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Brexit. Pittella: pronti a mettere veto sull'accordo. E Farage attacca: siete una mafia

mercoledì 05 aprile 2017 - 12:32:52

Il presidente del gruppo dei Socialisti&Democratici ha ammonito: "Un paese fuori dall'Ue non potrà mai beneficiare delle stesse condizioni di quando era membro"

Strasburgo, 05 apr. 2017 - (Rainews) - A Strasburgo si discute la risoluzione sulla Brexit e sono subito scintille. Siamo pronti a usare il nostro potere di veto se non saranno rispettate le condizioni fissate" dall'Europarlamento, ha detto il presidente del gruppo dei Socialisti&Democratici, Gianni Pittella.
 
"Un paese fuori dall'Ue non potrà mai beneficiare delle stesse condizioni di quando era membro", ha spiegato Pittella elencando le priorità del suo gruppo: rispetto dei diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito, il conto che Londra deve pagare per onorare gli impegni finanziari assunti come membro dell'Ue e la frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord. Non vogliamo punire il Regno Unito, vogliamo però che tutti gli impegni finanziari siano onorati fino all’ultimo centesimo  Qualsiasi accordo futuro con il Regno Unito sarà condizionato agli standard sociali, fiscali e ambientali dell'Ue", ha detto Pittella: "non tollereremo mai che si venga a creare alle porte dell'Ue un maxi paradiso fiscale". Il Parlamento europeo sarà chiamato a dare il suo assenso a un eventuale accordo tra il Regno Unito e l'Ue sulla Brexit. 

Critico il leader eurofobo britannico, Nigel Farage, che ha accusato l'Unione europea di comportarsi come "la mafia" prendendo "in ostaggio" il Regno Unito nei negoziati sulla Brexit. "Avete iniziato dicendo che dobbiamo pagare un conto da 52 miliardi di sterline", ha detto Farage in un dibattito sulla Brexit all'Europarlamento: "è un ricatto".
 
Secondo Farage, "l'Ue si comporta come la mafia. Pensate che siamo ostaggi, ma in realtà siamo liberi di adarcene". Il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, ha interrotto Farage definendo le sue parole inaccettabili. Il leader eurofobo ha risposto di "comprendere le sensibilità nazionali" e che avrebbe dunque usato la parola "gangster". Sulle condizioni poste dall'Ue nei negoziati, in particolare per arrivare a un accordo di libero scambio, Farage ha detto che i britannici non sono obbligati "a comprare auto tedesche, a bere vino francese e a mangiare cioccolato belga. Ci sono altri che possono darceli".
 
Secondo Farage, i leader europei vogliono "mettere gli interessi dell'Ue davanti a quelli dei cittadini e delle imprese". Il rapporto tra l'Unione Europea e il Regno Unito "non è mai stato una storia d'amore, nè una grande passione", ma "un giorno ci saranno giovani uomini e donne che ci proveranno di nuovo", ha detto a sua volta il presidente del gruppo dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa, Guy Verhofstad. Quello tra l'Ue e i britannici "è stato un matrimonio di convenienza" con una "breve luna di miele", ha spiegato Verhofsatdt, che è il negoziatore dell'Europarlamento sulla Brexit.
 
L'uscita del Regno Unito rappresenta un evento "triste" e ora è necessario perseguire "una partnership profonda e ampia". Verhofsatdt si è detto convinto che in futuro i giovani britannici "poteranno di nuovo il Regno Unito nella famiglia europea. Una nuova generazione vedrà la Brexit per quella che è davvero: una rissa interna al Partito conservatore, una perdita di tempo e di energia e una stupidità".
 
(Rainews)


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dom 20 ago 2017 21:29:18 CEST
Jerry Lewis è morto a Las Vegas, aveva 91 anni
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Il periodo successivo - Jerry Lewis proseguì la carriera di attore a cui unì anche quella di regista. Il suo primo film fu "Ragazzo tuttofare" del 1960. In parallelo tentò anche la carriera musicale, conquistando un buon successo con alcune canzoni. Lewis è stato anche un generoso benefattore, donando decine di milioni di dollari alle associazioni contro la distrofia muscolare, attività per cui ricevette anche una candidatura al Premio Nobel per la Pace, e presentando per una decina d'anni la trasmissione televisiva "The Jerry Lewis MDA Labor Day Telethon". Negli ultimi anni diede vita "House of Laughter" (La Casa della Risata) per aiutare i bambini e i giovani affetti da malattie o reduci da traumi, attraverso il potere terapeutico della risata. Ritornò al cinema nel 1983, quando Martin Scorsese lo chiamò per interpretare "Re per una notte", accanto a Robert De Niro.
 
I riconoscimenti - Tra i suoi riconoscimenti, l'attore statunitense ha ricevuto nomination ai Golden Globe e ai BAFTA e, nel 1999, il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.
 
La vita privata - Dopo aver divorziato nel 1980 dalla cantante Patti Palmer, sposata nel 1944, e dalla quale aveva avuto sei figli; nel 1983 Jerry sposò la ballerina SanDee Pitnick. I due hanno una figlia, Danielle Sarah, nata nel 1992.
 
Problemi di salute negli ultimi anni - Negli ultimi decenni l'attore aveva avuto molti problemi di salute: un'operazione a cuore aperto nel 1983, un'altra per un tumore alla prostata nel 1992, trattamenti per la dipendenza dai farmaci che gli erano stati prescritti nel 2003, un infarto nel 2006, fibrosi plmonare e altro.
 
(Rainews)
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mar 15 ago 2017 11:28:39 CEST
Tensione Usa-Iran, Rohani minaccia di riavviare il programma nucleare: "Trump non è un buon partner"
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L'accordo sul nucleare - E' un processo lungo 13 anni, quello che porta alla firma. Nel 2002 il Consiglio Nazionale della Resistenza (un gruppo iraniano di opposizione) parla per la prima volta dell'impianto nucleare di Arak e di un sito per la produzione di combustibile nucleare in costruzione a Natanz. L'anno dopo l'allora presidente Khatami ammette l'esistenza di Natanz. Il suo successore, Ahmadinejad, fa dello sviluppo dell'atomica il cardine del suo programma politico. Il rapporto con Usa, Aiea e comunità internazionale arriva ad una svolta con la presidenza Rohani, iniziata nel 2015. Sarà sua, dal lato di Teheran, la regia per arrivare all'accordo storico del 14 luglio 2015, firmato dai 5+1 (Usa, Cina e Russia si uniscono a Gran Bretagna, Germania e Francia) e dall'Iran: sospensione delle sanzioni contro l'Iran in cambio di limiti e controlli internazionali sul programma nucleare iraniano. La fine delle sanzioni è legata al progressivo stop iraniano allo sviluppo.

(Rainews)
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