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Boeri su Di Maio: "Ha perso contatto con crosta terrestre". Meno occupati? "Ministero lavoro sapeva"

giovedì 19 luglio 2018 - 21:18:37

Il presidente dell'Inps: "Stima 8mila posti persi ottimistica". 

Roma, 19 lug 2018 -  (rainews) - "Io personalmente non sono affatto contrario allo spirito del provvedimento" ma "questo non mi esime dal fare i conti con la realtà che, spesso, ci impone delle scelte". Lo dice il presidente dell'Inps Tito Boeri in audizione alla Camera davanti alle commissioni Finanze e Lavoro sul decreto dignità dopo le polemiche dell'ultima settimana, sottolineando che "affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico, come ha fatto "il ministro Di Maio", significa "perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta". Un "esercizio molto pericoloso perché, "prima o poi bisognerà spiegare ai cittadini quali sono i vincoli di cui è costellato il mondo reale". 

Mai giurato fedeltà, chiedo rispetto Inps - "L'esecutivo che mi ha nominato non mi ha mai chiesto di giurare fedeltà al suo programma, né io avrei mai accettato di farlo. Chiedo lo stesso rispetto istituzionale a questo esecutivo, non tanto per me stesso, quanto per la carica che ricopro" dice Boeri. L'Inps, ha aggiunto, "ha 120 anni di storia alle spalle". 

L'Inps - ha proseguito Boeri - "è un'istituzione che ha contribuito a tenere insieme il paese in anni molto difficili. Obbligare il suo Presidente a schierarsi politicamente (cosa oggi richiesta paradossalmente proprio da chi mi ha spesso rinfacciato di politicizzare l'istituto) significa rendere l'istituzione che ho il grande onore di presiedere una istituzione che promuove il conflitto anziché la coesione sociale e svilire le grandi competenze che ha al suo interno. Non sono perciò in nessun modo disposto ad accettare che questo avvenga". 


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News

sab 15 dic 2018 19:55:03 CET
Bce, Draghi agli studenti: "L'Euro è fondamentale per la stabilità"
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"Progetto europeo contro i regimi illiberali" - "Altrove nel mondo si sta diffondendo il fascino delle ricette e dei regimi illiberali; stiamo vedendo piccoli passi indietro nella storia. Ed è per questo che il nostro progetto europeo è ancora più importante oggi. È solo continuando a progredire, liberando le energie individuali ma anche promuovendo l'equità sociale, che la salveremo attraverso le nostre democrazie, con unita' di intenti".

"L'Euro fondamentale per la stabilità" - "L'appartenenza alla moneta unica gioca un ruolo fondamentale" per i paesi europei, anche perché "stabilizza" le economie degli Stati aderenti, "soprattutto nelle fasi recessive", ha detto Draghi. 

"Stampare moneta per finanziare il deficit non ha prodotto benefici" - "Vale la pena di osservare che se fra i presunti benefici della sovranità monetaria" esiste la possibilità di finanziare il deficit "la media ponderata debito pubblico di chi fa parte del mercato unico e non fa parte dell'euro è del 68%, se togliamo Regno Unito è del 44%, contro un rapporto dell'89% dei Paesi che appartengono all'area dell'euro", afferma il presidente della Bce. "Stampare moneta per finanziare deficit non ha attratto quei Paesi che fanno parte del mercato unico, ma non dell'euro". In Italia stampare moneta "non ha prodotto benefici a lungo termine, negli anni '70 il Paese dovette ricorrere ripetutamente alla svalutazione" per tenere il passo degli altri Paesi europei, "l'inflazione divenne insostenibile e colpì i più vulnerabili". 

"La lira fu svalutata sette volte" - Dal varo del sistema monetario europeo "la lira fu svalutata sette volte, eppure la crescita della produttività fu inferiore a quella dell'euro a 12, la crescita del prodotto pressappoco la stessa, il tasso di occupazione ristagnò", ha detto il presidente della Bce. "Allo stesso tempo -ha sottolineato Draghi - l'inflazione toccò cumulativamente il 223% contro il 126% dell'area euro a 12". 

