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Ballottaggio Francia, exit poll: al movimento di Macron la maggioranza assoluta con 355 seggi

domenica 18 giugno 2017 - 21:13:51

Pesante sconfitta dei socialisti, si dimette il segretario Cambadélis. Resiste la destra dei Républicains, con 125 deputati. Male il Front National, ma Marine Le Pen entra in Parlamento per la prima volta. Crolla l'affluenza: alle 17 è stata del 35,33%, l'astensione finale è calcolata al 56%

macron18giu.jpgParigi, 18 giu. 2017 - (rainews) - Confermata dagli exit poll la prevista, ampia vittoria del movimento del presidente Emmanuel Macron al ballottaggio delle elezioni legislative in Francia. In base ai sondaggi diffusi alla chiusura delle urne anche a Parigi e in altre grandi città, i centristi di République en marche! avrebbero ottenuto tra 311 e 355 seggi sui 577 dell'Assemblea nazionale. I Républicains (centrodestra) ne conquisterebbero 125, il Partito socialista 49, la sinistra della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon 30. E l'ultradestra del Front National di Marine Le Pen ne avrebbe solo 8.


Marine Le Pen entra tuttavia per la prima volta in Parlamento. La leader del Front National ha vinto il ballottaggio contro l'avversaria di En Marche! nella circoscrizione di Pas-de-Calais. dove per due volte aveva fallito l'impresa. Non ce l'ha fatta invece il suo numero due, Florian Philippot, che è stato battuto in Moselle..
 
En Marche, Barbaroux: dai francesi maggioranza stabile e coerente - I francesi hanno espresso una "maggioranza chiara, stabile e coerente, per realizzare le grandi priorità del contratto concluso tra Emmanuel Macron e i francesi": lo ha detto la presidente di En Marche!, Catherine Barbaroux, nella dichiarazione solenne dal quartier generale del partito a Parigi. Questo risultato "è una chance per la Francia", ha aggiunto.
 
Il leader dei Républicains, Baroin: verdetto urne è chiaro "Il verdetto delle urne è chiaro". Lo ha detto il leader dei Républicains, François Baroin, riconoscendo che " i francesi hanno voluto dare una netta maggioranza al presidente della Repubblica". Baroin ha poi ricordato "l'intensa campagna elettorale" fatta dal suo partito che "ha permesso la formazione di un gruppo abbastanza importante" all'Assemblea nazionale. "I nostri eletti avranno la responsabilità essenziale di incarnare la prima forza di opposizione", ha aggiunto.
 
Si dimette il segretario socialista - Il segretario generale del Partito Socialista francese, Jean-Christophe Cambadélis, ha annunciato le dimissioni. "Malgrado un'astensione allarmante, il trionfo di Emmanuel Macron è incontestabile" ha detto Cambadélis, riconoscendo "la sconfitta della sinistra".
 
Per la prima volta eletto un nazionalista corso - Per la prima volta un nazionalista corso, Michel Castellani, 71 anni, è stato eletto all'Assemblea Nazionale francese.
 
Affluenza in caduta libera - Crolla l'affluenza alle urne al ballottaggio delle legislative francesi: alle 17, secondo i dati del ministero dell'Interno, è stata del 35,33%, contro il 40,75% del primo turno - già un record negativo in Francia. L'astensione finale è calcolata attorno al 56%.
 



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News

dom 22 ott 2017 09:56:08 CEST
Catalogna, il messaggio di Puigdemont: "Peggior attacco dai tempi di Franco"
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Presidente parlamento catalano Forcadell: "Non lo permetteremo" - In una dichiarazione solenne a nome del parlamento catalano la presidente Carme Forcadell ha detto che il premier spagnolo Mariano Rajoy oggi "ha annunciato un colpo di stato di fatto", un "golpe autoritario in uno stato membro dell'unione europea". "Rajoy - ha aggiunto - pretende che il parlamento catalano smetta di essere democratico". "Attaccando le istituzioni attacca la cittadinanza", che "vede lesi i suoi diritti": "non lo permetteremo".
 
