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Emozioni d'inchiostro


Questa antologia (prezzo € 8,00 pagg. 56) edita da "Laruffa Editore" raccoglie una selezione delle migliori poesie pervenute alla II^ edizione del concorso letterario "Emozioni d'inchiostro", di fatto la prima con un'apposita sezione dedicata alla poesia inedita. Liriche, versi, ma pure riflessioni intime, quasi diari del­l'anima. I numerosi autori partecipanti hanno trasposto, in questa antica espressione artistica, sentimenti, pensieri, confessioni, ideali. Poesia intimista o descrittiva, d'amore o d'impegno, di paesaggi naturali o di luoghi dello spirito; a volte solo un racconto personale, ma profondo, sentito. Che si faccia lirica compiuta o semplice scritto di emo­zioni, ogni parola che sgorga dal profondo è di per sé pre­ziosa, da custodire e divulgare. La silloge è divisa in tre sezioni: "Incontri d'anima", "Scritti d'amore" e "Contrappunto".  Pagina dopo pagina, uno svolgersi di parole racchiuse in piccoli frammenti o, pure, in un fluire incessante dell'ani­ma. Poesie diverse per stile, temi e strutture, tutte legate e sorrette dall'identico bisogno di esprimersi.
La poesia "L'Antica e bella Riggiu" scritta in forma dialettale da mio padre Alfredo Tauro (nella foto quando era giovane) è una delle tante contenute nell'Antologia.
 




Alfredo_Tauro
Copertina Antologia_2.jpgL'ANTICA E BELLA RIGGIU

Riggiu si tantu antica e sempri bella
Patisti terremoti e puru guerra 
E sempri cchiù lucenti è la to stella
Chi 'llumina in eternu la to terra.

Si tanti fenomeni ti martoriaru 
Di la natura e di la scienza nova
Autri in compensu ti glorificaru
Cusì la to billizza si rinnova.

Musica, poesia e puru storia
Ti dannu tanta gloria e grandizza
U ventu di scirocco o di boria
Non ponnu ruvinari a to billizza.

Qualunqui malatia attìa ti sana
A zagara chi nasci a primavera
Cu so profumu e la fatamurgana
Chi quando passa pari cosa vera

                                                                                            Alfredo Tauro

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Qui di seguito le altre due poesie in gara presentate dallo stesso autore alla II^ edizione del concorso 

TERZO GENITO                                                     E' PASQUA                                

Oh candido fiore reciso                                     E' Pasqua in Cielo e in terra
Appena sbocciato alla vita                          Dove c'è la Pace dove c'è la guerra 
Col tuo ingenuo sorriso                                     
La tua anima è stata rapita                        E dove la sofferenza rende l'uomo esausto             
                                                                      Per quanti sacrifici fino all'olocausto
Or nel ricordo c’è solo                                                          
Il soave profumo che inonda la casa                     Là dove ogni arma bellica tace 
Nella scia del volo           
                               Solamente colà l'uomo trova Pace                          
Che in ciel ti portò       
Il fruscio della ali, sublime musica
                                                Alfredo Tauro
A noi ci lasciò.                                         

                                Alfredo Tauro 




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Antologia della III^ edizione”  di Emozioni d’inchiostro”. 

1^ CLASSIFICATA:    Incendio            di Giovanna Brancatisano Sciarrone
2^CLASSIFICATA:    Senza rete né fili       di  Assunta Laura Imondi
3^ CLASSIFICATA:
   Pianto di perla          di  Valeria Palo
 

               Laruffa Editore

Antologia 3^ edizioneIL PRIMO BOMBARDAMENTO
 
Dopo tre anni di guerra
Tanti eventi tante battaglie
Han sconvolto la terra
Per delle brutte canaglie

Tanti figli tanti padri
Che combattono uniti
Rappresentano dei quadri
Che giammai saran finiti

Il teatro della guerra
Questa volta è tanto grande
Ogni giorno sulla terra
Più s’allarga e più s’espande

Tante volte mi è accaduto
Di provar dell’emozioni
Però mai avea creduto
A cosi brutte sensazioni

Nel giorno  su citato
Nel luogo su descritto
Hanno pure bombardato
Dacchè siamo nel conflitto

Eravamo spensierati
Senza tema né paura
Quando poi ci hanno avvistati
E’ avvenuta la sventura

E’ bastato un sol momento
Tutti noi siamo fuggiti
Poich'é stato spezzonamento
Ha causato morti e assai feriti

D’allora ogni rumore
Di cannone o d’aeroplano
Ne risente il cuore
Ci fa correre non piano

Si corre al rifugio
Sia grande o piccino
Basta a molti anche un pertugio
Nel bisogno più vicino
 
                              
 
