuove norme firmate Salvini) e il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella.


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mer 19 dic 2018 05:28:52 CET
Xi: ora nuovo miracolo economico cinese
 
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sab 15 dic 2018 19:55:03 CET
Bce, Draghi agli studenti: "L'Euro è fondamentale per la stabilità"
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"Progetto europeo contro i regimi illiberali" - "Altrove nel mondo si sta diffondendo il fascino delle ricette e dei regimi illiberali; stiamo vedendo piccoli passi indietro nella storia. Ed è per questo che il nostro progetto europeo è ancora più importante oggi. È solo continuando a progredire, liberando le energie individuali ma anche promuovendo l'equità sociale, che la salveremo attraverso le nostre democrazie, con unita' di intenti".

"L'Euro fondamentale per la stabilità" - "L'appartenenza alla moneta unica gioca un ruolo fondamentale" per i paesi europei, anche perché "stabilizza" le economie degli Stati aderenti, "soprattutto nelle fasi recessive", ha detto Draghi. 

"Stampare moneta per finanziare il deficit non ha prodotto benefici" - "Vale la pena di osservare che se fra i presunti benefici della sovranità monetaria" esiste la possibilità di finanziare il deficit "la media ponderata debito pubblico di chi fa parte del mercato unico e non fa parte dell'euro è del 68%, se togliamo Regno Unito è del 44%, contro un rapporto dell'89% dei Paesi che appartengono all'area dell'euro", afferma il presidente della Bce. "Stampare moneta per finanziare deficit non ha attratto quei Paesi che fanno parte del mercato unico, ma non dell'euro". In Italia stampare moneta "non ha prodotto benefici a lungo termine, negli anni '70 il Paese dovette ricorrere ripetutamente alla svalutazione" per tenere il passo degli altri Paesi europei, "l'inflazione divenne insostenibile e colpì i più vulnerabili". 

"La lira fu svalutata sette volte" - Dal varo del sistema monetario europeo "la lira fu svalutata sette volte, eppure la crescita della produttività fu inferiore a quella dell'euro a 12, la crescita del prodotto pressappoco la stessa, il tasso di occupazione ristagnò", ha detto il presidente della Bce. "Allo stesso tempo -ha sottolineato Draghi - l'inflazione toccò cumulativamente il 223% contro il 126% dell'area euro a 12". 

La crescita degli anni '80 è stata fatta a spese delle generazioni future - "La crescita degli anni Ottanta fu presa a prestito dal futuro cioé sulle spalle delle future generazioni" attraverso l'esplosione del debito pubblico, sottolinea il presidente della Bce, ricordando come per il nostro paese la "bassa crescita è iniziata molto prima dell'euro, visto che tra il 1990 e il 1999 l'Italia aveva il più basso tasso di crescita cumulato" fra le economie che hanno aderito da subito a moneta unica. 

"In alcuni paesi benefici dell'euro non realizzati" "È anche vero che in vari Paesi i benefici che ci si attendevano dall'Unione monetaria non si sono ancora realizzati" con la "cultura della stabilità che avrebbe portato l'Unione economica e monetaria", ammette Draghi. "Ma non era pensabile - aggiunge - che a quei benefici "si arrivasse solo dall'unione monetaria". "Occorreva e occorre fare di più", ha aggiunto, per conseguire "più crescita e occupazione". 
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gio 29 nov 2018 23:09:23 CET
Clima, allarme Onu: "Se non sarà invertita la rotta, siamo diretti verso un mondo di cataclismi"
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La posizione dell'Europa - Alla vigilia della Conferenza annuale dell'Onu sul clima, Bruxelles cerca di porsi come leader globale della lotta ai cambiamenti climatici, con l'obiettivo "zero emissioni al 2050, non solo di CO2, ma di tutti i gas a effetto serra". Secondo ambientalisti e Verdi l'Ue dovrebbe tagliare di più i gas serra, fino al 55% nel 2030, e arrivare già nel 2040 a zero emissioni. Più cauta l'industria, che invita a "valutare a fondo" le conseguenze della transizione energetica ed economica verso la decarbonizzazione. 

Il commissario Ue Miguel Arias Canete è pronto a "combattere": "Le nostre politiche sono permanenti, coerenti e ambiziose, siamo gli unici al mondo che hanno già fissato i target per il 2030, traducendoli in legislazione". "Arriverò alla Conferenza sul clima di Katowice molto orgoglioso di essere europeo e con tutte le carte "in regola"", ha aggiunto. Anche se portare a zero le emissioni di gas serra nel 2050 richiederà sforzi massicci e cambiamenti radicali, combinando insieme tutti gli strumenti disponibili: mobilità elettrica, fonti di energia rinnovabili, efficienza energetica nelle costruzioni, biocarburanti, idrogeno, economia circolare (cioè riciclo), sostenibilità dei settori agricolo e forestale. Una rivoluzione da 200-300 miliardi d'investimenti l'anno, che però porterà un +2% di Pil entro il 2050, risparmi di 200 miliardi annui in sanità e il 40% in meno di morti premature da smog, oltre a un taglio del 70% dei costi delle importazioni energetiche, per 2-3mila miliardi di euro. 

L'incognita Trump - L'incognita resta Trump, dopo l'addio all'accordo di Parigi: "Non credo ai cambiamenti climatici provocati dall'uomo e non credo all'opinione diffusa tra gli scienziati", ha detto. "Guardiamo alla nostra aria e alla nostra acqua, sono ora a un livello record di pulizia", sostiene. E nello scetticismo climatico scivola anche il Brasile, che ha ritirato la sua candidatura a ospitare la Conferenza sul clima Cop25 del 2019. Il nuovo presidente Jair Bolsonaro, che entrerà in carica il primo gennaio, ha idee simili a quelle del collega Usa.

L'allarme dell'Onu - Di fronte a questo scenario, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha rilanciato l'allarme: "Una mancata azione" per limitare l'aumento della temperatura di 1,5 gradi dai livelli pre-industriali (l'obiettivo più ambizioso dell'Accordo di Parigi), "significa più disastri, emergenze e inquinamento, che potrebbero costare all'economia globale fino a 2.100 miliardi di dollari entro il 2050". E se non verrà invertita la rotta, ha concluso, "al momento siamo diretti verso un mondo di cataclismi".
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