Rajoy dopo il Consiglio dei ministri - "Questo è un processo unilaterale e contrario alla legge e che ha cercato lo scontro". Queste erano state le parole del premier spagnolo, Mariano Rajoy, al termine del Consiglio dei ministri straordinario sulla Catalogna, parlando del referendum secessionista. "La cosa più antidemocratica e impressionante è ciò che è successo il 6 e 7 settembre nel Parlamento catalano, un evento senza precedenti: sono stati negati i diritti dell'opposizione e nel giro di un quarto d'ora è stato approvato un progetto di legge". Nel giro di 15 minuti è stata liquidata la Costituzione e lo statuto dell'autonomia catalana". "Voler imporre ai governanti che si violi deliberatamente la legge non è una richiesta di dialogo, ma un'imposizione". Ha affermato il premier spagnolo.
 
"Obiettivo legalità, convivenza, economia, elezioni" - Quindi ha precisato che il governo ha dovuto applicare l'articolo 155 della Costituzione: "Lo abbiamo attivato per ottenere quattro obiettivi: ritornare alla legalità; recuperare la normalità e la convivenza comune, elementi che si sono deteriorati; continuare con il recupero economico, indire le elezioni in una situazione di normalità".
 
"Destituzione Puigdemont e Govern"  - Nel quadro dell'art. 155, il governo spagnolo ha deciso di proporre al Senato la destituzione del presidente catalano Carles Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di tutti i membri del Govern, ha spiegato il premier.
 
"Non sospesa autonomia e autogoverno Catalogna" - Con queste iniziative "non si sospende l'autonomia né l'autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge".
 
"Mille aziende sono andate via" - "Gli ultimi dati dell'economia in Catalogna sono preoccupanti. Le sedi sociali delle aziende hanno traslocato, più di mille aziende, le aziende più grandi che danno lavoro, hanno lasciato. C'è stato un disincentivo degli investimenti e un crollo del turismo", ha aggiunto il premier spagnolo.
 
Puigdemont in Senato Puigdemont - potrà comparire in Senato tra martedì e giovedì 26 ottobre per esporre le sue accuse contro le misure decise dal governo di Madrid in applicazione dell'articolo 155 della Costituzione. È quanto emerge dal calendario approvato dalla Mesa del Senado spagnolo. È confermato inoltre che si terrà venerdì 27 ottobre alle 10 la plenaria in cui il Senato sarà chiamato a ratificare a maggioranza assoluta le misure approvate oggi dal Consiglio dei ministri.
 
Madrid prenderà controllo Mossos e Radio-Tv - Madrid prevede di prendere il controllo fra l'altro dei Mossos d'Esquadra, la polizia regionale catalana, della Radio-Tv pubblica (Tv3 e Radio Catalunya), grazie all'art. 155. Lo precisa il documento con le misure previste dall'esecutivo spagnolo inviato al Senato. Il governo spagnolo, attraverso i delegati che nominerà in Catalogna, potrà destituire e sostituire i dirigenti di polizia e radio-tv catalane. Per il governo spagnolo il president catalano Carles Puigdemont si è reso responsabile di una "disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole" degli obblighi previsti dalla legge e dalla Costituzione e ha "gravemente attentato" all'interesse generale dello Stato. Lo affermano le motivazioni della richiesta di attivazione dell'articolo 155 esaminate durante la riunione straordinaria del governo conclusa a Madrid.
 
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mer 18 ott 2017 20:42:09 CEST
E' morto lo storico italiano Rosario Villari
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Nel 1961 ha curato un'antologia della questione meridionale dal titolo "Il Sud nella storia d'Italia". Altre pubblicazioni a seguire sono: "La rivolta antispagnola a Napoli. Le origini (1585-1647)" e, alla fine degli anni settanta, "Mezzogiorno e democrazia", ripresa e ampliamento di un precedente lavoro. Pubblico' la "Storia dell'Europa contemporanea" e il manuale per le scuole superiori, il "Sommario di Storia" sul quale hanno studiato migliaia di studenti italiani. E' stato visiting professor al St Antony's College dell'Universita' di Oxford e all'Institute for Advanced Study di Princeton. Dal 1990, per i cinque anni successivi, e' stato presidente della giuria del Premio letterario Viareggio.

