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Regeni, la famiglia: un 'fallimento' il ritorno dell'ambasciatore al Cairo

martedì 13 febbraio 2018 - 20:48:04

"Occorre un cambio di rotta, subito i video della metropolitana e strategia investigativa comune tra Italia ed Egitto" 
 
regeni.jpg13 feb. 2018 - (Rainews) - A sei mesi dalla decisione del Governo di rinviare l'ambasciatore d'Italia al Cairo dopo l'omicidio di Giulio Regeni, la famiglia del ricercatore italiano parla di "fallimento" della missione a lui affidata che "doveva consentire il raggiungimento della verità processuale su 'tutto il male del mondo' inferto su nostro figlio". E aggiunge: "Crediamo sia necessario un immediato cambio di rotta", con "l'immediata consegna dei video della metropolitana" e "la concertazione di una strategia investigativa" comune tra Egitto e Italia. "Noi, e con noi tutti quelli che in ogni angolo del mondo hanno a cuore la Verità sul sequestro, le torture e la morte di nostro figlio Giulio - dice la famiglia Regeni insieme al proprio legale Alessandra Ballerini - temevamo che questo gesto sarebbe stato interpretato come una resa incondizionata a quel potere che ha annientato Giulio e che occulta impunemente la verità da ormai due anni. E in effetti, l'ambasciatore Cantini non aveva ancora fatto in tempo a insediarsi che le autorità egiziane, forti di questa 'normalizzazione dei rapporti' provvedevano a oscurare il sito della Ecrf, l'Ong alla quale appartengono i nostri consulenti egiziani; arrestare in aeroporto l'avvocato Ibrahim Metwaly che stava recandosi a Ginevra invitato dall'Onu a riferire sulle sparizioni forzate e sul caso di Giulio (il legale ancora in carcere, sottoposto a trattamenti inumani e degradanti); disporre una perquisizione e un tentativo di chiusura di Ecrf". La decisione dell'invio dell'ambasciatore al Cairo del 14 agosto scorso - aggiunge la famiglia Regeni - "seguiva di pochi minuti il comunicato congiunto delle procure italiana ed egiziana nel quale si riferiva che: 'come preannunciato sempre nel maggio scorso, è stata poi effettivamente affidata a una società l'attività di recupero dei video della metropolitana e le attività stesse sono in corso. 


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News

lun 21 mag 2018 19:59:55 CEST
Elezioni presidenziali Venezuela, vince Maduro.
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Il principale rivale di Nicolas Maduro ha respinto la vittoria del presidente venezuelano, chiedendo nuove elezioni entro l'anno. "Non riconosciamo questo processo elettorale come valido, vero", ha affermato Henri Falcon. "Per noi non ci sono state elezioni, dobbiamo farne di nuove", ha aggiunto. La coalizione delle forze dell'opposizione hanno deciso di non sostenere Falcon e hanno chiesto ai loro sostenitori di boicottare il voto. "Ha trionfato la pace, ha trionfato la Costituzione". Queste le prime parole di Nicolas Maduro appena è stata ufficializzata la sua rielezione. "E' stata - ha detto ai suoi sostenitori - una elezione legittima, legale, appropriata. Convoco i candidati dell'opposizione a una giornata di dialogo per individuare le vie per una riconciliazione nazionale. 

Riuniamoci e cerchiamo quali possano essere. Questa è una iniziativa democratica. Noi chavisti siamo democratici e in 19 anni in Venezuela si è votato 25 volte e abbiamo perso due volte. Se uno perde deve ammetterlo. Noi perdemmo. E un minuto dopo andava riconosciuto il risultato. Aspiro a che questo sia fatto ora dagli altri candidati". Poi, non ha nascosto la soddisfazione per un "record storico" e ha ringraziato la folla dei suoi elettori: "Grazie - ha detto - per aver respinto tutte le aggressioni e le bugie, grazie per avermi sostenuto nelle mie battaglie e avermi rieletto presidente fino al 2025". 

