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Morto durante il servizio, ma "scaricato" dalle Istituzioni: l'odissea della famiglia del colonnello Cosimo Fazio

sabato 05 maggio 2018 - 10:15:10

Reggio, 04 mag. 2018 - (il dispaccio) - "In merito alla vicenda che vede coinvolta la figura di mio padre e il diniego da parte del Ministero degli interni, per ben due volte, al riconoscimento dello status di vittima del dovere, dopo essermi rivolto prima al T.A.R., questi mi rimandava per competenza d'innanzi al giudice del lavoro, presso il quale ieri si è svolta la prima udienza. Dopo quasi 5 anni speravo di poter mettere la parola fine a questa dolorosa vicenda, ma evidentemente mi sbagliavo.
 
Benché sia arrivata la solidarietà da centinaia e centinaia di persone, scrivo queste righe in assoluta solitudine, utile a smaltire (o almeno ci provo) la delusione e il dolore che la giornata appena trascorsa mi ha riservato". Lo afferma in una nota Antonino Carlo Fazio, figlio del colonnello Cosimo Fazio, morto alcuni anni fa a Reggio, mentre coordinava – da comandante della Polizia Municipale – le operazioni di soccorso ai migranti sbarcati in città."Da un lato mi lascia sorpreso il rinvio di un anno e mezzo (19 novembre 2019) della prossima udienza, determinato da un surplus di lavoro che affolla le aule dei tribunali reggini e mi fa pensare a quanto sordo sia il Consiglio Superiore della Magistratura nel non aver mai cercato di ovviare a questo annoso problema che porta la giustizia, in questo caso reggina, a tempistiche fuori dalla norma, dettato da un organico di magistrati inferiore a quello necessario, ma probabilmente il CSM non lo sa o, cosa ancora più grave, ne è a conoscenza ma non lo ritiene tanto importante da impegnarsi per una rapida risoluzione, ovvero quella di aumentare il numero dei magistrati....ma questa è un'altra storia" afferma ancora Antonino Fazio.
 


Il figlio del colonnello non nasconde la propria amarezza nei confronti delle Istituzioni: "La cosa che maggiormente mi ferisce è il modo con cui il Ministero degli Interni abbia cercato di difendere la propria posizione in merito al diniego del riconoscimento dello status di vittima del dovere per mio padre.
 
Secondo questi il 15 agosto 2013 non è da considerarsi una giornata "particolare" per Reggio (mai prima di allora la citta dello stretto aveva vissuto un'emergenza simile....); non è da considerarsi una situazione di "emergenza" il fatto che stessero sbarcando, per la prima volta e quindi con tutte le novità organizzative del caso, dei migranti venuti da paesi in guerra; non è da considerarsi un rischio superiore alle normali attività d'istituto il fatto di essere impegnati in qualcosa che non era mai avvenuto nella nostra città. In soldoni, per il Ministero degli Interni, il fatto che agenti della Polizia Municipale vengano impiegati in delicate attività di soccorso e accoglienza, rientra nella "normale attività di servizio"; altresì sottolinea che gli appartenenti alle Forze dell'Ordine fanno di per sé un lavoro esposto a rischio, vale a dire: "indossi una divisa, pertanto lo sai che puoi morire, quindi fatti tuoi se durante il lavoro perdi la vita!"
 
Ma c'è un passaggio che più di ogni altro mi addolora e non poco, perché credo che in un contenzioso legale ci stia il volersi fronteggiate con ogni mezzo, ma la menzogna no! La menzogna non l'accetto!!! Perché trovo indecente che il Ministero degli Interni attribuisca il malore di mio padre non come conseguenza di una giornata infernale sotto tutti i punti di vista, ma perché (secondo loro) mio padre fosse afflitto da una pregressa patologia cardiaca e quindi fosse predisposto alla possibilità di un malore simile. Trovo questa menzogna di una cattiveria assoluta! Mio padre non era affatto cardiopatico, non ha mai sofferto di cuore e le patologie a lui riconosciute come causa di servizio non hanno nulla a che vedere con il cuore o il sistema cardiocircolatorio.
 
Ritengo questa menzogna un modo indecente per cercare di giustificare il loro diniego al riconoscimento di vittima del dovere e pertanto mi consulterò con i miei legali al fine di valutare la possibilità di una querela nei confronti del Ministero stesso per diffamazione e per aver dichiarato il falso, perché non posso accettare che si cerchi oltremodo di ledere la figura di mio padre, addirittura facendolo passare per malato, anche perché vorrei capire con quali prove si permettono di asserire ciò.Pertanto porterò a conoscenza di ciò anche il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, affinché sappiano che per il Ministero degli Interni, la Benemerita non solo ha trattenuto in servizio un cardiopatico, ma ha permesso a questi il nulla osta per poter ottenere anche la qualifica di Comandante della Polizia Municipale della città dello stretto, cioè un surplus di lavoro e fatica per una persona che avrebbe dovuto essere riformata".
 
"Speravo che questa giornata potesse mettere fine a questo dolore che mi porto dentro da 5 anni, che potessi finalmente dire: "giustizia e' fatta!!!"....invece mi ritrovo a dover continuare la mia lotta, a doverla combattere su più fronti, conscio che sarà dura, molto dura, ma la fiducia nella giustizia e la vicinanza di tutti coloro i quali oggi hanno espresso il loro disappunto e la loro solidarietà mi da la forza di andare avanti, per mio padre e per tutti quelli che come me sono alla ricerca della vera giustizia!" conclude Antonino Carlo Fazio.
 