Nel 1996 e' stato nominato presidente della giunta centrale per gli Studi Storici. Politicamente, la sua vicenda personale si intreccia con l'antifascismo e con la partecipazione all'organizzazione dei movimenti contadini per la riforma agraria in Calabria. Ha fatto parte del comitato centrale del PCI a favore di una linea democratica e riformista e una politica di autonomia rispetto al pensiero sovietico. L'impegno politico si e' concretizzato nell'elezione a deputato nella VII Legislatura (1976 - 1979).
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mer 04 ott 2017 00:00:56 CEST
Mattis: Trump mantenga accordo con Iran
 
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mer 13 set 2017 19:56:34 CEST
L’UNHCR potenzia gli sforzi per promuovere alternative alla detenzione e soluzioni per i rifugiati vulnerabili in Libia
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Al tempo stesso, l’UNHCR sta negoziando con le autorità libiche affinché venga aperto un centro di accoglienza che assicuri libertà di movimento ai rifugiati e ai richiedenti asilo, dando priorità ai più vulnerabili. In questo centro, l’UNHCR potrebbe fornire servizi di registrazione, alloggio, cibo, servizi sociali, consulenza e sostegno ai sopravvissuti a violenze sessuali e di genere, e soluzioni in Stati terzi per i più vulnerabili.
 
L’UNHCR sta lavorando per assistere e proteggere oltre 535.000 persone in Libia, tra le quali oltre 226.000 libici sfollati interni a seguito del conflitto, 267.000 libici che sono tornati alle loro case ma rimangono in condizioni di vulnerabilità e 42.834 rifugiati e richiedenti asilo registrati.
 
Nell’esprimere preoccupazione nei confronti delle condizioni riscontrate nei centri di detenzione, l’UNHCR ritiene importante mantenere un dialogo con le autorità competenti in Libia per assicurare l’accesso e l’assistenza salva-vita e per rafforzare le procedure di controllo, identificazione e registrazione, così come le misure volte a prevenire i rischi di violenza sessuale e di genere.
 
“Effettuiamo visite regolari nei centri di detenzione ufficiali per fornire assistenza salva-vita,” spiega Roberto Mignone, Rappresentante dell¬’UNHCR per la Libia. “La nostra presenza in questi centri non significa che appoggiamo tali strutture, né tantomeno ciò che vi accade. È nostro dovere, comunque, fornire aiuto ai rifugiati e ai richiedenti asilo e promuovere la loro protezione, anche quando si trovano in detenzione. Quest’anno l’UNHCR e i suoi partner hanno effettuato 658 visite nei centri di detenzione. Grazie ai nostri sforzi congiunti, sono stati rilasciati circa 1.000 rifugiati e richiedenti asilo”.
 
In Libia, l’UNHCR è impegnato nel migliorare la situazione di centinaia di migliaia di civili colpiti dal conflitto. Lavora inoltre per offrire protezione internazionale, assistenza umanitaria e soluzioni per le persone a rischio che vivono nel paese o che sono in transito verso l’Europa. Lavora in stretto coordinamento con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e altri partner. Le restrizioni che si affrontano in Libia sono molteplici, tra le quali l’accesso limitato su tutto il territorio a causa dell’attuale situazione di insicurezza. Ciononostante l’UNHCR sta facendo il massimo per estendere la sua presenza e il suo intervento in Libia attraverso il suo staff nazionale, i partner, e la regolare presenza a rotazione dello staff internazionale che attualmente opera da Tunisi.
 
Considerati gli urgenti bisogni umanitari e le terribili condizioni nei centri di detenzione, è essenziale che l’UNHCR continui a essere impegnato nel fornire assistenza salva-vita, protezione e soluzioni, insieme alla promozione di alternative alla detenzione, che rappresentano la principale priorità.“L’assistenza fornita dall’UNHCR nei centri di detenzione contribuisce ad alleviare la sofferenza delle persone detenute,” afferma Mignone. “Forniamo kit igienici, coperte, calzature e vestiti. Inoltre, attraverso il nostro partner IMC (International Medical Corps), siamo riusciti a offrire a chi ne aveva bisogno assistenza sanitaria primaria, spesso l’unica assistenza medica di cui i detenuti possano usufruire”.
 
(UNHCR.IT)
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