In una precedente dichiarazione rilasciata al seggio di Caracas dove si era recato a votare mettendosi in fila come un qualunque cittadino, Maduro aveva evocato esplicitamente l'idea di un governo di riconciliazione nazionale. "Credo nella pace nel dialogo nel rispetto della Costituzione. Dobbiamo rispettare tutti - ha aggiunto nel comizio tenuto dopo la rielezione - anche chi non la pensa come noi. Il cammino del dialogo parte da questo". Rivolgendo poi il suo pensiero ai lavoratori e lavoratrici del grande e bellissimo paese dell'America Latina, Maduro ha reso omaggio "alle donne patriote del Venezuela", ed ha assicurato di voler essere "un presidente di tutti e per tutti". Quindi ha difeso l'iniziativa dei "Carnet della patria" definendola una "attività costruttiva". Infine annunciando che le elezioni dei Governatores si terranno nel 2020, ha ringraziato le altre forze politiche, sottolineando che "il blocco bolivariano centrista è unito come un'unica forza politica". "Con umiltà - ha poi concluso - dico che siamo la garanzia della stabilità del nostro paese. Destabilizzare il Venezuela è un crimine e un peccato". 
(Rainews)
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sab 05 mag 2018 10:15:10 CEST
Morto durante il servizio, ma "scaricato" dalle Istituzioni: l'odissea della famiglia del colonnello Cosimo Fazio
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Il figlio del colonnello non nasconde la propria amarezza nei confronti delle Istituzioni: "La cosa che maggiormente mi ferisce è il modo con cui il Ministero degli Interni abbia cercato di difendere la propria posizione in merito al diniego del riconoscimento dello status di vittima del dovere per mio padre.
 
Secondo questi il 15 agosto 2013 non è da considerarsi una giornata "particolare" per Reggio (mai prima di allora la citta dello stretto aveva vissuto un'emergenza simile....); non è da considerarsi una situazione di "emergenza" il fatto che stessero sbarcando, per la prima volta e quindi con tutte le novità organizzative del caso, dei migranti venuti da paesi in guerra; non è da considerarsi un rischio superiore alle normali attività d'istituto il fatto di essere impegnati in qualcosa che non era mai avvenuto nella nostra città. In soldoni, per il Ministero degli Interni, il fatto che agenti della Polizia Municipale vengano impiegati in delicate attività di soccorso e accoglienza, rientra nella "normale attività di servizio"; altresì sottolinea che gli appartenenti alle Forze dell'Ordine fanno di per sé un lavoro esposto a rischio, vale a dire: "indossi una divisa, pertanto lo sai che puoi morire, quindi fatti tuoi se durante il lavoro perdi la vita!"
 
Ma c'è un passaggio che più di ogni altro mi addolora e non poco, perché credo che in un contenzioso legale ci stia il volersi fronteggiate con ogni mezzo, ma la menzogna no! La menzogna non l'accetto!!! Perché trovo indecente che il Ministero degli Interni attribuisca il malore di mio padre non come conseguenza di una giornata infernale sotto tutti i punti di vista, ma perché (secondo loro) mio padre fosse afflitto da una pregressa patologia cardiaca e quindi fosse predisposto alla possibilità di un malore simile. Trovo questa menzogna di una cattiveria assoluta! Mio padre non era affatto cardiopatico, non ha mai sofferto di cuore e le patologie a lui riconosciute come causa di servizio non hanno nulla a che vedere con il cuore o il sistema cardiocircolatorio.
 
Ritengo questa menzogna un modo indecente per cercare di giustificare il loro diniego al riconoscimento di vittima del dovere e pertanto mi consulterò con i miei legali al fine di valutare la possibilità di una querela nei confronti del Ministero stesso per diffamazione e per aver dichiarato il falso, perché non posso accettare che si cerchi oltremodo di ledere la figura di mio padre, addirittura facendolo passare per malato, anche perché vorrei capire con quali prove si permettono di asserire ciò.Pertanto porterò a conoscenza di ciò anche il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, affinché sappiano che per il Ministero degli Interni, la Benemerita non solo ha trattenuto in servizio un cardiopatico, ma ha permesso a questi il nulla osta per poter ottenere anche la qualifica di Comandante della Polizia Municipale della città dello stretto, cioè un surplus di lavoro e fatica per una persona che avrebbe dovuto essere riformata".
 
"Speravo che questa giornata potesse mettere fine a questo dolore che mi porto dentro da 5 anni, che potessi finalmente dire: "giustizia e' fatta!!!"....invece mi ritrovo a dover continuare la mia lotta, a doverla combattere su più fronti, conscio che sarà dura, molto dura, ma la fiducia nella giustizia e la vicinanza di tutti coloro i quali oggi hanno espresso il loro disappunto e la loro solidarietà mi da la forza di andare avanti, per mio padre e per tutti quelli che come me sono alla ricerca della vera giustizia!" conclude Antonino Carlo Fazio.
 
(il dispaccio)
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lun 30 apr 2018 08:58:33 CEST
Iran, intesa nucleare non negoziabile
 
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