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Elezioni presidenziali Venezuela, vince Maduro.

lunedì 21 maggio 2018 - 19:59:55

Caracas, 21 mag. 2018 - (Rainews) - Il presidente venezuelano Nicolas Maduro è stato rieletto con oltre 5 milioni di voti, su poco più di 8 milioni di voti (pari al 46% degli iscritti) espressi durante le elezioni di ieri. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cne), Tibisay Lucena, in un breve messaggio radiotelevisivo dopo lo spoglio di oltre il 96% delle schede. Il tasso di affluenza ufficiale annunciato dal Cne rappresenta un crollo considerabile rispetto alle ultime presidenziali del 2013, quando stato del 79,69%, e alle ultime politiche di dicembre del 2015 (74,17%). L'astensione ha raggiunto livelli altissimi: 20 milioni gli elettori che erano chiamati alle urne, l'astensione ha raggiunto il 52%. Anche per Maduro i risultati annunciati da Lucena non risultano entusiasmanti, perché ha perso 1,7 milioni di voti dalla sua prima elezione nel 2013 (da 7,5 a 5,8 milioni) quando si impose su Henrique Caprile per poco più di 200 mila voti (1,49%). "Stiamo ottenendo il 68% dei voti, con 47 punti di distanza dal candidato che mente", ha esultato oggi Nicolas Maduro, nel suo primo discorso dopo l'annuncio della sua rielezione a presidente del Venezuela. Riferendosi all'oppositore Henri Falcon, arrivato secondo e che ha dichiarato di non riconoscere la legittimità del voto, Maduro ha detto che "il bugiardo respinge i risultati prima che siano stati dati: la prima volta nella storia", sottolineando che "non c'è più onore; non c'è molto che ci si possa aspettare da questa opposizione". 

Il principale rivale di Nicolas Maduro ha respinto la vittoria del presidente venezuelano, chiedendo nuove elezioni entro l'anno. "Non riconosciamo questo processo elettorale come valido, vero", ha affermato Henri Falcon. "Per noi non ci sono state elezioni, dobbiamo farne di nuove", ha aggiunto. La coalizione delle forze dell'opposizione hanno deciso di non sostenere Falcon e hanno chiesto ai loro sostenitori di boicottare il voto. "Ha trionfato la pace, ha trionfato la Costituzione". Queste le prime parole di Nicolas Maduro appena è stata ufficializzata la sua rielezione. "E' stata - ha detto ai suoi sostenitori - una elezione legittima, legale, appropriata. Convoco i candidati dell'opposizione a una giornata di dialogo per individuare le vie per una riconciliazione nazionale. 

Riuniamoci e cerchiamo quali possano essere. Questa è una iniziativa democratica. Noi chavisti siamo democratici e in 19 anni in Venezuela si è votato 25 volte e abbiamo perso due volte. Se uno perde deve ammetterlo. Noi perdemmo. E un minuto dopo andava riconosciuto il risultato. Aspiro a che questo sia fatto ora dagli altri candidati". Poi, non ha nascosto la soddisfazione per un "record storico" e ha ringraziato la folla dei suoi elettori: "Grazie - ha detto - per aver respinto tutte le aggressioni e le bugie, grazie per avermi sostenuto nelle mie battaglie e avermi rieletto presidente fino al 2025". 

In una precedente dichiarazione rilasciata al seggio di Caracas dove si era recato a votare mettendosi in fila come un qualunque cittadino, Maduro aveva evocato esplicitamente l'idea di un governo di riconciliazione nazionale. "Credo nella pace nel dialogo nel rispetto della Costituzione. Dobbiamo rispettare tutti - ha aggiunto nel comizio tenuto dopo la rielezione - anche chi non la pensa come noi. Il cammino del dialogo parte da questo". Rivolgendo poi il suo pensiero ai lavoratori e lavoratrici del grande e bellissimo paese dell'America Latina, Maduro ha reso omaggio "alle donne patriote del Venezuela", ed ha assicurato di voler essere "un presidente di tutti e per tutti". Quindi ha difeso l'iniziativa dei "Carnet della patria" definendola una "attività costruttiva". Infine annunciando che le elezioni dei Governatores si terranno nel 2020, ha ringraziato le altre forze politiche, sottolineando che "il blocco bolivariano centrista è unito come un'unica forza politica". "Con umiltà - ha poi concluso - dico che siamo la garanzia della stabilità del nostro paese. Destabilizzare il Venezuela è un crimine e un peccato". 
(Rainews)


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News

mar 14 ago 2018 10:04:45 CEST
Minacciato sul web dopo denuncia: la madre scrive a Mattarella
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Al post, prosegue la donna, " è seguito un vero e proprio linciaggio mediatico da parte di sostenitori della Lega e di gruppi neo-fascisti come CasaPound e Forza nuova". Tra i tanti, c' stato anche chi ha invitato Ariano a prendere un altro treno, un vagone piombato con destinazione Polonia. Nei giorni scorsi anche l'Aned (Associazione nazionale ex deportati dei campi nazisti) era intervenuta sulla vicenda: "la pagina del partito del ministro degli Interni chiama all'assalto mediatico contro un cittadino colpevole di aver fatto il proprio dovere e di avere osato difendere 'nientemeno' che dei Rom. 