(il dispaccio)


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ven 12 ott 2018 23:06:33 CEST
Ilaria Cucchi e l'invito di Matteo Salvini: "Al Viminale? Solo se prima mi chiederà scusa"
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Proseguendo nell'intervista, Ilaria dice che quando ha ascoltato il racconto del pestaggio è stato "terribile": "avevo voglia di piangere. Ho letto quelle parole, nero su bianco, la brutalità, la cattiveria che è stata fatta a mio fratello che ha dovuto subire… quel corpo inerme, quella fragilità. Tante volte in questi anni si è parlato, strumentalizzandola, della magrezza di mio fratello, ecco, quei due corpi che si sono avventati sopra mio fratello che era arrestato, indifeso, che non poteva fare del male a nessuno, la brutalità, la cattiveria, il disinteresse, il pregiudizio nel quale poi Stefano nei giorni successivi, sei giorni ricordo - un lasso di tempo brevissimo - è stato lasciato morire. Tutto questo si fa fatica ad accettarlo, da sorella di Stefano e da cittadina, siamo in un momento terribile per la nostra società, per il nostro Paese, nel quale si sta facendo passare in qualche maniera il concetto che i diritti umani sono sacrificabili in nome di presunti interessi superiori. Credo che mio fratello sia un esempio di questo". 

"Una cosa che non tutti sanno è che mio fratello in quei sei giorni in cui moriva da solo come un cane in realtà non era da solo, perché poi li abbiamo contati durante il processo, lui è stato visto, è entrato in contatto con qualcosa come 140 o 150 pubblici ufficiali, non cittadini comuni, che hanno avuto in qualche modo, a vario titolo, a che fare con lui e che hanno visto man mano il degenerare di quelle condizioni fisiche che lo hanno portato alla morte. Mio fratello stava malissimo, lo sentiamo nell'audio dell'udienza di convalida dell'arresto che si lamenta perché non può parlare tanto bene. Nessuna di quelle persone è stata capace di guardare oltre il pregiudizio e di vedere oltre quel detenuto un essere umano che stava male e che stava morendo, perché se lo avessero fatto ora non esisterebbe nessun 'caso Cucchi'", conclude Ilaria.
(Rainews)
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lun 01 ott 2018 22:45:43 CEST
Lutto nella musica, addio a Charles Aznavour
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Per otto anni Aznavour, da lei soprannominato "il genio stupido" accompagnò la stella della chanson al piano. Ma il riconoscimento mondiale arriva nel '56 all'Olympia di Parigi con la canzone Sur ma vie: uno strepitoso successo che gli permetterà di entrare nella storia degli chansonnier francesi. Quattro figli, nonno felice, ha vissuto negli ultimi anni a Saint-Sulpice, sulle rive del Lago Lemano, con la moglie Ulla che sposò 47 anni fa. Nel corso di una carriera lunga oltre 70 anni Aznavour ha composto qualcosa come 1400 canzoni, ha venduto più di 200 milioni di dischi ed è stato un grande interprete di brani scritti da altri (e per altri), ai quali ha saputo dare carattere e unicità. 

La maggior parte delle sue canzoni parlano d'amore. Il fatto che cantasse in sette lingue (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco e russo) gli ha consentito di esibirsi in tutto il mondo divenendo ovunque famosissimo. Svariate migliaia i concerti da lui tenuti. Molto ricca anche la sua carriera di attore, con varie decine di film al suo attivo. Di pari passo con l'attività artistica, Aznavour si è sempre battuto per la causa armena, con una fitta attività diplomatica e anche diventando nel 2009 ambasciatore dell'Armenia in Svizzera, dove si esiliò negli anni Settanta per problemi con il fisco francese.
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mer 26 set 2018 20:47:31 CEST
Onu, Trump ammonisce l'Ue sull'Iran. Macron: non sono d'accordo con il suo metodo
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Trump: "La Cina sta interferendo sulle elezioni" - La Cina "cerca di interferire nelle elezioni di metà mandato" negli Stati Uniti, ma non lo permetteremo, dice Donald Trump. "Non vogliono che io vinca, perché sono il primo presidente che abbia sfidato" veramente la Cina, ha aggiunto, avvertendo: "Non vogliamo che interferiscano nelle nostre imminenti elezioni". 

Pechino respinge le accuse - "La Cina ha sempre rispettato il principio di non ingerenza negli affari interni di un Paese", ha detto il ministro cinese degli Affari esteri, Wang Yi, parlando al Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Respingiamo le accuse contro la Cina e chiediamo ad altri paesi di rispettare la Carta delle Nazioni Unite e di non interferire nei nostri affari interni", ha aggiunto Wang Yi. 

Macron: su Iran non sono d'accordo con il metodo Trump - "Non sono d'accordo sul metodo seguito dal presidente Donald Trump sull'Iran. Quello che serve è una strategia comune di lungo termine che garantisca la stabilità della regione. E le basi per nuovi negoziati ci sono", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron intervenendo in Consiglio di sicurezza e sottolineando come finora Teheran "ha rispettato tutte le disposizioni dell'intesa sul nucleare. 

Iran, Rohani: "L'America è isolata" - "Oggi alla riunione del Consiglio di sicurezza Onu è diventato chiaro che l'America è isolata, tutti i paesi hanno sostenuto l'accordo sul nucleare iraniano direttamente o indirettamente, indicando il ritiro degli Usa come un'azione scorretta", ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani parlando alla stampa a margine dell'assemblea generale delle Nazioni Unite.
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