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Oltre 350 media Usa contro la 'guerra sporca' di Trump

giovedì 16 agosto 2018 - 14:56:15

Appello per la libertà stampa: #EnemyOfNone 

Usa, 16 ago 2018 - (Rainews) - Più di 350 testate giornalistiche negli Stati Uniti hanno aderito all'appello lanciato dal Boston Globe per la libertà di stampa minacciata da quella chedefiniscono la "guerra sporca" di Donald Trump. 

Il Boston Globe è stato il primo a intervenire, la scorsa settimana, con una chiamata alla mobilitazione per denunciare a livello nazionale la "sporca guerra" del presidente contro i media, usando l'hashtag #EnemyOfNone. Trump ha deriso i resoconti dei media bollandoli come "fake news" e ha attaccato i giornalisti, definendoli "nemici del popolo". 

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno affermato che questo atteggiamento solleva il rischio di violenze contro i giornalisti. Il Boston Globe si era impegnato a scrivere un editoriale "sui pericoli dell'assalto alla stampa da parte dell'amministrazione" il 16 agosto, chiedendo ad altri di fare lo stesso. L'iniziale risposta positiva di 100 media è salita fino a 350 partecipanti, con i principali quotidiani nazionali statunitensi e piccoli giornali locali che hanno risposto alla chiamata, insieme a pubblicazioni internazionali come il quotidiano britannico The Guardian. (ppl) In tutto il paese le testate usciranno oggi con un editoriale contro gli attacchi del presidente Usa che ha spesso definito i giornalisti "nemici del popolo". La risposta è l'hashtag #EnemyOfNone, i giornalisti non sono nemici di nessuno. 


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ven 01 mar 2019 09:33:23 CET
Denuncia i boss, lo Stato lo punisce: suicida l'imprenditore antiracket
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Nel 2007, Rocco Greco non solo aveva denunciato i boss della Stidda e di Cosa nostra che si dividevano il pizzo. Aveva anche convinto altri sette imprenditori a fare la sua stessa scelta. "Era la primavera di Gela - dice oggi il figlio - mio padre ne andava orgoglioso. Ma non era stato affatto semplice. All'epoca, però, si respirava un'aria nuova in questa parte di Sicilia, anche grazie all'allora sindaco Rosario Crocetta". Le denunce di quegli imprenditori fecero scattare undici arresti nel blitz ribattezzato "Munda mundi". E dopo gli arresti, le condanne per 134 anni. Una sentenza che anche la Cassazione ha confermato. Ma nelle vene dei processi sono rimaste le accuse degli imputati, che hanno sempre cercato di gettare ombre su chi li aveva portati in carcere. "Ma quale pizzo, gli imprenditori pagavano il nostro sostegno. E spartivamo gli utili".

Una tesi smentita in tutti i gradi di giudizio. Gli imprenditori erano vittime. Ma vittime - osserva il Viminale - che si erano relazionate con i boss, che avevano accettato il prezzo del pizzo. "C'è il rischio di infiltrazioni mafiose nell'azienda". Parole pesanti. Ma il figlio di Rocco Greco ribadisce l'importanza di quella denuncia fatta dal padre: "Non dobbiamo dimenticare cos'era Gela all'epoca. Più di cento morti in un anno. E veniva ucciso anche chi non pagava il pizzo".

Dopo l'ultima interdittiva antimafia, un mese fa, sono arrivate le revoche di tutte le commesse pubbliche e private per la ditta di Greco, che si occupa di lavori edili. "Sono stati licenziati 50 operai", dice Francesco Greco. Intanto, l'imprenditore provava a ribadire le sue ragioni con una serie di ricorsi. Ma il Tar di Palermo non ha concesso la sospensiva dell'interdittiva (anche il Tar Lazio aveva dato disco verde al Viminale). "Il giorno dopo, il 26, siamo andati dall'avvocato per un ulteriore ricorso", racconta ancora il figlio. "La sera, papà era euforico. Mi sembrò strano. Diceva: che bella serata stiamo trascorrendo. Non capivo".

Mercoledì mattina, Rocco Greco si è svegliato alle 5,30. Ha detto alla moglie che andava in azienda per guardare alcune carte. Tre ore dopo, sono arrivati Francesco e gli altri dipendenti. "Mio padre non era in ufficio. Mi sono insospettito. Anche perché aveva lasciato la fede e l'orologio a casa. Abbiamo iniziato a cercarlo. Era dentro un container, poco distante, in una pozza di sangue". Rocco Greco non ha lasciato neanche un biglietto. Dice il figlio: "Qualche giorno fa, aveva ripetuto a mia madre: "Ormai, il problema sono io. Se vado via, i miei figli sono a posto".

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