Si tratta di una forma di vero e proprio squadrismo mediatico, che ha trovato purtroppo migliaia di seguaci". Ad Ariano ha dato la sua solidarietà il segretario del Pd Maurizio Martina, cos come Articolo 21, che ha garantito il supporto necessario a tutelare i diritti del 32enne assegnista di ricerca. Tra i commenti arrivati sulla sua pagina, "epiteti razzisti, omofobi e misogini, diffamazioni sulla sua professionalità, centinaia di minacce di violenza fisica, con tanto di pubblicazione del nostro indirizzo di casa e - scrive la madre di Ariano - promesse di incursioni punitive. Naturalmente Raffaele sta facendo tutti i passi legali per tutelarsi".
(Rainews)
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gio 09 ago 2018 20:29:35 CEST
Vaccini, Giulia Grillo: autocertificazione nel 2018, poi legge su obbligo flessibile
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Presidi a Grillo, nessun fine politico, tuteliamo bambini - "L'Associazione nazionale presidi è totalmente apartitica, abbiamo criticato i governi di tutti i colori, noi ci orientiamo e diamo giudizi secondo la nostra coscienza e la conoscenza dell'organizzazione scolastica per tutelare la salute pubblica e il diritto all'istruzione". Il presidente dell'Anp, Antonello Giannelli, replica così al ministro della Salute. Per quanto riguarda la circolare congiunta Bussetti-Grillo che estende l'autocertificazione per i vaccini all'anno scolastico 2018-2019, Giannelli ha osservato: "Conveniamo sulle buone intenzioni di semplificare la vita dei genitori, ma temiamo che si risolva in una complicazione. Nell'anno scolastico 2017-2018 l'autocertificazione era prevista dalla legge in via temporanea perchè c'era un'enorme quantità di vaccini da somministrare, ma adesso il grosso è stato fatto, non ci saranno più lunghi tempi di attesa e non bisogna disperdere il lavoro fatto. L'autocertificazione in questa situazione ha l'unica ratio che un genitore non ci va proprio alla asl, e questo è fuori legge". 

I presidi ricordano che al momento resta in vigore il decreto Lorenzin con stabilisce che da 0 a 6 anni non si entra in classe senza le vaccinazioni obbligatorie. "Invito genitori ad andare alla asl, a fare vaccinare i loro figli perchè lo dice la legge e l'ha ripetuto ieri anche il presidente del Consiglio Conte e a consegnare alla scuola il certificato rilasciato dalla struttura sanitaria". Ma che succede se un genitore di un bambino sotto i 6 anni arriva a scuola a settembre portando soltanto un'autocertificazione? "Il preside farà i suoi controlli contattando la asl - conferma Giannelli - e se qualcosa non va non ammetteremo il bambino in classe". Giannelli, comunque, da' atto al ministro Grillo che l'incontro avvenuto ieri al dicastero è stato "cordiale e proficuo": "c'è stata una grande disponibilità dell'amministrazione sanitaria ad ascoltarci e a trovare insieme soluzioni". 

(Rainews)


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mar 07 ago 2018 13:10:21 CEST
Tornano le sanzioni americane contro l'Iran. Presidente Rohani: "Stati Uniti ipocriti"
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Trump ha ripetuto che è "aperto" a raggiungere un nuovo accordo "più ampio" con l'Iran che non si limiti al suo programma nucleare e che riguardi tutte "le attività malevole" di Teheran. Il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato - su Twitter - che "chiunque faccia affari con l'Iran non li potrà fare con gli Stati Uniti". Così il titolare della Casa Bianca, annunciando le nuove sanzioni contro la Repubblica islamica, stringe ancora di più la morsa dopo l'uscita dall'accordo sul nucleare."Le sanzioni contro l'Iran sono ufficialmente partite, sono le più forti mai imposte, e a novembre raggiungeranno un altro livello. Chiunque faccia affari con l'Iran non farà affari con gli Stati Uniti. Chiedo la pace nel mondo, niente di meno!", ha scritto su Twitter. A schierarsi contro il presidente Usa sono i media ufficiali di Pechino, con un editoriale pubblicato sul China Daily, che risponde al tweet con il quale sabato Trump aveva sostenuto che gli Usa stanno "vincendo" la guerra commerciale perché i dazi contro la Cina "stanno veramente danneggiando la loro economia".
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