La crescita degli anni '80 è stata fatta a spese delle generazioni future - "La crescita degli anni Ottanta fu presa a prestito dal futuro cioé sulle spalle delle future generazioni" attraverso l'esplosione del debito pubblico, sottolinea il presidente della Bce, ricordando come per il nostro paese la "bassa crescita è iniziata molto prima dell'euro, visto che tra il 1990 e il 1999 l'Italia aveva il più basso tasso di crescita cumulato" fra le economie che hanno aderito da subito a moneta unica. 

"In alcuni paesi benefici dell'euro non realizzati" "È anche vero che in vari Paesi i benefici che ci si attendevano dall'Unione monetaria non si sono ancora realizzati" con la "cultura della stabilità che avrebbe portato l'Unione economica e monetaria", ammette Draghi. "Ma non era pensabile - aggiunge - che a quei benefici "si arrivasse solo dall'unione monetaria". "Occorreva e occorre fare di più", ha aggiunto, per conseguire "più crescita e occupazione". 
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gio 29 nov 2018 23:09:23 CET
Clima, allarme Onu: "Se non sarà invertita la rotta, siamo diretti verso un mondo di cataclismi"
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La posizione dell'Europa - Alla vigilia della Conferenza annuale dell'Onu sul clima, Bruxelles cerca di porsi come leader globale della lotta ai cambiamenti climatici, con l'obiettivo "zero emissioni al 2050, non solo di CO2, ma di tutti i gas a effetto serra". Secondo ambientalisti e Verdi l'Ue dovrebbe tagliare di più i gas serra, fino al 55% nel 2030, e arrivare già nel 2040 a zero emissioni. Più cauta l'industria, che invita a "valutare a fondo" le conseguenze della transizione energetica ed economica verso la decarbonizzazione. 

Il commissario Ue Miguel Arias Canete è pronto a "combattere": "Le nostre politiche sono permanenti, coerenti e ambiziose, siamo gli unici al mondo che hanno già fissato i target per il 2030, traducendoli in legislazione". "Arriverò alla Conferenza sul clima di Katowice molto orgoglioso di essere europeo e con tutte le carte "in regola"", ha aggiunto. Anche se portare a zero le emissioni di gas serra nel 2050 richiederà sforzi massicci e cambiamenti radicali, combinando insieme tutti gli strumenti disponibili: mobilità elettrica, fonti di energia rinnovabili, efficienza energetica nelle costruzioni, biocarburanti, idrogeno, economia circolare (cioè riciclo), sostenibilità dei settori agricolo e forestale. Una rivoluzione da 200-300 miliardi d'investimenti l'anno, che però porterà un +2% di Pil entro il 2050, risparmi di 200 miliardi annui in sanità e il 40% in meno di morti premature da smog, oltre a un taglio del 70% dei costi delle importazioni energetiche, per 2-3mila miliardi di euro. 

L'incognita Trump - L'incognita resta Trump, dopo l'addio all'accordo di Parigi: "Non credo ai cambiamenti climatici provocati dall'uomo e non credo all'opinione diffusa tra gli scienziati", ha detto. "Guardiamo alla nostra aria e alla nostra acqua, sono ora a un livello record di pulizia", sostiene. E nello scetticismo climatico scivola anche il Brasile, che ha ritirato la sua candidatura a ospitare la Conferenza sul clima Cop25 del 2019. Il nuovo presidente Jair Bolsonaro, che entrerà in carica il primo gennaio, ha idee simili a quelle del collega Usa.

L'allarme dell'Onu - Di fronte a questo scenario, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha rilanciato l'allarme: "Una mancata azione" per limitare l'aumento della temperatura di 1,5 gradi dai livelli pre-industriali (l'obiettivo più ambizioso dell'Accordo di Parigi), "significa più disastri, emergenze e inquinamento, che potrebbero costare all'economia globale fino a 2.100 miliardi di dollari entro il 2050". E se non verrà invertita la rotta, ha concluso, "al momento siamo diretti verso un mondo di cataclismi".
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lun 26 nov 2018 20:48:23 CET
Morto a 77 anni Bernardo Bertolucci, maestro del cinema italiano
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Dopo anni di sperimentazione tra il Living Theatre e Sergio Leone (per cui scrisse insieme a Dario Argento il soggetto di C'era una volta il west) acquisì statura internazionale nel 1970 con due capolavori: Strategia del ragno e Il conformista dal racconto dell'amico Alberto Moravia. Due anni dopo scandalizzava il mondo intero con Ultimo tango a Parigi (mandato al rogo in Italia nel '76 con sentenza definitiva). E nello stesso 1976 saldava la sua anima poetica, fortemente legata alla terra natale, e quella internazionale, figlia degli umori americani e del cinema inteso come prodigio meraviglioso, firmando il fluviale Novecento diviso in due atti. Dopo alcune regie minori in cui, vedi La luna del '79, dedica un atto d'amore al prediletto melodramma, si trasferisce a Londra, adottato da Hollywood a cui regala la trilogia esotica, i nove Oscar de L'ultimo imperatore, il viaggio disperato del Tè nel deserto, la pace interiore del Piccolo Buddha. 