Alfredo Tauro
 
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News

gio 07 dic 2017 14:19:06 CET
L'Unesco consacra la pizza: l'arte del pizzaiolo napoletano è patrimonio culturale dell'umanità
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Una passione planetaria - La passione per la pizza è diventata planetaria, con gli americani che sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 chili all'anno, e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci, che con 3,3 chili di pizza pro capite annui chiudono questa classifica. L'arte dei pizzaiuoli napoletani è il settimo "tesoro" italiano ad essere iscritto nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. L'elenco tricolore comprende anche l'Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l'Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014). Accanto al patrimonio culturale immateriale, l'Unesco ha riconosciuto nel corso degli anni anche un elenco di siti, e proprio l'Italia è lo Stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale. Significativamente però gli ultimi elementi ad essere iscritti negli elenchi, dallo Zibibbo di Pantelleria alla Dieta Mediterranea, fanno riferimento al patrimonio agroalimentare made in Italy, a testimonianza della sempre maggiore importanza attribuita all'alimentazione. Non a caso il 2018 cibo è stato proclamato l'anno internazionale del cibo italiano nel mondo.
 
I pizzaiuoli: coronato un sogno - Soddisfazione per il riconoscimento Unesco ottenuto dai pizzaiuoli napoletani viene espresso da Sergio Miccù, presidente dell'associazione 'Pizzaiuoli napoletani', tra i promotori della richiesta del riconoscimento. "Un lungo lavoro - dice Miccù dalla Corea dove ha atteso il verdetto del comitato di governo dell'Unesco - che l'associazione porta avanti da anni. Il riconoscimento corona un nostro sogno e un impegno costante". Sulla stessa linea d'onda Raffaele Biglietto: "Accogliamo con gioia la notizia del riconoscimento che dà valore alla nostra scelta di organizzare a Napoli una fiera interamente dedicata al pizzaiuolo: Tutto pizza, che intende valorizzare tale figura per il suo aspetto culturale e l'indotto economico che è capace digenerare". Per Attilio Albachiara, presidente dell'associazione 'ManiD'oro' si tratta di "una grande soddisfazione per l'intera categoria".

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sab 02 dic 2017 08:38:37 CET
Napoli-Juventus 0-1: Higuain sbanca il San Paolo
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HIGUAIN, L'UOMO PIU' ATTESO E TEMUTO - Mario Rui a sinistra, De Sciglio e Asamoah sulle fasce: queste le decisioni finali di Sarri e Allegri sugli ultimi dubbi di formazione. Si parte subito con le emozioni, che fanno dimenticare le scelte cromatiche quantomeno discutibili: Hamsik strozza il destro a ridosso dell'area, poi Pjanic si fa soffiare il pallone da Allan che serve con un attimo di anticipo l'inserimento del suo capitano, replica Higuain che chiede e ottiene il triangolo a Matuidi con Reina in uscita a chiudergli lo specchio della porta. Pressing alto del Napoli, la Juve abbassa Dybala a fare il secondo play per costruire la manovra. Al 13' si sblocca il match: Higuain, il più atteso e il più temuto dal San Paolo, sfrutta lo spazio lasciatogli da Koulibaly finalizza un contropiede fatto partire da un ottimo Douglas Costa in versione difensore e rifinito perfettamente da Dybala. Al contrario di altre volte, e forse ferito dai fischi dello stadio ai quali aveva già replicato durante il riscaldamento, il Pipita stavolta non trattiene l'esultanza: mano portata all'orecchio alla Toni e poi sguardo verso la tribuna dove siede De Laurentiis. 
 
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dom 26 nov 2017 16:45:44 CET
Reggio, Guarneri con le “Maschere” fa rivivere la magia di Pirandello
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Qui Guarneri veste i panni di Rosario Chiarchiaro, il “capo degli scalognati” alla ricerca di una “patente da iettatore” che certifichi la maschera costruitagli dagli altri e di Don Lolò, protagonista della vicenda de “La giara”, con la fissazione maniacale per la sua “roba”.
 

Dalle parole di Chiarchiaro salta subito fuori l’irrazionalità derivante dall’assunzione di un ruolo sociale che non gli appartiene e dall’abbandono della propria identità a favore di quella che altri gli hanno affibbiato.
 

“Signor giudice – urla Chiarchiaro come se volesse giustificare quella sua condizione esistenziale – ho accumulato tanta bile e tanto odio, io, contro tutta questa schifosa umanità, che veramente credo d’avere ormai in questi occhi la potenza di far crollare dalle fondamenta una intera città!”.
 

In chiave umoristica, Guarneri e la sua compagnia creano uno spaccato tragicomico che fa comunque riflettere sulla miserevole condizione di un essere umano perennemente alla ricerca di sé e del proprio posto nel mondo.
 

Una condizione che Pirandello aveva ben colto imparando a sue spese che, in questo lungo tragitto della vita, si incontreranno inevitabilmente tante maschere e pochi volti.
 
(Strill.it) 

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