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Questura di Roma, cambio al vertice: arriva il superpoliziotto Guido Marino. D'Angelo prefetto a Viterbo

sabato 18 febbraio 2017 - 13:19:16

guidomarino1.jpgRoma, 17 feb. 2017 - Il questore Nicolò D’Angelo, nominato prefetto, lascia Roma. È stato destinato alla prefettura di Viterbo. Al suo posto, arriva l’attuale questore di Napoli, Guido Marino. Origini reggine, nella sua carriera più che trentennale nella Polizia di Stato, ha rivestito importanti incarichi nelle lotta alla criminalità organizzata. Agli inizi della carriera, ha prestato servizio presso la Questura di Bergamo, quindi ha lavorato alla Squadra Mobile di Milano e, nella stessa sede, presso il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia (Dia). «Usa parole schiette, così com’è nel suo carattere. È diretto senza fronzoli. Un poliziotto prima di tutto», dicono i colleghi che hanno lavorato con lui.

Dal 1995 ha diretto la Squadra Mobile di Genova e, dal giugno 1997 quella di Palermo. Nel mese di agosto del 2002 ha assunto l’incarico di Vice Questore Vicario della Questura di Palermo. Dopo la promozione a Dirigente Superiore, è stato Questore della provincia di Cosenza da agosto 2004 ad agosto 2007, per poi assumere fino a dicembre 2010 la direzione della Questura di Caltanissetta, che nel settembre 2011 gli conferiva la cittadinanza onoraria. Dal 1° gennaio 2011 ha diretto il II° Reparto della Dia di Roma. Promosso Dirigente generale, dal 12 giugno 2012 ha assunto l’incarico di questore della provincia di Catanzaro. Poi il passaggio a Napoli. E ora a Roma.

Ovviamente lo spostamento di Marino a Roma ha innescato una serie di movimenti nelle questure italiane. Al suo posto andrà infatti Antonio De Iesu, fino ad oggi a Milano, dove invece arriva da Catania Marcello Cardona. In Sicilia, al posto di Cardona, va Giuseppe Gaultieri, attuale questore di Potenza, mentre Antonio Maiorano lascia la questura di Trieste e va a fare il questore a L’Aquila. (ilmessaggero)
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mer 04 ott 2017 00:00:56 CEST
Mattis: Trump mantenga accordo con Iran
 
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mer 13 set 2017 19:56:34 CEST
L’UNHCR potenzia gli sforzi per promuovere alternative alla detenzione e soluzioni per i rifugiati vulnerabili in Libia
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Al tempo stesso, l’UNHCR sta negoziando con le autorità libiche affinché venga aperto un centro di accoglienza che assicuri libertà di movimento ai rifugiati e ai richiedenti asilo, dando priorità ai più vulnerabili. In questo centro, l’UNHCR potrebbe fornire servizi di registrazione, alloggio, cibo, servizi sociali, consulenza e sostegno ai sopravvissuti a violenze sessuali e di genere, e soluzioni in Stati terzi per i più vulnerabili.
 
L’UNHCR sta lavorando per assistere e proteggere oltre 535.000 persone in Libia, tra le quali oltre 226.000 libici sfollati interni a seguito del conflitto, 267.000 libici che sono tornati alle loro case ma rimangono in condizioni di vulnerabilità e 42.834 rifugiati e richiedenti asilo registrati.
 
Nell’esprimere preoccupazione nei confronti delle condizioni riscontrate nei centri di detenzione, l’UNHCR ritiene importante mantenere un dialogo con le autorità competenti in Libia per assicurare l’accesso e l’assistenza salva-vita e per rafforzare le procedure di controllo, identificazione e registrazione, così come le misure volte a prevenire i rischi di violenza sessuale e di genere.
 
“Effettuiamo visite regolari nei centri di detenzione ufficiali per fornire assistenza salva-vita,” spiega Roberto Mignone, Rappresentante dell¬’UNHCR per la Libia. “La nostra presenza in questi centri non significa che appoggiamo tali strutture, né tantomeno ciò che vi accade. È nostro dovere, comunque, fornire aiuto ai rifugiati e ai richiedenti asilo e promuovere la loro protezione, anche quando si trovano in detenzione. Quest’anno l’UNHCR e i suoi partner hanno effettuato 658 visite nei centri di detenzione. Grazie ai nostri sforzi congiunti, sono stati rilasciati circa 1.000 rifugiati e richiedenti asilo”.
 
In Libia, l’UNHCR è impegnato nel migliorare la situazione di centinaia di migliaia di civili colpiti dal conflitto. Lavora inoltre per offrire protezione internazionale, assistenza umanitaria e soluzioni per le persone a rischio che vivono nel paese o che sono in transito verso l’Europa. Lavora in stretto coordinamento con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e altri partner. Le restrizioni che si affrontano in Libia sono molteplici, tra le quali l’accesso limitato su tutto il territorio a causa dell’attuale situazione di insicurezza. Ciononostante l’UNHCR sta facendo il massimo per estendere la sua presenza e il suo intervento in Libia attraverso il suo staff nazionale, i partner, e la regolare presenza a rotazione dello staff internazionale che attualmente opera da Tunisi.
 
Considerati gli urgenti bisogni umanitari e le terribili condizioni nei centri di detenzione, è essenziale che l’UNHCR continui a essere impegnato nel fornire assistenza salva-vita, protezione e soluzioni, insieme alla promozione di alternative alla detenzione, che rappresentano la principale priorità.“L’assistenza fornita dall’UNHCR nei centri di detenzione contribuisce ad alleviare la sofferenza delle persone detenute,” afferma Mignone. “Forniamo kit igienici, coperte, calzature e vestiti. Inoltre, attraverso il nostro partner IMC (International Medical Corps), siamo riusciti a offrire a chi ne aveva bisogno assistenza sanitaria primaria, spesso l’unica assistenza medica di cui i detenuti possano usufruire”.
 
(UNHCR.IT)
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dom 24 set 2017 06:32:27 CEST
Serie A, Juventus-Torino 4-0: festa derby con Dybala, Pjanic e Alex Sandro
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LA FIRMA DI PJANIC - Il Torino prova a reagire, ma in maniera troppo disordinata. Al 24' ecco il secondo episodio decisivo: Baselli interviene a metà campo su Pjanic e Giacomelli decide di tirare fuori il secondo cartellino giallo per il centrocampista granata. Mihajlovic è una furia ed è costretto a cambiare inserendo Acquah al posto di Iago Falque. La Juve fiuta la grande occasione e torna a spingere con prepotenza. Al 40' Cuadrado appoggia dietro per Pjanic che lascia partire dal limite un gran destro a giro. 2-0 e Allianz che diventa una bolgia. Nella ripresa il Torino prova a tirar fuori almeno l'orgoglio, ma l'inferiorità numerica è pesante e la Juve non dà tregua. Al 12', su calcio d'angolo, Alex Sandro anticipa tutti di testa sul primo palo firmando il 3-0. Allegri apprezza e cambia: fuori tra gli applausi Cuadrado, dentro Bernardeschi. Il Torino non c'è più. Un reattivo Sirigu (su Benatia e Douglas Costa) e il palo (su Mandzukic) salvano il Torino fino ai minuti di recupero, quando Dybala fa dieci. La festa è tutta bianconera.
 
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mer 20 set 2017 21:55:37 CEST
Rohani, 'non tollereremo minacce'
 
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