Rientrato in Italia con rinnovato desiderio di coglierne l'inquietudine con l'occhio ormai distaccato del grande viaggiatore stava preparando un Novecento Atto III destinato a concludersi alle soglie del nuovo secolo. Cineasta sapiente, fedele ai collaboratori (dal montatore Kim Arcalli al fotografo Vittorio Storaro alla costumista Gabriella Pescucci), innamorato del bello e del lirico, Bertolucci ha piegato tutto il suo cinema al gusto del melodramma e alla fisicità della vita in cui va ricercata una pace interiore che forse coincide con la meditazione buddista. 

Mattarella: cordoglio per scomparsa grande maestro - "Nel giorno della scomparsa di Bernardo Bertolucci, un grande maestro entrato nella storia del cinema, desidero esprimere il cordoglio profondo ai familiari, agli amici, a tutti coloro che hanno tratto insegnamento dalla sua sensibilità intellettuale e artistica". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
(Rainews)
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sab 17 nov 2018 10:18:24 CET
Duello Cina- Stati Uniti a summit Apec, Xi: no a protezionismo. Pence: Pechino cambi strada
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Sferzante anche il commento di Pence sull'iniziativa lanciata da Xi nel 2013 per la connessione infrastrutturale tra Asia, Europa e Africa, la Belt and Road (tradotta come "una cintura, una via" dal nome cinese), la nuova Via della Seta. "Non anneghiamo i nostri partner in un mare di debiti. Non usiamo coercizione, corruzione o compromettiamo la vostra indipendenza. Non offriamo cinture che stritolano o una via a senso unico", ha detto Pence. La Cina, ha aggiunto il numero due della Casa Bianca, "ha un posto d'onore nella nostra visione di un libero e aperto Indo-Pacifico, se sceglie di rispettare la sovranità dei nostri vicini, abbracciare un commercio libero, giusto e reciproco e di rispettare i diritti umani e la libertà religiosa". 

L'assenza del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e del presidente russo, Vladimir Putin (al suo posto c'è il primo ministro Dmitry Medvedev) vede nel presidente cinese l'ospite di maggiore prestigio al summit, accolto con tappeti rossi all'arrivo in Papua Nuova Guinea. Una folla di persone agitanti bandiere rosse lo ha atteso, ieri, fuori da una scuola per la cerimonia di inaugurazione. Xi ha anche inaugurato, assieme al primo ministro papuano Peter O'Neill, l'Independence Boulevard, appena fuori dal parlamento di Port Moresby, realizzato con fondi cinesi.
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sab 17 nov 2018 06:47:57 CET
Ue, accordo Germania-Francia sulla proposta di un budget comune per i paesi dell'Eurozona
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"Il budget dell'eurozona sarà parte del budget dell'Unione Europea", si legge nel documento. Il testo evidenzia, quindi, che la novità sarà in linea con le politiche e le norme dell'Ue. Il meccanismo dovrebbe servire, ad esempio, a stimolare investimenti in regioni strutturalmente deboli. Fonti del governo tedesco riferiscono che lunedì prossimo potrebbe arrivare un accordo all'interno dell'Eurogruppo. 

Le cifre del budget andrebbero ancora discusse e trattate. Le Maire in passato ha indicato la cifra di 20-25 miliardi di euro come "un buon punto di partenza". Si tratterebbe, in tal caso, di una cifra equivalente circa allo 0,2% del Pil dei 19 paesi. Inizialmente, Macron aveva però auspicato un budget pari a "diversi punti di Pil". 

I fondi del bilancio, che dovrebbe avere l'obiettivo di stabilizzare le economie in caso di crisi, andrebbero ad esclusivo beneficio degli Stati che rispettano le regole della 'governance' economica comprese quelle di bilancio.
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